Tour tra le città svizzere

ITINERARIO LUZERN – BERN – ZŰRICH 20-22 novembre 2009 Fino ad oggi, per me, Svizzera significava… banche e scudo fiscale. A parte le escursioni sui monti, il mio amato trekking, non avevo mai pensato di andare a visitare le città ...

  • di tea per 2
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  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

ITINERARIO LUZERN – BERN – ZŰRICH 20-22 novembre 2009 Fino ad oggi, per me, Svizzera significava... Banche e scudo fiscale. A parte le escursioni sui monti, il mio amato trekking, non avevo mai pensato di andare a visitare le città svizzere. Ora, scrivo queste righe ammettendo il mio errore precedente: queste tre città svizzere mi hanno offerto molto, è un viaggio che mi sento di consigliare. Devo premettere che il viaggio mi è stato regalato. Sono perfettamente consapevole dell’invidia che suscita questa cosa nei lettori. ... Quindi nelle prossime pagine, per farmi perdonare, cercherò di darvi i prezzi dei servizi turistici che ho avuto modo di testare, e di fornire le migliori informazioni possibili. Questo viaggio è durato solo TRE giorni, ma con mio marito Roberto e alcuni amici, di Genova e di Milano abbiamo sfruttato veramente tutto il tempo a nostra disposizione.

1° giorno: MILANO – LUZERN Siamo partiti in treno da Milano, con il CISALPINO delle ore 9.10. E’ un treno di una società italo-svizzera, quindi... È partito in perfetto orario, pulito e comodissimo. Ha un unico difetto: ondeggia come fosse una barca. Sono avvertiti quelli che soffrono di mal di mare, io per prima! Grazie al cielo a Arth-Goldau abbiamo cambiato treno, prendendo un Interregionale svizzero, che ovviamente è stato perfetto, pulito, comodissimo. Non potevamo che arrivare in perfetto orario, a Luzern o (come diciamo noi) LUCERNA. E’ una città con molti monumenti storici, a partire da quelli del Medio Evo, sulle rive del Lago dei Quattro Cantoni. Non abbiamo visitato tutto, ma è stato molto piacevole attraversare il fiume sugli antichi ponti di legno e di ferro, ammirare qualche Chiesa protestante e la barocca Chiesa dei Gesuiti, le case medievali e rinascimentali. La maggioranza della popolazione è cattolica e la città ha una vita culturale molto vivace. Si affaccia sul lago, circondata da montagne, perfette sia da ammirare sia per escursioni. Il monumento più famoso è quello del “leone morente”, scolpito nella roccia in ricordo dei soldati svizzeri caduti difendendo il Re di Francia, nel 1792. E’ molto commovente, e mi ha ricordato tutti i soldati mercenari della storia. La città è sede di due musei: la Collezione Rosengarten e il Kunstmuseum, con opere dal ‘900 ad oggi, per chi fosse interessato. Da milanese, ciò che mi ha colpito molto è che nessuno corre, per strada. Nessuno usa il claxon. Non esistono auto parcheggiate in doppia fila. Ovunque, vetrine di banche e negozi di orologi che cercavamo di non guardare, per non soffrire troppo. Dal piazzale di fronte alla stazione, abbiamo preso un battello, che in pochi minuti ci ha fatto attraversare il lago, fino al Museo dei Trasporti (se non trovaste un battello in coincidenza, dalla Stazione potreste prendere i bus n. 6 od 8 che in pochi minuti costeggiando piacevolmente il lago vi porterebbero a destinazione). Il Museo dei Trasporti è simile ad alcuni padiglioni dei musei scientifici italiani: diverse, però, sono le modalità di visita e di fruizione dei contenuti. Per dirla in parole semplici: si può toccare quasi tutto, ogni pochi metri c’è la possibilità di fare esperimenti, mettere in moto macchine di semplice comprensione ma molto affascinanti. Molto moto, molto interattivo. Mio marito, per esempio, non veniva più via dal plastico dei trenini in movimento, dai primi treni a vapore, e ha “giocato” con tutti i macchinari che simulavano rumori ferroviari, forze e spinte, attriti e materiali. Uno dei miei amici è ingegnere, e si è applicato molto alla visita... Soprattutto nel padiglione aeronautico e spaziale. Io guido molto male l’auto, quindi ho soprattutto “giocato” nel padiglione automobilistico, dove ho avuto modo di verificare quanto sia proprio vero che io sia un’autista pericolosa (nei giochi di “simulazione di guida” ho probabilmente investito più cordoli di marciapiedi svizzeri io che tutti i visitatori della settimana!). Per andare all’Ostello della Gioventù abbiamo usato ancora il bus 18, fino alla fermata “Goppelismoosweg”, nome che ci ha messo a dura prova. Il percorso è di una quindicina di minuti. Siamo arrivati e ci hanno dato le camere: dato che forse non c’erano molti altri ospiti, ci hanno graziosamente assegnato delle quadruple, ad uso doppia, naturalmente con i soliti letti a castello. Ottimi materassi, devo dire. A differenza di altri ostelli dove eravamo già stati in passato, questo non ha un’atmosfera molto allegra. Sarà che era buio, sarà che le lampade nelle camere erano quelle con luci a neon ed ingabbiate (quelle che si usano per le cantine, per capirci), sarà che non c’era il bagno in camera, ma la prima impressione non è stata felice. Invece, nei successivi due pernottamenti abbiamo apprezzato i bagni, la pulizia, la silenziosità delle camere, la gentilezza del personale, che ci ha dimostrato sempre la classica energia svizzera (alla “Michelle Hunziker”, per intenderci). La sera, con il bus siamo andati a cena al ristorante dell’Hotel Flora, in Seidenhofstrasse 5, dove non abbiamo rimpianto la “pasta” italiana. A me è particolarmente piaciuta la zuppa, di cereali. Dopo cena: passeggiata notturna per i vicoli del centro storico e i ponti, e poi a nanna. Faccio un inciso: tutti, indistintamente tutti, i bus e i tram sono sempre arrivati alla fermata, proprio all’ora in cui è scritto debbano transitare lì. Puntualità totale. A qualsiasi ora. Sempre. Magari, fosse così anche in Italia!

