Dieci giorni per un assaggio di paradiso

PRIMO GIORNO Vento forte, e umido in cima alla scaletta dell'aereo. E va bene così: se volevamo l'afa e il sole fisso non venivamo in Irlanda. Invece, mentre camminiamo nei colori verde e bianco onnipresenti nell'aeroporto di Dublino, tra le ...

  • di Daelphinum
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

PRIMO GIORNO

Vento forte, e umido in cima alla scaletta dell'aereo. E va bene così: se volevamo l'afa e il sole fisso non venivamo in Irlanda. Invece, mentre camminiamo nei colori verde e bianco onnipresenti nell'aeroporto di Dublino, tra le doppie scritte in inglese e gaelico, già sappiamo che le sorprese del cielo sapranno aggiungere avventura ai nostri giorni.

Se prendete l'Airlink per raggiungere il centro, spendete poco, vi gustate il panorama da un autobus a due piani e in meno di mezz'ora siete a un passo dal Trinity College. Le strade del centro hanno un aspetto vivace e lasciano spazio a un'atmosfera caotica ma accogliente: giovani di tutte le razze, turisti in grandissima parte spagnoli, mille negozi colorati, che si alternano con le imponenti facciate neoclassiche e i raffinati palazzi del Settecento. Il Portobello Hotel ha un buon rapporto qualità/prezzo, è graziosamente disposto lungo un piccolo fiume ma piuttosto lontano dal centro... E naturalmente non abbiamo pensato a prendere un autobus. Ma quando entri e il portiere ti saluta dicendoti "how are you", senti davvero che sei il benvenuto... E che magari la sera dopo gli offrirai una birra!

E a proposito di birra: passi un quarto d'ora a Dublino e scopri perché la leggenda dei pub irlandesi si è diffusa in tutto il mondo. A ogni angolo delle strade del centro: con le finestre di vetro spesso e le luci soffuse, con le vetrine di legno scuro e le scritte arricciolate, mai troppo affollati. Cenare sul tardi, invece, è più difficile: poco dopo le dieci di sera, anche in centro ci scuotono la testa. Pazienza: ci basta un toast nel Peter's Pub, giusto per annaffiarlo con la nostra prima Guinness!

SECONDO GIORNO

Godersi una vacanza è anche sorseggiare un "complimentary tea" in camera (l'attrezzatura per farsi il tè o caffè solubile c'è in tutti gli alberghi), mentre si osserva la vita fuori dalla finestra che, lo sapevamo, fluisce di nuovo sotto un cielo azzurro. E naturalmente non è che l'inizio del godereccio: la colazione di Delia è un Irish breakfast con bacon e salsiccia, uova, pudding e pomodori, quella di Leonardo è vegetariana e ha i fagioli, le cipolle e le crocchette di patate, e tutti e due siamo entusiasti.

Se invece per qualche motivo siete nervosi e arrabbiati, andate al St Stephen's Green e farete pace con l'universo intero. Tappeti soffici smaglianti di verde e romantici gazebo, esplosioni di colori e laghetti appartati: come se un campione di natura dell'Irlanda fosse stato portato qui tra i palazzi, e custodito come un pezzo da museo.

Nel cuore della cultura dublinese, cioè nel piazzale del Trinity College, senti un senso di benevola accoglienza, perché vedi attorno l'architettura di almeno trecento anni: i palazzi costruiti dall'inizio del Settecento ad oggi si abbracciano tra loro e delimitano gli spazi, una sfera di Arnaldo Pomodoro troneggia di fronte a una casa in stile veneziano, fatta un secolo e mezzo prima. Prendetevi il tempo per esplorare St. Patrick's Church, cuore della profonda spiritualità di tutto il paese: all'interno potrete trovare antichissime lastre tombali celtiche accanto agli altari barocchi e, sul grande prato esterno, si può provare a immaginare il santo che proprio lì battezzava i pagani, oltre quindici secoli fa.

Ma basta rilassarsi, perché è arrivato un momento critico. Leonardo ha fatto le prove psicologiche, per guidare all'inglese... E incrocia le dita. Ok, non sembra così impossibile: con il volante a destra nella corsia di sinistra ben presto tutto ti viene naturale. E impari in fretta a tenere la mano sinistra sul cambio, a fare le rotonde in senso orario, a stringere le curve a sinistra e allargare quelle a destra... La cosa più difficile forse è non avvicinarsi troppo al bordo della carreggiata, e c'è bisogno che Delia il passeggero urli terrorizzata perché il guidatore se ne allontani!

Guinness Storehouse: fino a poco tempo fa fabbrica della più famosa bevanda irlandese, adesso imperdibile museo. Non diciamo nulla su cosa si vede nella visita... Soltanto che, alla fine, vi troverete su una enorme veduta panoramica della città. Da lì, potrete osservare le evoluzioni del cielo d'Irlanda tenendo fra le mani una pinta di birra scura che avrete imparato a gustare con gli occhi, con il tatto e pure con l'udito, prima che con la bocca... E che vi sembrerà un prodotto di alta ingegneria, o un'opera d'arte

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