Da Porto a Siviglia: che meraviglia!

Due settimane favolose con zaino in spalla e tanti amici in giro per il Portogallo e per l'Andalusia.

  • di Silvia Avo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

PORTO

21.07.2010

Arrivo a PORTO con volo Ryanair da Orio al Serio verso mezzogiorno con due ore di ritardo! A parte l’attesa sull’aereo ( siamo in vacanza, possiamo permettercela), ci scoccia non poter avvertire il fidanzato della nostra amica portoghese Carlos che ci ospiterà la stessa notte a Porto. Dall’aeroporto prendiamo la metro che con 2 euro e in circa 30 min ci porta in città, scendiamo a Lapa e con Carlos ci dirigiamo al suo appartamento per liberarci dei pesanti zainoni. Ci diamo appuntamento con lui verso le 9 di sera ( durante la vacanza poi scopriamo che gli orari per gli architetti portoghesi sono un optional, spesso dormono la mattina e lavorano fino all’una di notte!). Incominciamo la nostra esplorazione, prima tappa : Casa da Musica ( entrata gratuita), un edificio ultra moderno che ci sorprende con le sue forme irregolari e le sue stanze da scoprire ( aprite pure le porte a caso, prima o poi capitate da qualche parte). Ci spostiamo subito dopo verso il sud della città nel Jardim do Palàcio de Cristal, molto tranquillo e ombreggiato con pavoni che scorazzano liberamente fra la gente e con magnifiche viste dall’alto sulla città. Ci fermiamo a prendere 2 panini, un dolce e acqua ( 5 euro, in Portogallo la vita è molto economica rispetto all’Italia e la gente non cerca di fregare gli stranieri da quello che abbiamo potuto vedere). Dopo un sonnolento ristoro raggiungiamo l’Iglesia do Carmo, con le pareti esterne laterali interamente ricoperte di azulejos, sarà perché è stata la nostra prima chiesa portoghese ma a me è rimasta molto impressa. A pochi passi ci aspetta la Torre dos Clerigos, la torre campanaria più alta del Portogallo da dove si ha una vista a 360° di Porto, magnifica! Scendiamo e raggiungiamo Avenidas dos Aliados, una lunga piazza che pullula di gente e bambini che fanno il bagno nella fontana di fronte al municipio chiedendo denaro ( fatto che ci colpisce anche se abbiamo notato che la città conta un gran numero di edifici molto vecchi e decadenti, abitati da persone piuttosto povere come ci riferisce Carlos). Aliados è un ottimo punto di partenza per raggiungere le più svariate destinazioni in centro città, come il Mercado do Bolhão ( molto caratteristico con donne che vendono frutta, aglio e pesce), la stazione di Sao Bento ( piena di azulejos, merita) e più a sud la ( sede episcopale, ossia cattedrale per i portoghesi). Proprio la Sé è la nostra prossima meta, molto caratteristica, soprattutto per la posizione che domina il quartiere della Ribeira e permette di godere di scorci sul fiume. Dopodiché ci spostiamo verso la chiesa di Santo Ildefonso, anch’essa un tripudio di azulejos bianchi e azzurri che si stagliano nel cielo blu intenso! Dopo un’immancabile pausa frutta puntiamo dritti alla Ribeira, il quartiere più vecchio di Porto e di sera sicuramente il più pericoloso poiché abitato dai più poveri. Durante il giorno si notano solo facce un po’ losche, ma basta non soffermarsi più del dovuto e se ne ricava un quadro pittoresco della gente che ci vive. La passeggiata si conclude raggiunta la riva del fiume, dove ancora ormeggiano imbarcazioni tipiche utilizzate nei secoli scorsi per il trasporto delle botti del famoso vino Porto. Non ancora affaticati ripercorriamo a ritroso il cammino fatto e con un ultimo sforzo passiamo alla riva opposta alla città attraverso il bel ponte pedonale che ci regala di nuovo scorci unici sulla città, per metà in costruzione e per metà abbandonata. Eccoci così a Vila Nova de Gaia, un paese ormai inglobato nella città di Porto dove è possibile visitare le cantine in cui si produce il Porto e degustarne le diverse varietà. Ci ritroviamo così nella cantina di Calém ( visto l’ora tarda alcune cantine sono già chiuse) nella quale, per 4 euro a testa, una guida molto preparata ci conduce fra le enormi botti ed infine ci fa accomodare in una stanza con rivestimenti in legno dove ci servono due assaggi di Porto: il Ruby e il Branco ( grazie a dei ragazzi Erasmus al nostro fianco che chiedono un ulteriore assaggio riusciamo a degustare anche la terza qualità di Porto, il Tawny). Sfiniti, un po’ per il troppo camminare e l’alzataccia, un po’ per il vino, percorriamo Avenida Diogo Leite e Ramos Pinto per una foto al mega bandierone che sventola in fondo alla via. Ci trasciniamo di nuovo sul ponte fino alla riva opposta e attendiamo la risposta di Carlos per sapere il luogo di incontro, sono le 8.30 ma riusciamo a contattarlo solo verso le 9.30 quando ci avverte che si tratterrà al lavoro fino alle 10.30 e ci dice di aspettarlo a casa sua dove ci aprirà la sua coinquilina. Sempre più distrutti raggiungiamo Avenida da Boavista e lo attendiamo fino alle 11. Ci propone di andare a mangiare un tipico piatto locale, la Francesinha ( 23,40 euro in tre, ristorante “Estrela d’Ouro”), una specie di enorme hamburger ripieno di tre tipi di carne, prosciutto e uovo sodo, ricoperto di formaggio fuso e immerso in una salsa di pomodoro e birra, accompagnato da patatine fritte ( un piatto veramente pesante, ma gustosissimo, da mangiare una volta all’anno prendendo precauzioni, ossia niente pasti abbondanti prima di ordinare questa bomba calorica). Porto è piuttosto animata la sera, ma siamo cotti cotti, e nonostante apprezziamo gli sforzi di Carlos di farci assaggiare un po’ di vita notturna preferiamo stenderci sul materasso gentilmente procuratoci.

