Vacanze di Natale in Oman

La scelta dell’Oman come meta delle nostre vacanze è stata puramente casuale; ci è stata consigliata dal nostro consulente di viaggio di fiducia solo una settimana prima della partenza. Entrambi riuscivamo appena a collocare l’Oman nell’ambito della penisola arabica e ...

  • di Missile
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  • Viaggiatori: in coppia
 

La scelta dell’Oman come meta delle nostre vacanze è stata puramente casuale; ci è stata consigliata dal nostro consulente di viaggio di fiducia solo una settimana prima della partenza. Entrambi riuscivamo appena a collocare l’Oman nell’ambito della penisola arabica e non avevamo la minima idea delle meraviglie che ci avrebbero atteso.

L'Oman occupa l'angolo orientale della penisola arabica e confina con gli Emirati Arabi Uniti a nord-ovest, con l'Arabia Saudita a ovest e con lo Yemen a sud-ovest. La sua estremità settentrionale dista poco più di cinquanta chilometri dall'Iran, situato oltre lo stretto di Ormuz, mentre il Pakistan e l'India si trovano rispettivamente a 500 e 1000 km sull'altra sponda del Mare Arabico, verso est. Storicamente l'Oman è stato una potenza imperialista. La sua grande espansione ha avuto inizio dopo la fine dell’occupazione portoghese, avvenuta nel 1650 ad opera dell’Imam Bin Sayf ibn Malik Al-Yàribi. Nel periodo di massimo splendore, raggiunto nell'Ottocento con il sultano Sàid II ibn Sultan, il paese estendeva la sua influenza anche su Mombasa e Zanzibar e gestiva delle stazioni commerciali persino lungo la costa africana, oltre a controllare alcune parti del subcontinente indiano. Dopo la scissione dell'impero per opera dei figli di Sàid, la situazione del paese divenne stagnante e gli inglesi ne approfittarono facendo pressione sul sultano perché abolisse la tratta degli schiavi e il commercio delle armi, per cui l'Oman era da tempo tristemente noto. La mutata situazione economica impoverì notevolmente il sovrano, minando anche il suo potere sulle regioni interne: alla morte del sultano Faysal ibn Turki, avvenuta nel 1913, le tribù dell'interno rifiutarono di riconoscere al figlio il titolo di Imam, causando la scissione del paese tra la fascia costiera, governata dal sultano, e l'entroterra, in mano a una diversa dinastia di Imam.

Nel 1938 salì al trono il nuovo sultano, Sàid III ibn Taimur, che riuscì a ottenere il pieno controllo dell'entroterra soltanto nel 1959 e riportò il paese in una situazione anacronistica e medievale, scatenando la ribellione dei nazionalisti. Nel 1970 l'avido Sàid, simile nell'aspetto a un eremita, fu spodestato dal suo unico figlio, Qaboos ibn Sàid, con un incruento colpo di stato favoreggiato dagli inglesi.

Dal 1970 ad oggi Qaboos ibn Sàid ha fatto molto per trasformare l’Oman in un paese moderno. Grazie alle ricchezze del suolo (petrolio egas naturale), e ad una gestione del potere decisamente illuminata, ha creato una società colta e benestante, pur sempre nel rispetto delle tradizioni. Ha dato un grande impulso economico e sociale al paese, costruendo strade, infrastrutture, ospedali, scuole (che da 3 sono diventate più di 1.100), salvaguardando sempre il patrimonio artistico e architettonico del paese.

Siamo arrivati a Muscat, capitale dell’Oman, con un volo Qatar Airways proveniente da Vienna. E’ stata necessaria circa 1 ora per espletare tutte le formalità doganali, che comprendono la richiesta del visto (costa 15 RO) per soggiorni non superiori a 30 giorni e il controllo del passaporto, che deve avere una validità superiore a sei mesi dalla data di ingresso. Le prime cose che ci sorprendono sono la gentilezza e la cordialità degli Omaniti e la larghezza e l’illuminazione delle strade. Le carreggiate a tre corsie della Sultan Qaboos Highway si snodano, per circa 40 Km, dall’aeroporto As Seeb fino a Muscat Old Town.

Il paesaggio circostante è costituito da montagne brulle, dal deserto e da bastioni rocciosi, interrotto di tanto in tanto da belle e ordinate cittadine adorne di aiuole fiorite e da spartitraffico veramente bizzarri, costituiti da mappamondi giganti o da grandi brocche omanite

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