Siria, un viaggio da consigliare

Ciao a tutti, alcune INDICAZIONI GENERALI prima di passare al racconto delle singole giornate: 1. La Siria è un paese davvero sicuro. Non abbiamo avuto mai il benché minimo problema e la gente, molto cordiale, è sempre stata disponibile. Tutti ...

  • di puremorning1999
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ciao a tutti, alcune INDICAZIONI GENERALI prima di passare al racconto delle singole giornate: 1. La Siria è un paese davvero sicuro. Non abbiamo avuto mai il benché minimo problema e la gente, molto cordiale, è sempre stata disponibile. Tutti parlano almeno qualche parola d’inglese, rendendo dunque la comunicazione di base possibile in qualsiasi frangente.

2. Il periodo da noi scelto è proprio l’ultimo periodo accettabile prima dell’estate. Forse aprile sarebbe stato più indicato ed è davvero sconsigliato recarsi in Siria da giugno in poi. Il grande vantaggio del periodo prescelto è la quasi totale assenza di turisti in giro: avere Bosra e Palmira per sé è un’esperienza che aumenta il fascino dei luoghi.

3. I prezzi sono molto bassi, rispetto agli standard occidentali. E’ vero che spesso vi sono ufficialmente due categorie di prezzi, una per i locali ed un’altra per gli stranieri (ad esempio negli hammam ed in alcuni alberghi), ma anche così il paragone con i prezzi europei non regge. La contrattazione, se non è esposto il prezzo, è d’obbligo, ma aspettatevi dei prezzi di partenza molto più onesti rispetto a quanto accade in altri paesi del mondo arabo. Forse l’unico settore nel quale queste regole non valgono è quello dei taxi, dove più di una volta ci siamo visti costretti a non accettare taxi i cui autisti non solo non volevano attivare il tassametro, ma proponevano prezzi molto elevati. Il basso costo della vita ci ha permesso quasi quotidianamente due lussi: l’hammam e la cena in un ristorante elegante. A differenza di quanto indicato nelle guide, le mance sembrano quasi obbligatorie: a volte – ad esempio negli hammam – vengono chieste esplicitamente, altre volte – ad esempio dagli autisti o nei taxi – vengono sollecitate (i prezzi da noi indicati nel resoconto sono sempre inclusivi di mance). Nessun problema comunque, considerata l’esiguità delle somme in gioco, nonché il livello dei servizi, sempre molto buono. Quanto alla valuta locale, il pound siriano (SYP), abbiamo avuto spesso l’impressione che Euro o Dollari potessero farne le veci senza problemi. Non ci avevamo pensato in Italia e dunque abbiamo sempre ritirato dalle banche con la carta VISA, che però ha applicato un cambio non esattamente favorevole (per 10.000 SYP occorrevano 140 EUR, contro un cambio ufficiale di quasi 130 EUR!). Le carte di credito non sono accettate con frequenza, ma nelle maggiori città vi sono numerosi bancomat collegati con il circuito VISA. La AMEX pare non sia accettata da nessuna parte.

4. Viaggiare all’interno della Siria è di una facilità sconcertante. Per le lunghe tratte gli autobus di lusso, dignitosi ed estremamente economici, sono efficientissimi, mentre per le visite a dei siti che non sono serviti dai mezzi, oppure per l’organizzazione di brevi tour personalizzati, è sufficiente rivolgersi ai portieri degli alberghi, che hanno sempre un autista a disposizione in grado di portarvi dove volete, dopo una rapida contrattazione. Di conseguenza, noleggiare e guidare un’auto in Siria è vivamente sconsigliato, considerato che le regole di buona circolazione sono del tutto disattese e che, soprattutto fuori dalle grandi città e dalle autostrade, le indicazioni sono scarse e prevalentemente in arabo. 5. Capitolo alberghi: alcuni amici ci avevano sconsigliato di utilizzare albeghi economici a Damasco, in quanto la loro esperienza era stata pessima. In tutte le altre mete, invece, abbiamo soggiornato in alberghi economici consigliati dalla Lonely Planet e ci siamo trovati sempre bene. Unica eccezione: Deir-Ez-Zor, dove abbiamo alloggiato in un albergo di categoria media. 6. Il cibo è ottimo ovunque, dai ristoranti di lusso alle bancarelle nei mercati

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