PORTO-AVEIRO-COIMBRA

22.07.2010

Ci svegliamo molto assonnati. Obiettivo : stazione di Sao Bento, da dove prenderemo il treno per AVEIRO (2,20 euro). Sulla strada ci fermiamo a far colazione e a comprare shampoo, creme e quant’altro. Giunti ad Aveiro dopo circa un’ora cerchiamo invano un locker per i nostri zainoni ma non ne esistono in città, quindi andiamo verso il centro dove c’è un chiosco che rilascia bici gratuitamente per qualche ora e dove possiamo lasciare in custodia i bagagli. Incominciamo a girare per Aveiro, definita la “Venezia” del Portogallo. In realtà non ha nulla a che vedere con la Serenissima ma l’atmosfera e le casette tutte colorate e decorate con azulejos danno alla cittadina un tocco magico. Ci fermiamo a mangiare arroz de polvo e un piatto di pesce di cui non ricordo il nome, accompagnati da due ovos moles, tipici dolcetti col tuorlo dell’uovo e lo zucchero(10,10 euro, “Maxima Ribeiro & Santos”). Chiediamo al tourist information se è possibile raggiungere in bici le spiagge più vicine ma non c’è modo, sono distanti 30 min in bus, per cui ci rilassiamo al sole in un parco con tanto di laghetti, ponticelli e bouganville. Verso le 5.50 riconsegniamo le bici e zaino in spalla andiamo di nuovo in stazione, ma perdiamo il treno perché non ci accorgiamo che è parcheggiato in fondo al lungo binario e, cercando di cambiare biglietto per prendere il treno dopo, scopriamo che ci hanno fatto un biglietto valido solo per le 12.30 ( ossia l’ora in cui gli avevamo comprati), per cui dopo un po’ di difficoltà e incomprensioni ( non sanno l’inglese!) riusciamo a farci cambiare biglietto e prendiamo il treno dopo per Coimbra-b, stazione fuori mano rispetto alla città poiché Coimbra-a è chiusa per lavori (4,40 euro, mezz’ora). La nostra amica “coimbrese” (Margarida)ci viene a prendere e dopo qualche minuto piombiamo a casa sua in periferia. L’appartamento è molto curato e pieno di oggetti provenienti dall’Africa poiché i suoi genitori sono entrambi nati e vissuti lì fino a che le colonie africane sono diventate indipendenti. Ci accolgono molto calorosamente e dopo una doccia ci viene servita una cena abbondante e deliziosa : chorizo, formaggi tipici, vino portoghese, Bacalhau com Broa, Sopa de abobora e espinafres e per concludere un dolce con uovo e zucchero, la Faròfias, ottimo!! Infine, Margarida ci porta in centro per passeggiare lungo Rua Ferreira Borges e lungo il fiume fino a imboccare il ponte Pedro e Ines, tutto illuminato e colorato, che ci porta sulla sponda opposta. Ritorniamo poi tramite il Ponte de Santa Clara e torniamo a casa, di nuovo provati dalla lunga giornata ma molto felici.

