sogno di una pensione di mezza estate. l'america fai da te formato famiglia....ricca (ma solo di cognome)
Nel giugno del 2008 abbiamo deciso di affrontare un'avventura che qualche mese prima sarebbe stata fantascienza, soprattutto per i due 50enni: mamma e papà.
Papà, 55 anni nel 2007, ha deciso che avrebbe festeggiato la sua pensione facendo fuori quasi completamente la sua liquidazione con un “mitico” viaggio negli stati uniti, anche alla ricerca di quei parenti che da poco avevano deciso di riprendere i rapporti con le loro origini italiane.
Così ha cominciato ad informarsi su depliant e internet dei tour, dei costi e di che morte morire....alla fine dopo estenuanti ricerche è giunto alla conclusione che era meglio far da sé. Qui comincia la nostra avventura.
La data di partenza è fissata per il 20 di giugno 2008.
Il programma prevede un tour de force di 23 giorni, che andrà a toccare california, arizona, utah, nevada, miami e new york!
Il volo, prenotato su internet, consta di uno scalo a dusseldorf, definito da papà uno degli aeroporti più complessi da attraversare.... ma è il loro primo viaggio intercontinentale, bisogna avere pazienza. Il volo dura in totale 13 ore e 10 minuti, senza contare la sosta in germania di circa 2 ore e 20. Destinazione: los angeles!
L'unica cosa che abbiamo prenotato dall'italia, a parte gli aerei, sono la macchina, che ritireremo in aeroporto a los angeles, e la prima notte in motel, a pasadena.
Usciti dall'aeroporto, ormai a pomeriggio inoltrato, ci mettiamo già un attimo a trovare lo sportello giusto tra i vari “rent a car”, senza considerare che siamo pieni di valigie e che non tutte si possono trascinare....
Una volta trovato (“alamo”), papà e vale si mettono a discutere per l'auto, nonostante sia già stata prenotata: quando riemergono, scopriamo che è perchè, una volta visto il nostro itinerario, l'addetto allo sportello ha consigliato di cambiare l'auto, prendendone una che possa sopportare la strada che attraversa il deserto e che sicuramente costa decisamente di +... Si tratta di una dodge, grigia metallizzata, targata “california, 6dzk410”, con anche i sedili posteriori parzialmente reclinabili, i cui fari e tergicristalli si attivano automaticamente con buio e acqua, e che ci accompagnerà per 15 giorni fino ad arrivare a san francisco. In totale scopriremo poi di aver percorso 3215 chilometri!!! per un costo di 1372,99 dollari. Per fortuna non c'è l'obbligo di lasciarla come l'abbiamo trovata, ovviamente escludendo la carrozzeria...perchè dopo aver attraversato monumet valley e grand canyon, il grigio metallizzato sarà solo un vago ricordo. Ma andiamo per ordine.
La prima esperienza con il cambio automatico è indimenticabile: ci sono solo 2 pedali, freno e acceleratore, quindi non si deve usare il piede sinistro, ma ci va un attimo per ricordarsene. Infatti, ad ogni semaforo è un battere la testa contro il poggiatesta davanti (anche perchè lo spazio all'interno è vasto), contro il cruscotto o contro il volante, con l'istinto di schiacciare la frizione fino in fondo...peccato che si tratti del freno e che quindi sia sempre un'inchiodata!
Siamo prenotati al “super 8” di pasadena, 54 dollari per una notte, camera ovviamente familiare. Dico ovviamente perchè, a parte da ronald, in piena riserva indiana, ci toccherà condividere il russare di papà per tutto il viaggio!
Il 21 giugno 2008 si apre con una sana colazione a base di....schifezze: pane e philadelphia (o similare), cereali, caffè megaextrasuperlungo e muffins.
Ci dirigiamo alla volta di hollywood, + che altro alla ricerca della classica foto con la scritta alle spalle.
Improvvisamente, ci sentiamo urlare dietro: ci voltiamo e dall'altra parte della strada c'è un tizio che continua a sbraitare nella nostra direzione. Decidiamo di far finta di niente mentre cerchiamo di capire in che cosa abbiamo urtato le tradizioni americane, salvo poi capire che ci stava indicando il posto migliore in cui fare la foto!!! strani americani..