Arrivare al Nemrud Dag non è nè facile nè difficile. Quando ci sono andato io,dieci e passa anni fa,c'era il brivido dell'avventura per un sito archeologico di cui si conosceva vagamente l'esistenza ma di cui si sapeva pochino,e ci si ...
Arrivare al Nemrud Dag non è nè facile nè difficile. Quando ci sono andato io,dieci e passa anni fa,c'era il brivido dell'avventura per un sito archeologico di cui si conosceva vagamente l'esistenza ma di cui si sapeva pochino,e ci si arrivava solo seguendo qualche pullmino locale che certo conosceva meglio la strada dissestata per raggiungerlo.
Oggi,a quanto sembra,sono cambiate molte cose,compresa la situazione politica della regione: la strada è finalmente asfaltata,ci sono addirittura dei parapetti che impediscono pindarici voli giù per i burroni,è cresciuto perfino qualche posto di ristoro(eccessivo chiamarlo bar),e poi si dà un nome preciso all'area,che adesso si chiama Curdistan,dove il continuo incrociarsi con camionette militari sotto il saltuario frastuono di qualche jet,turco o americano o della Nato,pronto a sganciare bombe "intelligenti" (mai capita la differenza con quelle "cretine",mah), e tutto questo,giustamente,può creare qualche spiacevole sensazione di disagio.
Il primo "contemporaneo" d'occidente ad arrivarci fu un turco,tale Sester,che giunse casualmente in zona nel 1881. Era un geologo,aveva l'incarico di progettare vie di comunicazione fra quelle aspre zone dell'Anatolia ed i porti del Mediterraneo,Iskenderun ( Alessandretta) in primis.
Cercava dunque sassi antichi ed invece dovette accontentarsi di sbattere il muso nelle vecchie pietre di un dimenticato santuario di epoca ellenistica,ad oltre duemila metri di quota.
Questo luogo altro non era che il tumulo sepolcrale di Antioco I°,ultimo re di Commagene,che,perso ormai il potere ereditato dall'illustre predecessore Alessandro Magno,si era messo in testa di farsi una tomba coperta da un tumulo conico di sassi tirato su artificialmente nel primo secolo a.C.. Lavoro non da poco,visto che il suddetto tumulo aveva cinquanta metri di altezza e centocinquanta di diametro. Il fatto curioso,ed anomalo,è che questo cono presenta tre terrazze ( rivolte a sud est ed ovest ),su ognuna delle quali c'erano i resti di statue in pietra originariamente alte otto/nove metri,col tempo crollate per colpa di scarsa manutenzione e soprattutto di terremoti.
La disposizione delle statue,sulle varie terrazze,era sempre la stessa. Da sinistra a destra c'erano Antioco,la Fortuna,Zeus Oromasdes (appellativo di Ahura Mazda,divinità persiana), e poi Apollo,Mithra,Hermes ed Helios.
Sul terrazzo occidentale c'è anche un rilievo con dei leoni di stile vagamente ittita: hanno sul corpo diciannove stelle,forse costituiscono una simbologia astronomica.
Tutte queste statue erano con lineamenti greci ed abbigliamento orientale,oppure orientali con abbigliamento greco: sembrerebbe quasi che il sovrano,arrivato alla fine del suo dominio per l'avvicinarsi dei Romani,avesse voluto tentare l'impossibile,una fusione quanto mai prematura fra religioni d'occidente e d'oriente.
Il suo regno era stato fondato quando Tolomeo ( inizio III° secolo a.C.) approfittò della disintegrazione del regno seleucide,ed ebbe qualche importanza durante il regno di Antioco Epifane; sarebbe scomparso all'epoca di Vespasiano,nel 72 d.C.,quando la Siria fu occupata dai Romani e divenne una delle province orientali dell'Urbe.
E pensare che la dinastia aveva tutte le carte in regola per governare,da qualunque parte la si guardasse: si diceva infatti che,per via paterna,Antioco discendesse da Mitridate ( a sua volta erede di Dario il persiano ),e che,per via materna,si potesse arrivare a Laodicea,madre di Alessandro. Meglio di così..