Viaggio alla scoperta delle strepitose isole
Appena rientrati da un bellissimo viaggio alla scoperta delle Seychelles.Il biglietto aereo prenotato a febbraio (perché ovviamente prima si prenota meno di paga) sul sito kayak con la compagnia Ethiopian Airlines, costo € 592 a testa comprese le tasse. Scalo ad Addis Abeba sia all'andata che al ritorno. Non conoscevamo questa compagnia aerea e quindi siamo partiti con le dita incrociate ma ci siamo dovuti subito ricredere! Ottimo cibo (servito in continuazione: prima lo spuntino, dopo un'ora la cena, dopo un'altra ora the, tisane ecc.) e personale di bordo molto cortese. L'unica pecca lo scalo di 4 ore ad Addis Abeba che comunque sono volate in quanto ho passato tutto il tempo a guardare il miscuglio di etnie e culture che c'è in quel aeroporto.
Prime tre notti a Mahé e più precisamente al "The Beach House" di Beau Vallon, una guest house che ha un rapporto qualità prezzo molto interessante: € 75,00 a notte la camera con colazione molto abbondante e uso della cucina. L'alloggio, rispetto agli altri due di cui parlerò in seguito è semplice ma ben tenuto e pulito. La camera dava da un lato sul giardino e dall'altro sul mare e di notte sentivamo le onde! Il bagno enorme con una mega doccia! I gestori sono molto gentile e accoglienti e come detto sopra al mattino ci preparavano sontuose colazioni con piatti di frutta fresca, marmellata fatta da loro, pane tostato, burro, uova, succhi di frutta, the, caffè e latte e dolci preparati in casa. L'isola di mahé è quella che c'è piaciuta di meno, forse per via del tempo ballerino o forse perché bisogna sempre fare attenzione alle maree (quando c'è bassa marea molte spiagge non sono per niente balneabili). Le spiagge più belle che abbiamo visitato sono state Anse Takamaka e Anse Soleil. Bellissima la strada "Sans Souci" che taglia a metà l'isola e che passa nel parco Morne Seychellois dal quale partono diversi sentieri per fare un po' di trekking (e che noi non siamo riusciti a percorrere per via del brutto tempo). Carina anche Victoria, la più piccola capitale del mondo. Pensate, ha solo 24.000 abitanti!!!(Aosta, la mia città ne ha 35.000!!). Durante il giro a Victoria fortunatamente siamo capitati in una festa creola in cui eravamo gli unici "extracomunitari" e durante la quale ci siamo divertiti molto a sentire un concerto di musica creola e a bere birra insieme agli abitanti del posto. Tra parentesi, di turisti sopratutto a Mahé se ne vedono pochissimi perché sono tutti rinchiusi nei resort dai quali non mettono fuori il naso, quindi è normale trovarsi da soli in spiaggia, oppure andare a queste "feste di paese" ed essere gli unici turisti. Sempre a Victoria abbiamo cenato in un ristorante carino e per niente costoso (infatti c'erano molte persone del posto) che si chiama Pirates Arms e che era consigliato dalla guida Lonely Planet. Abbiamo mangiato: insalata di mare, pesce al curry con riso e un'insalatina particolare, un croque monsieur, un martini come aperitivo, due birre e una bottiglia d'acqua e abbiamo pagato l'equivalente di 30 euro. Se capitate a Beau Vallon il mercoledì sera non potete mancare al mercatino creolo sul lungo mare: ci sono tantissime bancarelle, molte delle quali di cibo, in cui si può gustare la cucina creola. Noi per € 7,00 in due abbiamo preso: 2 pesci alla griglia uno con riso al curry e insalata, l'altro con i nuddoles (o come si scrive) e una bottiglia si succo di passion fruit (spettacolare). Poi ci siamo spostati a La Digue prendendo il cat cocos. Catastrofe. Costo 40 euro a testa solo andata per Praslin. Il tempo era brutto, il mare agitato. Il cat cocos è un catamarano che in un'ora percorre i 50 km che separano Mahé da Praslin. Premessa: ho già fatto vacanze in barca a vela e non ho mai patito il mal di mare. Bene, il cat cocos mi ha letteralmente demolita. E non sono stata l'unica, scusate il termine ma c'era gente che vomitava a destra e a sinistra. Anche il mio compagno (il quale ha avuto per tanti anni un catamarano) non è stato molto male. Quindi, piccolo consiglio spassionato: se già sapete di patire cercate di partire col bel tempo (tant'è che al ritorno c'era bel tempo e non siamo stati male)