Da Città del Mexico con tappe fino a Isla mujeres

Il Messico è un paese dove c'è tutto. E' un turbinio di colori, sensazioni, etnie. Anche con la mia esperienza di viaggiatore e non di turista, è stato difficile entrare a contatto con le realtà rurali del posto. Purtroppo credo ...

  • di Bakodelmillenni
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il Messico è un paese dove c'è tutto. E' un turbinio di colori, sensazioni, etnie. Anche con la mia esperienza di viaggiatore e non di turista, è stato difficile entrare a contatto con le realtà rurali del posto. Purtroppo credo di essere arrivato un po' troppo tardi. Il turismo, quello di massa e dei viaggi all inclusive, ha già avuto il suo effetto devastante sul paese, certo, non su tutto il paese, ma nei 20 giorni che avevo a disposizione ho dovuto per forza di cose fare delle scelte, e per vedere le cose più importanti ho dovuto seguire i percorsi turistici, quelli più battuti. L'autenticità e l'identità etnica sta via via diventando nient'altro che business, ma non m'importa, perchè l'importante è vedere, imprimere le realtà per come credo che fosse stata senza la contaminazione del turismo. Sono partito dal D.F. (città del messico) e via via sono sceso fino a isla mujeres, la punta più estrema della penisola dello Yucatan. Il mio percorso ha toccato i seguenti posti: D.F. Teotihuacan, Chiapa de Corzo, Canyon del Sumidero, San Cristobal de las casas, San Lorenzo Zinacantan, Palenque, Agua Azul e Misol Ha, Merida, Uxmal e Ruta Puuc, Pistè, Chichen Itzà, Tulum, Isla Mujere e infine per costrizione Cancun.

6 Agosto 2007 Dall'aereo di notte la vista di Ciudad de Mexico, ti lascia senza fiato. E' immensa, non si vede la fine, luci, antenne, grattacieli e strade. Strade che si incrociano perfettamente formando un'immensa scacchiera. L'uscita dall'aeroporto poi, ritirati i bagagli si passa davanti al famoso bottone. Se lo premi e diventa verde puoi passare, se diventa rosso sei costretto a subire una perquisizione totale del bagaglio. Per me luce verde, si passa! La prima cosa da fare è prendere il biglietto per un taxi autorizzato. La corsa fino in centro costa 13 dollari. Dietro alla cattedrale metropolitana c'è un ostello (Hostal Catedral) delizioso con camerate per 4 persone pulitissime e in posizione centralissima. Questa sarà la mia dimora per le prossime 3 notti. Posato lo zaino subito mi sono messo alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa, e l'abbiamo trovato in avenida 5 de mayo, il cafè popular, aperto 24 ore. Verso le 2 e mezza di notte in fine mi sono ritirato in stanza per il meritato riposo.

7 Agosto 2007 Sveglia presto la mattina, colazione (inclusa nei 13 dollari a notte) e poi un collectivos verso el terminal de norte, per prendere un pullman che sia diretto a Teotihuacan. Costa pochissimo, non vi fate imbambolare dai taxisti che vi spingono a fare l'escursione con loro. Insomma, il sito archeologico è a 50 km a nord est della capitale e ci si impiega un'ora traffico permettendo. E' bene andare presto, perchè come tutte le attrazioni si affollano verso le 11, 12 del mattino. La vista della calzada des muertos è spettacolare, con la piramide del sol e quella della luna che fanno da cornice. Scalini, tanti scalini, ovunque. La temperatura anche se calda è sopportabile, il sole quando esce picchia forte, considerato anche che si trova a 2.200 mt di altitudine. La salita delle piramidi mette la tachicardia, un po' per la fatica un po' per l'altitudine un po' per il caldo, infatti ogni tanto c'è qualcuno mezzo svenuto da un lato. Dalla cima della piramide del sol (la più alta) si può ammirare il panorama a 360 gradi, e ci si può rendere conto della grandezza del sito archeologico. La vista dalla piramide della luna invece, pur essendo più bassa della prima, comunque è perfetta per scattare foto con la calzada dritta di fronte. Tanti gradini, ma ne è valsa la pena. Per mangiare ci siamo diretti dietro la piramide della luna, ma essendo ristoranti nati propriamente per i turisti, i prezzi lasciano un po' a desiderare. Per il ritorno, beh sul pullman erano finiti i posti a sedere, ma poco importa, mi sono seduto a terra nel corridoio tra i sedili. Ritornato a Zocalo mi sono imbattuto in quello che ormai è consuetudine. L'abbassa bandiera. Un plotone di militari sono sbucati dal vicino municipio e marciando si sono messi tutti ordinati attorno all'immensa bandiera che spicca al centro della piazza. Dopo una serie di coreografie con tanto di trombettisti, hanno ammainato la bandiera e se la sono portata via. Pensavo fosse morto qualche importante personalità militare, invece è la trafila che ogni mattina e ogni sera fanno. Poi cena e birra sulla terrazza dell'ostello

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