VIAGGIO A NORD KAPP - LUGLIO 2002 (in 28 giorni) (Giovedì 11 luglio)-12° Giorno- Inari/Nord Kapp Sole di mezzanotte aspettaci!!!, che arriviamo. Gasatissimo mi sveglio, pronto a realizzare il mio sogno di motociclista, (forse sono riuscito a contagiare anche Anna, ...
VIAGGIO A NORD KAPP - LUGLIO 2002 (in 28 giorni)
(Giovedì 11 luglio)-12° Giorno- Inari/Nord Kapp
Sole di mezzanotte aspettaci!!!, che arriviamo. Gasatissimo mi sveglio, pronto a realizzare il mio sogno di motociclista, (forse sono riuscito a contagiare anche Anna, non so, comunque non si lamenta delle sgroppate che le faccio fare; spirito di sacrificio). Ma quale sole di mezzanotte!!, le premesse sono delle più tragiche; tanti progetti e speranze in fumo; no forse dovrei dire più correttamente, in pioggia e nebbia. Si perché questa mattina, ahimè tanto sospirata, oltre alla pioggia ci si è messa anche la nebbia. Accompagnati da questo magnifico tempo, partiamo alle 9,30. Il traffico è quasi inesistente, come pure la presenza umana, ah no, ma cosa ci fa un poliziotto con tanto di rilevatore di velocità in questi posti desolati, forse vorrà prendere un po' di fresco; strada sterrata, ciottoli, il massimo per la guida con 512 kg da condurre, speriamo che la cosa finisca qua, no di nuovo, e poi ancora, fino al bivio per Capo Nord. Il paesaggio muta, se prima eravamo circondati da pini e betulle, ora quello che si presenta davanti a noi è una landa deserta, arbusti, pianori brulli, case zero, così per più di novanta km. E i brutti pensieri si fanno strada nella mente, che cosa faccio se mi succede qualche inconveniente meccanico, se foro, se manca la benzina (previdente sono partito con il pieno, come sempre), così fino al confine, ma quale, e d'improvviso ci troviamo in Norvegia. Linea netta di demarcazione!!; (siamo sempre nella stessa regione dei Sami), ma cosa ci fa questo cielo azzurro, questo sole. Sole!!!, cosa vedono i miei occhi, non è possibile, forse qualcuno lassù pensa a noi, e preso da compassione, rimuginando su tutti i km che abbiamo fatto per soddisfare un nostro desiderio ci vuole ripagare con una giornata abbagliante. E così è. L'incubo mattutino si trasforma in sogno, man mano che ci avviciniamo alla meta, la giornata si fa chiara e splendente, le nuvole lasciano il cielo, e primi raggi di un caldo sole ci riscaldano ed asciugano.
Il paesaggio è completamente diverso, sali e scendi, curve a destra e sinistra, ed ancora sali scendi, curve, restringimenti, asfalto che è carta vetro; povere gomme. La guida si fa molto più impegnativa, e stancante. Ci fermiamo per rifocillarci insieme a orde di turisti, che vanno, o vengono da Capo Nord, sono stipati su quei pullman peggio delle sardine; sono le prime avvisaglie di cosa ci aspetterà. Intanto ci aspettano le prime salassate norvegesi. Arriviamo al famoso tunnel sottomarino, sostitutivo del traghetto per Honningsvag, moto con due persone, 109 NOK (circa 15 ) per la sola andata!!. Pieno a Honningsvag, altra salassata, e finalmente arriviamo a Kamøyvær, 24 km dalla meta, prendiamo possesso della nostra camera nel B&B Havstua (palafitta sul mare con stridere di gabbiani sulla testa, e pesce che aspetta solo di essere preso all'amo), rapido scarico dei bagagli, e via. Capo Nord aspettaci!!!. Deserto artico; questo è il paesaggio che ci accompagna su questo tortuoso pianoro, vegetazione inesistente, solo leggero strato di erba in mezzo a pozze di neve ed acqua, ciclisti che arrancano, riparano forature e riprendono ad arrancare. Eccoci Capo Nord. E no, se vuoi vedermi, (ed oggi è possibile) "dare filus" (vedere cammello, vecchio detto arabo), altri 50 per entrare e parcheggiare (valido