COIMBRA

23.07.2010

Ci alziamo presto, facciamo una bella colazione e veniamo riforniti di acqua e ogni tipo di mappa della città procurateci dal gentilissimo papà di Margarida. Prendiamo il bus e raggiungiamo il centro. Visitiamo inizialmente la meravigliosa università di COIMBRA, affascinati dagli aneddoti di Margarida che trova ad ogni angolo l’occasione di informarci su qualche rito universitario ( ce ne sono veramente mille, uno in particolare è la Queima das Fitas, una festa organizzata dagli studenti per celebrare la fine dell’anno accademico in maggio). Riusciamo addirittura a intrufolarci nella Biblioteca Joanina con un gruppo di spagnoli, molto vecchia ma ben tenuta e misteriosa. All’uscita ci dirigiamo verso la Sé nova e la Sé velha, quest’ultima più particolare, per questo decidiamo di visitare l’antico chiostro (2 euro a testa), ben curato. Discendiamo verso il centro della città per la Rua Quebra-Costas, ossia “spacca schiena”, probabilmente per la sua pendenza. Questa via è molto caratteristica ed è fiancheggiata da negozietti molto carini in cui non mancano mai cartoline o statuette del Galo de Barcelo, l’animale simbolo del Portogallo. Raggiunta Rua Ferreira Borges attraverso l’Arco de Almedina la percorriamo fino a Largo da Portagem in fiore. Ci spostiamo sull’altra sponda del fiume dove visitiamo i resti dell’antico convento di Santa Clara a Velha, ben conservata, con museo annesso, dopo un filmato di qualche minuto sulla storia del luogo, tutto molto suggestivo . Siamo affamati, per cui ci fermiamo nel piccolo bar annesso al museo dove per 4,50 euro a testa ci rimpinziamo con Sandes ( panini farciti con ciò che più piace) e acqua. Dopo pranzo andiamo a visitare il Jardim da Quinta das Lagrimas, con tanto di campi da golf annessi all’hotel del parco a due passi da Santa Clara a Velha. Decidiamo di non inoltrarci fino alla fontana omonima (2 euro a testa). Margarida deve fare delle commissioni, così ci consiglia di prendere qualche dolcetto al bar di un suo amico in Avenida João das Regresas prima di imboccare il ponte de Santa Clara dove, con 2,70 euro, prendiamo dei fantastici dolcetti. Il ritrovo è stabilito dopo un’ora e mezza, quindi ci godiamo il parco Dr. Manuel Braga sulla riva opposta e lentamente ci spostiamo verso il centro per perderci nelle vie della città, la nostra specialità. Infine, con Margarida percorriamo Rua da Sofia, fiancheggiata da diverse chiese, tutte chiuse purtroppo alle 6.30 circa. Riprendiamo il bus per casa e al ritorno troviamo una doccia calda e una cenetta niente male in compagnia anche di un’altra amica portoghese che è venuta a salutarci. Il menù propone: alheira e chouriço, sopa di verdure e carne recheada com ameixa e bacon, tutto squisito!! La famiglia ci regala anche una bottiglietta di vino portoghese da portare in Italia, che gentili! La sera usciamo con Margarida e il suo ragazzo, Nuno, e decidiamo di accomodarci su dei morbidi divani sistemati fuori da un locale in Rua Olimpio Nicolau Rui Fernandes. Sarà la stanchezza, sarà la sangria, quasi ci addormentiamo lì in attesa di accoccolarci nel divano letto in casa di Margarida

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