La Terra dei Popoli

Viaggio alla conoscenza dei popoli dell'Africa degli altopiani, partendo dall'isola delle Spezie, attraversando in bus il Tanganica. Per arrivare nella città dei Masai Arusha e poi spostarsi sul lago Eyasi per Hadzabe e Datoga. Quindi safari al Masai Mara per la migrazione, con qualche sorpresa
 
Partenza il: 06/08/2015
Ritorno il: 21/08/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Premessa

Innamorati dell’Africa e soprattutto dell’area degli altopiani, per il terzo anno consecutivo partiamo alla scoperta (nostra) della fascia equatoriale. Lo scorso anno facemmo il cammino inverso, partendo da Nairobi per visitare tre parchi nazionali in Kenya (Masai Mara, Lago Nakuru e Amboseli) e tre parchi nazionali in Tanzania (Tarangiri, Ngorongoro e Lago Manyara). In questo full immersion di natura e animali facemmo tappa due volte ad Arusha. Il paesone costituito dai Masai nel 1830 ci incantò per la sua gente, tanto che in questo viaggio abbiamo cercato di approfondire i suoi aspetti per vivere a contatto con la popolazione. Ma arrivarci ci pone delle scelte. La prima ovviamente è giungerci direttamente, ma i voli sono troppo costosi.

La seconda è quella dello scorso anno: fino a Nairobi con l’aereo e poi 4 ore di bus. La terza è fare scalo a Dar Es Salam e poi trovare un mezzo per spostarci a nord. Cerchiamo dei voli economici su Dar e troviamo l’andata a buon prezzo, mentre abbiamo difficoltà per il ritorno. Proviamo di tornare su Nairobi, e il biglietto è fatto: 644 euro assicurazione compresa con la Turkish Airlines. Si può spendere molto meno ma considerando che optiamo per il periodo di ferragosto e che ci siamo mossi un mese prima, possiamo ritenerci soddisfatti. Dar e Nairobi distano quasi 1000 chilometri, in mezzo (si fa per dire) Arusha. Fare tappa a Dar ci porta a poter visitare la vicina Zanzibar, mentre partire da Nairobi ci ingolosisce il poter visitare, ancora una volta il Masai Mara. Programmiamo tre notti a Stone Town e tre al Masai Mara, lasciando nel centro una settimana ad Arusha. La Tanzania è una nazione ospitale dove si può tranquillamente viaggiare in massima sicurezza. È quasi impossibile noleggiare un’auto (almeno noi non ci siamo riusciti), ma si posso utilizzare i mezzi pubblici o i bus “extra lusso” messi a disposizione dei turisti. La differenza tra viaggiatori e turisti è forse di uno zero, visitare i parchi è costosissimo, quasi inavvicinabile per i giovani o chi non ha un budget al di sopra di 300 dollari al giorno. Ma noi abbiamo provato a vivere queste esperienze in modo alternativo alle agenzie e a costi contenuti.

Raggiungiamo Fiumicino nelle prime ore del giorno, alle 5.30 ci aspetta al Terminal 3 un addetto di “one Parking” per prendere l’auto e portarla al deposito (costo 54 euro per due settimane). Svolgiamo le procedure di imbarco e voliamo alle 7.10 in direzione Istanbul con la Turkish Airlines. Atterriamo alle 10.40 ora locale (la stessa che ci porteremo in Africa) e considerato che il volo per Dar è alle 19.10 abbiamo il tempo per farci un giretto a Istanbul. Con la Metro (2 a persona andata e ritorno al costo complessivo di 15 dollari) arriviamo a Aga Sofia e alla Moschea Azzurra. Passeggiamo costeggiano i negozietti del centro e ci fermiamo ad un fastfood per farci un panino (burger, cola e patatine 31 lire turche in due circa 10 euro). Torniamo all’aeroporto in largo anticipo e ci fermiamo a prendere una birra nel ristorante al primo piano (56.75 con patatine per due birre l’equivalente di 21 euro). Tra la cena e la colazione servita all’una del mattino non c’è stato tanto tempo per dormire nelle 7 ore di viaggio. Arriviamo a Dar in piena notte, sono le 2.35 e andiamo in cerca di una sala d’aspetto per sederci e aspettare l’alba. Ma con molto stupore ci accorgiamo che l’aeroporto è all’aperto. Non fa tanto freddo e l’umidità è poca considerando che è notte, al contrario le zanzare sono molte. Alle 5.30 prendiamo un taxi (35 dollari) per arrivare al porto. Arriviamo alla biglietteria del Ferry Boat per Zanzibar e ci dicono che non esiste nessun biglietto pagato con quel codice. Arriva solo alle 6.55 l’ok dell’agenzia e due biglietti vip per l’imbarco. Un sospiro di sollievo. Le valigie vengono imbarcate in un container senza nessuna ricevuta e scritta, dovranno essere solo riconosciute all’arrivo. Il porto si avvicina e l’attracco lo scorgiamo tra le teste dei molti presenti. Andiamo alla ricerca delle nostre valigie e ci mettiamo in coda per uscire. Ad attenderci all’uscita un tassista mandato dall’Hotel (4 dollari) che ci porterà al vicino Rumaisa Hotel (3 notti in doppia 180 euro).



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