per due giorni, con uscite ed entrate), e finalmente scattiamo le foto di rito, sotto il famoso mappamondo a 71° 10' 21" latitudine nord. Visitiamo il centro, ci soffermiamo nella cappella ricavata dalla nuda roccia, e contempliamo lo spazio infinito che si estende di fronte a noi, con un non so che di mistico che ti avvinghia. Forse Capo Nord non è soltanto una meta avventurosa, penso invece, che sia più un richiamo spirituale, un ritrovare se stessi, so soltanto che ti lascia dentro qualcosa che è soltanto tuo, che non riesci ad esprimere con le parole. Ritorniamo dentro al centro turistico, e rinati dall'esperienza appena passata, siamo pronti a farci dissanguare; 25 cartoline, 3 adesivi, un ditale da cucito ed un porta chiavi per la belva, altri 65_, e così via con i gelati, la cena al self service, fino all'approssimarsi del sole sull'orizzonte del mare. (Intanto, girovagando per il centro, ci imbattiamo in una gasatissima tuta di pelle, targata Varese, la quale è riuscita ad arrivare qui con una vecchissima (dell'85) BMW K 100 RT, il tipo non è accompagnato dalla moglie, né dalla fidanzata, ma bensì dalla "sua tipa" (definizione che non avevo mai sentito). E' troppo gasato per legare, così espletati i convenevoli di una rapida conoscenza, ognuno riprende la propria strada). Ma quale approssimarsi del sole all'orizzonte, sono le 22.00 ed è ancora alto (paragonabile alle 16.00 in Italia); vedrai che scende, fino a toccare il mare e poi risale, devi anche considerare l'ora legale, dico ad Anna; intanto visto che il vento è un po' calato, perché non facciamo due passi fuori, a girovagare per il pianoro.
Miriade di piramidine costruite con sassi, non siamo riusciti a comprenderne il significato (pensiamo sia religioso), fiori e bacche, ad altezza massima di 5 cm, renne al pascolo, ed in lontananza il richiamo continuo di un alce. Rientriamo al centro, ci sediamo su sgabelli in attesa di mezzanotte. Anna si appoggia al bancone, reclina la testa sulle braccia, sovviene il sonno, (è dalle 15,00 che siamo al centro). Non vorrai per caso dormire, mentre il sole incontra il blu del mare e poi risale; ma sei proprio convinto che a mezzanotte tocchi il mare, non vedi come è ancora alto, certo si è spostato a destra, ma non vedi che è sempre alla stessa altezza!, blatera lei, con la bocca leggermente impastata dal sonno. Tenace nei miei convincimenti, accenno all'ora legale! Non vorrai per caso fermarti fino all'una. No, no a mezzanotte e dieci al massimo andiamo via, non voglio fare la gara con il centinaio di pullman, che, nel frattempo hanno riempito il piazzale del parcheggio; intanto il sole continua il suo inesauribile traslare verso destra, senza spostarsi di un millimetro verso il basso, forse ha proprio ragione Anna. Ormai, anch'io convinto che non raggiungerà mai il mare (solo verso fine luglio, agosto), ci riversiamo al di fuori del centro turistico per le foto di rito, contro sole, a mezzanotte in punto. L'evento viene segnalato dal postale (traghetto) laggiù in fondo, sul calmo mare. L'esperienza è indimenticabile. E poi via di corsa, a guidare, verso il nostro rifugio notturno. Occhiali da sole!!, la nostra ombra sulla strada che ci accompagna!!, ma sono le 0,45, che effetto e che strana sensazione. Ecco laggiù la nostra palafitta, guarda c'è un po' di buio, (è in una baia, in fondo alla valle), ed un lieve imbrunire ci accompagna a riposare le stanche membra, forse per mezz'ora al massimo; il tempo necessario affinché il nostro amico sole riprenda a fare capolino dalle cime dei monti. Anche questa notte mascherina copri occhi. Ripagati dalle nostre emozioni, ci lasciamo cullare dalle braccia di Morfeo