Egadi, Trapani ed Erice

Un lungo weekend di mare, sole e cucina siciliana

  • di federica21
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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Appena rientrati da un viaggio ti viene voglia di rifare subito la valigia e ripartire… poi vedi la pila di panni da lavare e da stirare che ti guarda e dici che è meglio aspettare un po’… ma non tanto… e infatti neanche dopo due mesi dal viaggio alle Canarie ci siamo regalati un bellissimo weekend goloso alle Egadi. Ahhh la Sicilia, ottima cucina e di sicuro quella noi non ce la perderemo…

Il gruppo delle Egadi comprende tre isole: Favignana, Levanzo e Marettimo e la loro storia è immersa nella leggenda.

Decidiamo di stabilirci a Favignana, la più grande delle tre e dalla quale sarà più facile visitare le altre. Atterrati a Trapani, arriviamo al porto con l’autobus pronti a prendere il primo traghetto disponibile della Siremar verso le isole.

Favignana paese è molto grazioso: le viuzze sono lastricate di pietre liscissime e dovunque si respira un’aria familiare. Arriviamo a metà mattinata e ci incamminiamo alla ricerca del nostro residence. Lasciatoci il porto alle spalle passiamo di fronte al Palazzo Florio, ora sede dei carabinieri, attraversiamo la Piazza Europa col municipio, poi Piazza Madrice con la chiesa… il nostro residence è ancora poco più avanti, fuori dal centro vero e proprio, ma raggiungibile a piedi in pochissimi minuti. L’isola è per lo più pianeggiante e si gira bene in bici, così ne noleggiamo una al residence al costo di 4 euro al giorno. Andiamo verso sud da Calamoni a Lido Burrone: un susseguirsi di acque cristalline… A cena ci fermiamo alla trattoria “El Pescador” nella piazza del municipio e consigliato dalla nostra inseparabile guida per gustare delle ottime busiate (pasta fresca) e del tonno fresco marinato…

Il secondo giorno inizia con ottime cassatelle alla ricotta di pecora e cappuccino in una delle tante pasticcerie che affollano il paese; in pochi giorni le abbiamo provate tutte e sono una più buona dell’altra, difficile scegliere…

Per un pranzo al sacco preferiamo delle arancine al forno, che si trova prima dell’altare alla madonna nella via principale e poi via pedalando verso est, attraverso giardini paradisiaci all’interno di cave di tufo, verso Cala Cavallo, Cala Rossa, Bue Marino e infine Cala Azzurra. L’ultima è forse la più bella spiaggia di Favignana e ci tratteniamo molto di più. Anche Cala Rossa nelle foto di altri viaggiatori è bellissima, purtroppo per noi quel giorno c’era “un po’ di mare”, come dicono i pescatori, e la spiaggia era letteralmente mangiata dalle onde… sarà per un'altra volta!

Per cena un bel piatto di spaghetti alle vongole e sgombri saltati, tutto freschissimo in preparazione di un’altra bella giornata di mare.

L’indomani mattina prendiamo il traghetto verso Levanzo, la più piccola delle tre, e approdiamo a Cala Dogana, il paese principale. Subito sopra il porticciolo troviamo un posticino che fa ottimi panini da asporto e ci incamminiamo a sinistra dal paese e con una salutare camminata arriviamo al Faraglione (1km di strada in salita). Ci facciamo una bella nuotata e ci godiamo un paio d’ore di sole in questa bellissima cala di ciottoli bianchi e questo scoglio che ci guarda a pochi metri dalla riva. Ritorniamo verso il paese e stavolta andiamo a destra fino a Cala Minnola. Rientriamo col traghetto nel tardo pomeriggio e ceniamo all’Hotel Egadi, il miglior ristorante di Favignana e secondo noi anche il più bello! Un ottimo antipasto di pesce e - ancora più buona - pasta con le sarde e finocchietto selvatico. E per concludere al meglio la giornata andiamo a visitare lo stabilimento Florio dall’altra parte del porto. Consigliamo vivamente di visitarlo dopo cena perché offre lo spettacolo migliore. Le mostre fotografiche storiche e i filmati dell’istituto luce sulla mattanza ne rivelano l’antica tradizione e il vecchio splendore che godeva questa tonnara. Nacque tutto nella seconda metà del 1800 quando il senatore Ignazio Florio Senior acquistò l'isola di Favignana e l'intero arcipelago delle Isole Egadi e su quest'isola organizzò una grande tonnara in grado di dar lavoro a un gran numero di operai. L’odore delle corde, del sale, il rumore della risacca sulle vecchie imbarcazioni rendono davvero tutto molto suggestivo

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