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Andare in Uzbekistan?

Quando devo organizzare un viaggio le domande che mi pongo sono sempre le stesse. Cosa devo vedere? Le tre città d’arte più famose dell’asia centrale e cioè Kiva, Bukhara e Samarcanda. In più c’è la capitale Tashkent, il lago d’Aral ...

  • di Ominodipongo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quando devo organizzare un viaggio le domande che mi pongo sono sempre le stesse.

Cosa devo vedere? Le tre città d’arte più famose dell’asia centrale e cioè Kiva, Bukhara e Samarcanda. In più c’è la capitale Tashkent, il lago d’Aral con il Karakalpakstan, la valle di Fergana e Termiz. La disposizione geografica da ovest ad est è Karakalpakstan e lago d’Aral, Kiva, Bukhara, Samarcanda, Tashkent (più a nord) Termiz (più a sud) e Valle di Fergana.

Il nostro viaggio (io e mia moglie) è stato organizzato per vedere il karakalpakstan e le tre città principali sacrificando Tashkent quasi del tutto ed escludendo la valle di Fergana e Termiz (sono considerate pericolose, Termiz da una famosissima guida cartacea, la valle di Fergana dal sito del ministero degli esteri. Le guide locali dicono che sono assolutamente sicure).

Come organizzare il viaggio? Io e mia moglie soffriamo moltissimo i viaggi organizzati. Dato che il fai da te in Uzbekistan è tra lo sconsigliabile e l’impossibile ci siamo affidati ad un tour operator locale. Il programma era prenotare tutti i pernottamenti e una macchina con autista (senza autista impossibile). Il tour operator ci ha consigliato le guide locali, individuali, ed è stato un buon consiglio. Il programma era volare da Fiumicino a Tashkent (per il volo ho dovuto appoggiarmi ad una agenzia perché il sito della uz airways era per me incomprensibile..), prendere un volo interno per Nukus, 2 giorni in Karakalpakstan tra Nukus e Moynaq, Kiva 2 notti, Bukhara 3 notti, Samarcanda 2 notti, ultima notte Tashkent. Notizie importanti da sapere.

L’Uzbekistan come tutti gli stati dell’Asia centrale è uno stato di polizia. Gli uzbeki non sono liberi e questo avrà un impatto sul vostro viaggio. In uzbekistan convivono un numero di etnie eterogenee. Per farvi un esempio abbiamo avuto una guida russa, una tagika, una tartara, una persiana, l’autista kazako. I karakalpaki sono simili ai Kazaki che sono simili ai mongoli, gli uzbeki sono turchi i tagiki indo-europei, dappertutto ci sono russi kazaki e tartari. Si parla comunemente russo, uzbeko e farsi (lingua indo-europea simile al persiano).

Prima di partire ero preoccupato dalla militia. In uno stato di polizia il rischio principale è la polizia solitamente corrotta ed infida. Mi attendevo che fuori dal gruppo organizzato potessimo essere bersaglio di piccole estorsioni, il turista invece non viene bersagliato e la polizia è stata brillantemente gestita dal nostro autista. In compenso i locali vengono regolarmente tartassati.

Conclusioni Si tratta di una vacanza culturale in senso stretto. La sera le città sono vuote, non c’è molto da fare. Si mangia malino. Gli uzbeki sono poveri e soffrono per questa dittatura paradossale, per la mancanza di infrastrutture, per un sistema sanitario delirante. Il karakalpakstan è da non perdere. A Nukus, assolutamente inatteso, c’è il museo più incredibile che ho visto in vita mia, da solo giustifica il viaggio in Uzbekistan. Una sterminata collezione (81500 tra quadri e stampe) di avanguardie russe ed uzbeke preservata da un genio (Igor Savitsky), che data la desolazione del luogo è riuscito a tenerle lontane dagli occhi sovietici (gli artisti spesso perseguitati deportati ed uccisi per la loro arte dal regime sovietico). Un diamante nel nulla.. Il museo principale è stato completato da poco ma lo spazio espositivo è ancora insufficiente per la collezione che è esposta a rotazione. Incredibile! Moynaq e la sua spettrale flotta di pescherecci nella sabbia sono uno spettacolo emotivo intensissimo

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