..che bella la siria!

Ispirati dai resoconti entusiasti letti su questo sito siamo partiti in coppia per la Siria, con l’intento di verificare di persona. La Siria ci ha ammaliati e desideriamo ringraziare tutti quanti coi loro scritti hanno contribuito alla realizzazione del nostro ...

  • di albina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ispirati dai resoconti entusiasti letti su questo sito siamo partiti in coppia per la Siria, con l’intento di verificare di persona. La Siria ci ha ammaliati e desideriamo ringraziare tutti quanti coi loro scritti hanno contribuito alla realizzazione del nostro bel viaggio.

L’agenzia di riferimento era la siriana Nawafir Travel & Tours, più volte segnalata da altri turisti, che si è confermata affidabile, competente ed efficiente. Yasser, il nostro contatto in loco, è stato paziente e disponibile a concordare e modificare l’itinerario secondo le nostre esigenze fino all’ultimo giorno. Tutti i servizi forniti sono stati di buon livello e conformi a quanto concordato.

La Siria è un paese sicuro e cordiale, le strade perfettamente tenute consentono spostamenti agevoli e rapidi, indubbiamente è un paese in cui noi italiani possiamo sentirci “ricchi”. Per tutto il tour di 13 giorni (alberghi di buon livello, auto con autista e ingressi nei vari siti) abbiamo speso 1200,00 euro a persona (aereo escluso). Ha inciso molto il soggiorno in Giordania, sia perché più cara, sia perché la Nawafir è stata costretta ad appoggiarsi ad un’agenzia locale erogatrice dei servizi in loco. Il periodo di viaggio (agosto) era sconsigliato per il caldo ma noi non ne abbiamo risentito, anche perché essendo secco era più tollerabile dell’afa che avevamo lasciato. Mon, 04.08 Arrivo a Damasco alle 5,00 con volo Alitalia notturno. Primo timore fugato: credevamo di trovarci spaesati in un aeroporto semideserto e invece l’aereoporto di Damasco è un vero e proprio suk, pieno di gente di tutti i tipi. Nonostante le due ore di ritardo dovute a un allarme bomba a Roma troviamo l’autista che ci accoglie con un sorriso... benvenuti in Siria! L’albergo (Beit Rumman) è delizioso: una casa damascena restaurata nel centro della città vecchia, con tanto di cortile con fontana esagonale al centro e sole 5 camere in stile. Ha aperto da pochi mesi, tutto è nuovo e accogliente ed il personale è cortese e gentile. Ci troviamo in un angolo di paradiso! Dopo un paio d’ore di riposo ci immergiamo subito nell’old city e in breve ci ritroviamo a prendere il tè con alcuni locali che davvero sembrano più interessati a scambiare quattro chiacchiere che a venderti qualcosa. E poi a due passi dall’albergo entriamo in una chiesa siriaco ortodossa e incontriamo Padre Giovanni, che parla l’italiano e ci tiene a farci visitare la chiesa, benché sia chiusa, ci mostra il Vangelo scritto in aramaico, e ci invita a tornare per il tè... Subito emerge una realtà estremamente variegata: alcune donne sono interamente coperte dal velo nero simile al burqa, altre indossano il velo ma hanno le fessure per gli occhi, altre portano il volto scoperto, altre ancora portano la testa avvolta da veli colorati, diverse, soprattutto giovani, vestono all’occidentale. E tutte convivono apparentemente pacificamente, “è una questione di scelte personali” mi è stato detto. Non mi sono mai sentita osservata, nemmeno nei suk, e la sera girando di notte nelle strade ci siamo sentiti più sicuri che a casa nostra in Italia. E ancora: ovunque a fianco alle moschee si incontrano chiese cristiane di tutti i tipi (greco ortodosse, siriano ortodosse, cattoliche...) e quello che si respira è un’atmosfera di grande varietà: ma che siano più tolleranti loro che noi? La sera cena da Elissar (segnalato dalla guida Lonely Planet e da alcuni locali): ancora gradita sorpresa: la cucina araba in Marocco e in Egitto non ci aveva entusiasmato ma questa cucina siriano-libanese è sublime! E il conto (1.200 lire siriane= 15 euro in due) è una gioia ulteriore

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