Un tour tra Cile e Bolivia con tappa finale sull’Isola di Pasqua

Un viaggio molto coinvolgente ed emozionante, passando dalla pittoresca Valparaiso ai paesaggi incantati dei deserti cileni e dell’altopiano boliviano, per planare nel misterioso ombelico del mondo di Rapa Nui, l’Isola di Pasqua

  • di Uzbe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 20
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Sorprendente, pittoresca e poetica Valparaìso colorata da un’arte di strada tra le più apprezzate del Sud America. Spettacolari gli scenari del deserto di Atacama nel nord del Cile. Adrenalinica l’esperienza sull’altopiano della Bolivia, oltre 4000 metri, con le acque colorate delle lagune frequentate da fenicotteri, lama, alpaca e vigogne, le bizzarre forme rocciose e l’abbagliante candore del lago salato di Uyuni. Sipario con il misterioso fascino di Rapa Nui, l’Isola di Pasqua, un lembo di terra tra i più isolati del pianeta, un museo a cielo aperto popolato dai Moai.

SANTIAGO

Volo notturno Milano-Madrid-Santiago. Con l’Italia sotto zero arriviamo al mattino in Cile con il termometro che segna 20 gradi. Veloce il recupero bagagli e controllo polizia. Cambiamo in aeroporto dollari in pesos e raggiungiamo l’accogliente Hotel Magnolia, in posizione strategica, in tempo per la colazione. Blitz alla vicina Collina di Santa Lucia dalla quale si gode di un bel panorama sulla città. Al pomeriggio giro a piedi in centro città, la Plaza de Armas, la cattedrale, il Palazzo della Moneda, il caratteristico Mercado Central molto frequentato, tanti chioschi di pesce e localini animati, mentre in centro città poca gente, con viali e piazze quasi deserti, il termometro sale sopra i 30°e lo sbalzo termico si fa sentire.

VINA DEL MAR-VALPARAISO

Un centinaio di chilometri separano Santiago da Vina del Mar, la città giardino con viali curati bordeggiati da palme, belle spiagge, tra le mete preferite dai cileni. Coloratissimo il Parque Quinta Vergara. Ai piedi di Cerro Castillo l’attrazione migliore, l’Orologio Floreale funzionante realizzato con corolle sempre in fiore, donato dalla Svizzera e inaugurato nel 1962 in occasione della Coppa del Mondo di calcio, alcune gare ospitate proprio a Vina del Mar. Raggiungiamo Valparaìso, una vera sorpresa positiva. Città patrimonio dell’Unesco, amata da poeti, pittori e artisti, in particolare Pablo Neruda. Lungo il mare si estende la baia spettacolare con il secondo porto del Cile e il grande mercato.

Una fantasmagoria di colori che punteggiano l’anfiteatro sviluppatosi sui cerros (colli), con le case, porte, finestre, scale, ricoperte da murales, un’arte di strada tra le migliori del Sud America, un dedalo di vie tortuose in saliscendi, escaleras (scale) colorate, terrazze, case coloniali. Saliamo al Cerro Bellavista per spaziare con lo sguardo sul porto e le colline circostanti. Scendiamo quindi nella piazza del Municipio e con uno dei 15 ascensores (funicolari), costruiti tra il 1883 e il 1916, raggiungiamo una delle colline per addentrarci in una fantasmagoria di colori tra vecchi edifici coloniali, case color pastello, un pittoresco mosaico con murales ovunque, alcuni fantastici, un saliscendi continuo per ripide stradine acciottolate, con un viavai di gente allegra. In particolare i più pittoreschi sono il Cerro Conceptiòn, il Cerro Alegre e il Cerro Bellavista. Sono quasi le 15 quando entriamo nel ristorante Oda (poesia) al Pacifico, con servizio rapido e deliziosi piatti di pesce e frutti di mare. Come constatato anche a Santiago i prezzi sono più cari rispetto allo standard dell’America latina. Poi La Sebastiana, la casa-museo di Pablo Neruda sul Cerro Bellavista, che conserva oggetti e memorie del Premio Nobel cileno. Gironzoliamo per la Plaza Sotomayor con il monumento dedicato ai marinai che persero la vita nel combattimento navale di Iquique, nella Guerra del Pacifico, inoltrandoci in altri vicoli attratti da sempre nuovi murales

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