Safari in Tanzania del Nord

Emozionante itinerario tra i parchi e le popolazioni del nord del Paese

  • di Francesca Pinzoni
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

INFORMAZIONI PRATICHE

Periodo: dal 22-11-2012 al 3-12-2012 (10 notti - 11 giorni) Volo: KLM € 641,00 (Venezia - Kilimangiaro Airport); Luoghi visitati: Tarangire National Park; Lake Manyara N.P.; Lago Eyasi; Ngorongoro N.P; Serengeti N.P; Speke Bay (Lago Vittoria); Lago Natron. Costo: € 2.030,00 (mance, bibite, ecc. NON incluse) a persona (eravamo in 4) pagate in due tranche (una appena confermata la prenotazione, l'altra un mese prima della partenza). Agenzia: Pata Pata Safari; contattata via internet, abbiamo parlato col referente italiano per stabilire il tour che volevamo fare. La nostra guida parlava fluentemente italiano. Auto: Toyota Land Cruiser 4x4 con tettuccio apribile.

Consigli pratici: Innanzitutto consigliamo di cambiare i dollari in moneta locale scellino, o almeno di avere solo tagli piccoli perché pur di non darvi il resto fingeranno di non avere dollari. Inoltre il prezzo in dollari è sempre infinitamente più alto infatti il dollaro vene cambiato a 1000 scellini quando il valore reale sarebbe di 1.600 scellini. Contrattare sempre e comunque, in quanto bianchi e stranieri i prezzi sono sempre almeno raddoppiati, per cui le contrattazioni hanno ampi margini. Aggiungete al costo del viaggio il prezzo del visto che è pari a $50,00, le mance perché in ogni albergo e in ogni escursione dovrete lasciarne parecchie. Soprattutto calcolate la mancia per la vostra guida (indicativamente $5 per persona al giorno). Nella scelta dell'agenzia è stato determinante il fatto che abbiamo sempre potuto parlare italiano sia nella fase di preparazione del viaggio (via mail) che nei giorni di safari. Pur parlando abbastanza bene l'inglese abbiamo apprezzato la possibilità di conoscere i nomi di piante e animali nella nostra lingua, e più in generale di non dover star sempre a tradurci fra noi le conversazioni. Consigliabile una fotocamera dotata di un obiettivo di almeno 300mm. Non contate di poter trasferire le foto dalle schede della macchina fotografica su penne o memorie esterne a meno che non vi portiate il portatile. Persino le reception son spesso sprovviste di computer per cui consigliamo vivamente di portare molte schede di memoria perché scatterete un'infinità di foto. Stessa cosa per le batterie, spesso si è costretti a caricarle in nell'unica spina disponibile in albergo: quella della reception. Può essere utile un caricabatterie con adattatore per accendisigari da auto. Noi, consigliati dalla nostra Ulss abbiamo fatto(oltre a febbre gialla e antitifo) anche la profilassi antimalarica a base di malarone; abbiamo trovato molte zanzare soprattutto al Tarangire National Park e al Lake Eyasi, e comunque tutti i lodge erano dotati di zanzariere in ottimo stato. Portate una torcia elettrica per persona, vestiti e scarpe “vecchi” che possiate lasciare in regalo, adattatore a tre lamelle (tipo inglese).

Giorno 1- 22.11.2012 ARUSHA

Atterriamo al Kilimangiaro Airport intorno alle h 20, ci accolgono subito un piacevole caldo e un profumo d'Africa che ancora non conoscevamo. Ci mettiamo subito in coda per farci fare il visto, e sbrighiamo velocemente le pratiche. Come previsto troviamo ad attenderci Richard (che sarà la nostra guida per i giorni a venire) e il responsabile dell’agenzia. Facciamo conoscenza anche con la Toyota Land Cruiser che diventerà quasi una seconda casa e prendiamo posizione al suo interno, la macchina è dotata di un piccolo frigo che tornerà molto utile. Considerata l'ora e che siamo molto stanchi dal viaggio, ci dirigiamo subito all'hotel che dista circa 30km: abbiamo scelto il Lush Business Hotel per risparmiare un pochino considerato che dovremo solo passarci la prima notte. In realtà le stanze sono molto grandi e l'indomani ci verrà servita una buona colazione. Nonostante siamo scesi un po' di categoria rispetto all'albergo consigliatoci in prima istanza, siamo più che soddisfatti.

