Polinesia francese e isola di pasqua

Polinesia francese e Isola di Pasqua 8 agosto 2005-2 settembre 2005. Il progetto Polinesia nasce circa 40 anni fa. Una biografia di Gauguin letta a 20 anni e poi alimentata ed arricchita da altre letture e incorniciata da mostre sul ...

  • di Gianfranco Zambelli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Polinesia francese e Isola di Pasqua 8 agosto 2005-2 settembre 2005.

Il progetto Polinesia nasce circa 40 anni fa. Una biografia di Gauguin letta a 20 anni e poi alimentata ed arricchita da altre letture e incorniciata da mostre sul pittore della luce.

Il progetto Isola di Pasqua prende il via più o meno nello stesso periodo con la lettura di Aku Aku di Thor Heyerdall.

Erano due progetti accomunati dalla coincidenza delle date di nascita e dalla relativa comunanza geografica. Diversi erano i significati profondi: Polinesia solare, lieve, gioiosa. (la maison a jouir) Pasqua, tenebrosa, solitaria, misteriosa.

Il progetto globale sta in un cassetto e custodito gelosamente fra le mie utopie; l’avevo definito il “mio ultimo grande viaggio”. Questo sogno mi è servito come favola per far prendere sonno ai bambini e ad alimentare le mie fughe fantastiche.

Negli anni ho arricchito le conoscenza dei posti leggendo libri di scienza geografica e di viaggi reali e nel contempo ho distrutto l’oggettività del percorso culturale alimentandomi anche di leggende oscillanti tra lo scomparso Mu ed extraterresti.

Questa premessa è, come dicono i mie figli una pizza. La reputo necessaria per comprendere i filtri involontari che colorano la luce del mio viaggiare.

8 agosto 2005, Torino, Francoforte, New York, Papetee. Io dormo sempre in aereo e anche questa volta, dopo aver attraversato, imbambolato, i vari scali mi sveglio avvolto dal profumo di tiarè. Tahiti è veramente l’isola dei profumi, le collane di fiori freschi, simbolo di benvenuto esistono veramente. Credo che a Papetee abbiano circondato l’aeroporto di muri parziali solamente perché si usa, l’aria libera entra da ogni parte e porta con se anticipi di profumi e di tepore descritti mille volte senza averli mai sperimentati. Infilo le mani in tasca e prendo una sigaretta e l’accendo, la sigaretta mi da lucidità ed incomincio a mettere a fuoco il luogo, le persone, i gendarmi con il kepì, e le vahines che, avvolte nei loro fiorati vestiti, attendono che i turisti per donare loro una collana di tiarè e di stivarli in pulmini avviandoli ai loro rispettivi hotel. Io e Mariagrazia (si c’è anche mia moglie che ha subito e sopportato le mie fantasticherie per moltissimi anni) veniamo indirizzati e portati al Beachcomber Hotel, ottima struttura senza pecche e defallances, lo avremmo utilizzato ancora verso la fine del viaggio tornando dall’Isola di Pasqua.

Nella hall dell’hotel impiegate iper efficienti smistano i turisti, il profilo di Moorea si staglia dentato al di là della laguna di Tahiti. Da quella sera vedrò solo donne e fanciulle con tiarè dietro l’orecchio e le più ardite con ibiscus carnosi all’orecchio sinistro se impegnate sentimentalmente o all’orecchio destro se single. Il bungalow è ottimo, il fuso tra Torino e Papetee è di dodici ore per cui non faccio che dirmi giorno=notte e mi addormento con il desiderio del mattino per vedere la luce, la luce di Gauguin. Dormo in fretta. Alle sei del mattino mi sveglio e la notte non è più notte anche se non è ancora alba. Abluzioni con occhio alla finestra. Le palme passano dal nero al verde e poi con l’aurora prendono nuances dorate, si la luce è quella, anche i cani prenderanno successivamente i colori di Gauguin. Alle sette e trenta colazione, i tavoli sono all’aperto e la luce non mi da delusioni, è quella che cercavo. Camerieri con gli occhi da cerbiatto servono la colazione dondolando i fianchi come delle vahines. La solita abbondante che mi concedo solo nelle vacanze e poi, attrezzati sulla sabbia bianca a rilassarci al sole australe. L’hotel ha, al suo interno, una laguna artificiale e lì facciamo conoscenza con i pesci tropicali che incontreremo poi nel nostro snorkeling

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