UGANDA e RWANDA: gorilla e non solo

RIFLESSIONI: Uganda e Rwanda: Paesi tristemente famosi per sanguinose dittature ed atroci massacri, che hanno riempito pagine di storia, fatti innegabili e piuttosto recenti che è bene non dimenticare mai affinché non si ripetano. La domanda di parenti, amici e ...

  • di dabi
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RIFLESSIONI: Uganda e Rwanda: Paesi tristemente famosi per sanguinose dittature ed atroci massacri, che hanno riempito pagine di storia, fatti innegabili e piuttosto recenti che è bene non dimenticare mai affinché non si ripetano.

La domanda di parenti, amici e conoscenti messi a conoscenza della nostra intenzione di visitare questi due Paesi è stata ricorrente: “perché proprio lì? non sarà pericoloso?” Sandro ed io non amiamo le sfide estreme e non abbiamo scelto con leggerezza la meta del nostro ennesimo viaggio nel continente Africano, dopo esserci scrupolosamente informati sulla situazione politica e sociale dei due Paesi ci siamo buttati a capofitto e senza dubbio alcuno nella progettazione di quello che si è poi rivelato un viaggio straordinario, sicuro, molto intenso sia fisicamente che emotivamente.

Uganda: Paese bellissimo, ricco di laghi, fiumi, foreste, ampie savane, montagne altissime e molto altro ancora, poco conosciuto e poco battuto dai flussi turistici che invece interessano i vicini Kenya e Tanzania, è un Paese che, tuttavia, grazie ad un’organizzazione turistica efficiente è in grado di offrire proposte diversificate e adatte a tutte le esigenze ed a tutte le tasche, in grado di accontentare il viaggiatore esigente che non vuole rinunciare alla comodità di un lodge esclusivo e di chi, al contrario, ama il campeggio o alloggi più semplici.

Rwanda: rappresentava nei ns. Pensieri il luogo più interessante ed adatto per la visita ai gorilla di montagna, siamo infatti ancora increduli di essere riusciti a portare felicemente a termine la durissima escursione nel Parc National des Volcans, dove decenni fa Dian Fossey (suo il libro “Gorilla nella nebbia”) ha condotto ricerche e studi sui gorilla che rischiavano e purtroppo rischiano tuttora l’estinzione.

In Uganda le feroci dittature hanno notevolmente decimato anche la popolazione animale, alcune specie, come il rinoceronte, sono ora inesistenti, non bisogna intraprendere un viaggio in questo Paese con l’unico scopo di avvistare animali perché si potrebbe restarne delusi.

Se si parte consapevoli di ciò e si aprono gli occhi su tutto il resto che il Paese ha da offrire, il viaggio si rivelerà molto ricco ed interessante.

Il nostro viaggio, programmato dal 13 al 28 febbraio, prevedeva principalmente un itinerario tra i Parchi ugandesi, per concludersi con una visita ai gorilla in Rwanda, prevedeva anche una breve “sconfinata” in Congo per la navigazione del bellissimo Lago Kivu e per una seconda visita ai gorilla del Parco Khauzi-Biega.

Non siamo, purtroppo, riusciti a completare l’itinerario per la parte finale, relativa al Congo.

Fatte queste premesse provo a descrivere quanto visto e fatto in corso di viaggio, con la speranza di convincere i lettori di questo resoconto che sia Uganda che Rwanda sono Paesi sicuri, di notevole bellezza che meritano sicuramente una visita.

DIARIO DI VIAGGIO: Lunedì 13 febbraio 06 Lunghissima giornata, iniziata prestissimo, la sveglia suona alle 3, partiamo da Malpensa raggiungendo in volo Bruxelles, da lì parte il volo intercontinentale per Entebbe dove atterriamo alle 23 ora locale (+2 ore rispetto all’Italia).

In aeroporto ci attende Tom (titolare della piccola agenzia locale da noi contattata che ha provveduto all’organizzazione di ogni servizio) dopo mesi di corrispondenza per e-mail finalmente ci si conosce, da domani si partirà insieme alla scoperta del suo bellissimo Paese.

A pochi km dall’aeroporto, sulle rive del Lago Vittoria, c’è un piccolo modesto Motel dove passiamo la notte, appena toccato il letto ci addormentiamo di schianto

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