Giorno 2 - 23.11.2012 TARANGIRE NATIONAL PARK

Partiamo alle 9 ed attraversiamo un po' di periferia di Arusha. Alla luce del giorno tutto ci appare ricco di colori e movimento. Le case sono in un unico piano, in muratura, con tetti di lamiera; l'intonaco è spesso colorato e ricco di scritte pubblicitarie. Le strade non sono asfaltate e sono attraversate da un continuo viavai di uomini donne e bambini, e da qualche capra. Carichiamo l'auto di bottiglie d'acqua e carburante, poi, finalmente, partiamo per il nostro safari. Lungo la strada (asfaltata perché è quella che collega Arusha alla capitale Dodoma) incontriamo piantagioni di caffè, poi i primi villaggi Masai e molti ragazzini che portano a pascolare le mucche. Il panorama è verde, i giorni prima del nostro arrivo è piovuto un po' e così dal terreno comincia a germogliare l’erba. Le acacie spuntano qua e là all'orizzonte. Dopo 118 km e tanto panorama arriviamo verso le 11 al Parco Tarangire, famoso per i suoi baobab e per la moltitudine di animali che lo abitano. All'entrata, abbiamo modo di avvicinare le prime scimmie che, abituate a rubare cibo non hanno nessun timore e addirittura si infilano in qualche auto lasciata col tetto aperto per vedere se riescono a trovarci qualche prezioso bottino. Una volta entrati nel parco è un continuo susseguirsi di animali e baobab, l'entusiasmo del primo giorno è totalmente appagato dallo stupore che la vista così ravvicinata di animali finora osservati solo nei documentari in tv, suscitano in noi: piccoli gruppi di impala, gnu, qualche antilope d'acqua, facoceri, uccelli coloratissimi, faraone, zebre, il tutto si muove all'ombra di alberi enormi e maestosi. Dopo meno di un'ora, Richard fa una deviazione e subito scorgiamo 4\5 jeep ferme intorno ad un baobab: impareremo presto che laddove le auto si fermano c'è qualcosa di importante da vedere… e in fatti sotto al baobab, nella calura del mezzogiorno, dormono otto leoni ammucchiati uno sull'altro. Un giovane maschio e sette femmine per nulla scomposti dal fatto che decine di umani li abbiano circondati e li ammirino fotografando in continuazione da una distanza inferiore ai venti metri. Lo spettacolo è indescrivibile e l'emozione è tale che rimaniamo zitti in adorazione. Ogni tanto qualche leonessa alza la testa e dà un'occhiata in giro, ma sembra che non la riguardiamo assolutamente: presto la stanchezza ha il sopravvento e torna a sdraiarsi fra le zampe e le code degli altri. Quando ci rimettiamo in moto la sensazione iniziale è che la giornata potrebbe anche finire così e saremmo comunque soddisfatti, ma ben presto rientriamo nel vortice del safari e veniamo travolti dai nuovi incontri: branchi di elefanti, giraffe, zebre che pascolano in fianco agli struzzi, famiglie di babbuini coi cuccioli che tentano di imparare ad arrampicarsi sugli alberi. Richard si rivela essere un osservatore formidabile e le sue spiegazioni su abitudini e razze di animali, su alberi e piante arricchiscono l'esperienza. Dopo pranzo abbiamo la fortuna di incontrare una famiglia di elefanti che si rotola nel fango per ripulirsi dai parassiti, e i dik dik, le antilopi più piccole, che vivono sempre in coppia e sono davvero minuscole. Non chiedetemi come ma mentre l'auto corre sullo sterrato la guida riesce ad individuare e a indicarci una coppia di scarabei stercorari che fanno rotolare la loro palla… una foto in più! Avviandoci verso l'uscita individuiamo un altro movimento sospetto di jeep che ci porta a vedere una leonessa capobranco che solitaria attraversa la strada passando a pochissimi metri da noi; indossa un collare che serve a monitorare i movimenti dei branchi all'interno dei parchi.

Usciamo dal parco e ci dirigiamo verso il Roika Tarangire Tented Lodge che si trova appena fuori dal parco. Il lodge non ha una vista o una posizione di rilievo ma le tende che poggiano su solide strutture di pietra sono dotate di ogni comfort e davvero suggestive. Ogni stanza ha due letti queen size, un bagno con acqua calda e una bella terrazza. A cena mangiamo benissimo, il personale è gentile e disponibile. Per la nostra personale esperienza il Tarangire regge benissimo il confronto con parchi ben più famosi. La quantità di animali in uno spazio relativamente ristretto fa sì che il safari non abbia tempi morti e che anzi si incontrino più specie nello stesso momento. Come battesimo del safari questo primo giorno resta indimenticabile

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Commenti
  1. Francesca Pinzoni
    , 30/12/2012 17:17
    Ciao Carlotta ti ho risposto privatamente!
  2. carlottac
    , 28/12/2012 15:05
    Ciao Francesca,
    ho letto con molto interesse il tuo diario in quanto con mio marito stiamo valutando la Tanzania come prossima meta per le nostre vacanze.
    Visto il tuo racconto, in generale positivo ho chiesto, tra gli altri, anche un preventivo alla PataPata Tour e mi sembra buono.
    Hai per caso qualche commento in più? Come ti sei trovata con questa agenzia? Cosa cambieresti del programma? E per quanto riguarda gli hotel?
    Ti ringrazio molto per l'aiuto.
    Carlotta
  3. Alberto Pinzan
    , 21/12/2012 21:33
    Ottimo diario,molto dettagliato.

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