2° giorno: LUZERN – BERN Dopo la colazione in Ostello, ci siamo trasferiti in bus alla Stazione e abbiamo preso il treno delle ore 9,00 per Bern, o come diciamo noi, BERNA. Il tragitto dura solo un’ora, tra un bel paesaggio montano, con fiumi che scorrono ed il placido lago. Quello che ha colpito di più mio marito trentino è stato il panorama degli “orti”: si tratta di piccole aree di terreno che la locale Municipalità dà in uso a chi lo chiede. Lo so, anche in Italia i pensionati fanno gli orti nelle periferie! Ma questi orti sono diversi: sono tanti, sono tutti perfetti e allineati, e con stupendi capanni in legno, per gli attrezzi. Sono così ben fatti e graziosi che volentieri ci andremmo a dormire, sembrano baite di montagna o agriturismi! Suppongo farebbero gola anche in Abruzzo... Ma alle persone in tenda. Quando siamo arrivati siamo andati in tram e a piedi al Museo Einstein. Confesso che non avevo molta voglia di visitarlo, ci sono andata per la compagnia. Invece ho dovuto ricredermi: non sarei più uscita da tanto era interessante! I miei amici hanno dovuto sollecitarmi, perché stavo lì a guardare un video che (finalmente!) sono sicura mi avrebbe saputo spiegare la Teoria della Relatività! Nella sala precedente, avevo capito (o almeno credo di aver capito) la famosa Velocità della Luce. Era perciò la mia unica occasione per capire una buona volta tutto, ma siamo dovuti andare via... Grazie anche all’ottima audioguida, la visita è veramente intensa e godibile, credetemi. All’uscita, siamo scesi fino alla riva del fiume, e abbiamo pranzato bene nell’Ostello della Gioventù (Weihergasse 4), molto luminoso e bene integrato con il verde e le acque, e tutti quelli che fanno jogging in riva al fiume

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