Cento giorni d'Africa (prima parte)

Autostop, mezzi pubblici, sistemazioni improvvisate... un viaggio fai da te nel continente più difficile e insidioso

  • di farfesio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Parte 1, Buongiorno Africa

Erano anni che volevo fare un viaggio nel continente nero e finalmente e’ arrivato il momento giusto, un click sul tasto sinistro del mouse ed il biglietto aereo e’ acquistato: saranno 100 giorni giusti giusti e pieni pieni d’Africa, quella vera; e con me ci sara’ anche Alba che ha avuto la pazza idea di seguirmi per l’intero viaggio (ammesso e concesso cheresistera’).

Fatti un po’ di vaccini prima della partenza e messo nello zaino tutto cio’ che c’e’ di piu’ vecchio nel mio guardaroba, non ho neanche il tempo di rendermene conto che, dopo uno scalo a El Cairo, atterriamo a Johannesburg. Non appena l’aereo tocca il suolo un passeggero di ritorno a casa, seduto sul sedile accanto, mi dira’: benvenuto in Sud Africa, qui i leoni mangiano gli umani. Spettacolo! Gia’ mi sento l’adrenalina addosso.

C’è subito un problema d’affrontare, il visto: con il passaporto italiano ci danno 3 mesi, ma noi ripartiremo con qualche giorno in piu’ sulle spalle; l’ambasciata a Roma mi aveva consigliato di chiamare l’ufficio degli Affari Interni non appena sarei atterrato e richiedere un prolungamento del visto al costo di un centinaio di dollari; al nostro arrivo anche il poliziotto in dogana mi ha subito consigliato la stessa cosa. Ma io non sono proprio convinto e decido di aspettare: abbiamo intenzione di uscire dal Sudafrica tra pochi giorni e non rientrare prima di Dicembre, mi pare un po’ superfluo regalare sti soldi al governo sudafricano già da subito, mi prendero’ qualche giorno in piu’ per informarmi meglio su come funzioni veramente la faccenda.

Prima ancora di atterrare si ponevano già i primi dubbi: inizieremo il viaggio verso est oppure verso ovest? L’idea di base e’ quella di fare un cerchio nella parte meridionale dell’Africa e alla fine si deciderà di cominciare verso oriente: mi sembra la decisione piu’ saggia visto che tra un mesottole piogge arriveranno prima e più forti ad est (e con esse anche il caldo umido e la malaria), quindi proveremo ad anticiparle e man mano che proseguiremoverso ovest tenere le nuvole alle spalle il piu’ possibile.

Il secondo dubbio e’ stato: Kruger si o Kruger no? Troppo commerciale o e’ comunque un bel parco? La risposta e’ stata Kruger si: se il parco e’cosi’ famoso ci sara’ pure un motivo, lo prenderemo come un buon antipasto per i safari che faremo piu’ avanti quando ci addentreremo nell’Africa più profonda.

La prima sfiga non si fara’ attendere molto: al carrello dei bagagli manca lo zaino di Alba, la quale va subito in tilt; ci tocchera’ fare la denuncia di smarrimento ed attendere. Preleviamo un po’ di contanti al bancomat, ci sediamo a fare colazione e proviamo a respirare un po’ prima di lasciare l’aeroporto.

Il taxi pare sia l’unico mezzo per raggiungere la città di Johannesburg (o almeno cosi’ ci fanno credere) e non e’ proprio a buon mercato; optiamo quindi per l’affittodi un’auto economica che possiamo lasciare dopo qualche giorno direttamente a Nelspruit, città non troppo lontana dal Kruger Park; perciò decidiamo di partire direttamente in quella direzione, semmai avremo del tempo, Johannesburg la visiteremo alla fine del viaggio, prima del volo di ritorno, tanto non e’ proprio in cima alla lista dei luoghi che intendiamo vedere in Africa.

Pronti, partenza, via! Si parte. Volante sulla mano destra e cambio sulla sinistra, era da qualche anno che non guidavo al contrario, proprio come in Inghilterra, ma ci mettero’ poco a riabituarmi. Abbiamo un po’ di paranoia iniziale per quanto riguarda la sicurezza, visto che Jo’burg pare essere una citta’ veramente pericolosa. Finestrini alzati e sicure abbassate, specie ai semafori, in pochi minuti siamo già sull’autostrada e fa molto caldo (ed io che pensavo che da queste parti a Settembre facesse freddino!!!). A parte il paesaggio arido e poco abitato, il tutto sembra organizzato come in Occidente: strade perfette, poliziotti che rilevano la velocita’ con l’autovelox e zone di sosta tipo Stati Uniti, con ristorante, supermercato e bagni pulitissimi. Percorriamo circa 350 chilometri ed intravediamo uno stadio utilizzato nei mondiali di calcio appena terminati; e’ proprio quello dove ha giocato l’Italia!!! Siamo a Nelspruit, chiediamo qualche informazione per orientarci, poi parcheggio un attimo per vedere meglio la cartina ed ecco arrivare la seconda sfiga del primo giorno di viaggio: crash, urto la macchina parcheggiata davanti alla mia con tanto di famiglia sudafricana all’interno dell’auto. La stanchezza si comincia ad avvertire, non abbiamo riposato tanto durante il volo, ma il danno non sembra un granche’, solo un piccolo graffio.Scambio veloce di nominativo, prendiamo i dati per l’assicurazione e via, dritti verso l’ufficio del turismo che sta per chiudere: prendiamo un po’ di depliants, chiediamo dove possiamo dormire per la notte ed il modo migliore per visitare il Kruger Park, ma le informazioni che ci danno sembrano molto devianti, “gli alberghi sono quasi tutti pieni, ma ce n’e’ uno vuoto che vi consigliamo, al parco e’ meglio prenotare subito pagando qualcosina extra in quanto e’ pieno” eccetera eccetera. Non mi fido: ci dirigiamo verso un ostello consigliato sulla mia guida che la signorina mi aveva dato per tutto esaurito ed ecco trovare un dormitorio da 10 letti tutto per noi (in nottata si aggiungera’soloun’altra coppia) ed altre stanze completamente vuote. Abbiamo capito che non bisogna fidarsi dell’ufficio informazioni turistiche. Ci sistemiamo, il posto sembra ben tenuto e pulito, incontriamo i primi viaggiatori ed intanto la manager dell’ostello, dopo aver provato a vendermi un safari nel Kruger Park, mi rassicura un po’ per quanto riguarda il nostro visto di soli 3 mesi sul passaporto; pare ci sia molta gente che esce e rientra in Sudafrica dopo qualche giorno con il semplice scopo di rinnovare il visto turistico, quindi mi consiglia di non chiamare nessun ufficio o ministero e risparmiare i nostri dollari in quanto lei pensa che uscendo dal paese non avremo alcun problema di scadenza. La prendo per buona, archivio la pratica e non ci penso piu’

  • 23612 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social