Costa ovest on the road

Finalmente dopo averla sognata per quasi un anno parto per la meravigliosa isola di smeraldo. Io ed un amico conosciuto proprio sul sito di turistipercaso. Imbarco da Treviso con Ryanair ed arrivo a Shannon: volo puntuale e, in aeroporto, un’auto ...

  • di dolphin_74
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  • Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Finalmente dopo averla sognata per quasi un anno parto per la meravigliosa isola di smeraldo. Io ed un amico conosciuto proprio sul sito di turistipercaso. Imbarco da Treviso con Ryanair ed arrivo a Shannon: volo puntuale e, in aeroporto, un’auto prenotata dall’Italia ci aspetta.

Prima notte in un ostello della gioventù a Sixmilebridge che ha tutto di irlandese tranne il nome (Jamaica Inn). I primi chilometri con la guida a sinistra e la postazione del guidatore a destra ci fanno subito dimenticare la paura che avevamo fin dall’inizio. Ci si abitua in un attimo, tanto che al ritorno in Italia ho imboccato la corsia sbagliata e ho cercato la leva del cambio alla mia sinistra.

Il nostro itinerario inizia percorrendo il Ring of Kerry: paesaggi bellissimi, pecore dovunque e, fin da subito, la gentilezza e l’ospitalità della gente locale ti lascia sbigottito. La fame possiamo dire che è stata un optional: dopo aver deciso di iniziare la giornata con l’irish breakfast, a base di salsiccia, wurstel, bacon, uova, black & white pudding, patatine fritte non senti il bisogni di mangiare per almeno mezza giornata. Arriviamo verso le 20:00 a Dingle dove cerchiamo un ostello della gioventù e, dopo la certezza di saper dove potevamo dormire, sorseggiamo una buona Guinness in un pub del paesino. La tipica musica irlandese ti fa dimenticare la stanchezza accumulata durante la giornata. Non mancano quattro chiacchiere con la gente locale che, vedendoti straniero, si incuriosisce ed attacca subito discorso. Visitato il grazioso paesino di Dingle, proseguiamo l’itinerario completando l’attraversamento della “Dingle peninsula”: il colore azzurro del cielo, il verde dei prati così intenso da non sembrar vero ed il bianco della sabbia si fondono in un incredibile mix.

A metà pomeriggio arriviamo alle Cliffs of Moher, attrazioni turistiche davvero meravigliose: sono scogliere tanto belle quanto impressionanti per il fatto che scendono a picco sul mare. Oltre alla macchina fotografica e a un buon paio di scarpe robuste, dobbiamo avere 4 occhi ciascuno perché, da un certo punto in poi, non ci sono protezioni. Lasciamo le scogliere verso il tramonto, quando si sente solamente il rumore delle onde che si infrange sulla costa e quello degli uccelli in volo: la sensazione è di pace assoluta e vale la pena fermarsi per immortalare il paesaggio con qualche foto da cartolina. La sera pernottiamo in un ostello della gioventù a Doolin, meraviglioso paesino a due passi dalle cliffs da dove poi partiremo il penultimo giorno per una veloce visita ad una delle isole Aran. Questo paese è semplicemente graziosissimo, con la sua tranquillità e la pace delle sue strade nonché con l’atmosfera meravigliosa che si respira all’interno dei suoi numerosi pub.

Fino a lunedì mattina la pioggia, che avrebbe dovuto essere una inseparabile compagna di viaggio, non si è fatta vedere. Si parte, in direzione nord, per immergersi nel Burren, spettacolare zona costituita da formazioni calcaree all’interno della contea di Clare: sotto una pioggia insistente, quest’ area racchiude un fascino tutto suo. Tappa successiva è la città di Galway, nell’omonima contea. Sempre con la pioggia a farci compagnia una visita veloce è d’obbligo prima di riprendere la strada verso nord: quello che ci colpisce sempre è la simpatia e cordialità della gente ed i meravigliosi colori che ti circondano. Attraversato il Connemare ed imboccata una delle più belle e panoramiche strade dell’intero nostro viaggio, la “Sky Road”, siamo davanti all’oceano a scattare una foto dietro l’altra. Il bellissimo tramonto completa una giornata dove abbiamo macinato un sacco di chilometri. Decidiamo di fermarci a dormire in un ostello a Leenane, al confine con la contea di Mayo: sono le 21.00 quando riusciamo a trovare l’ostello ma di cenare non se ne parla proprio. Tutti i locali della zona hanno da un po’ chiuso la cucina e ci accontentiamo di patatine e qualcosa da bere in un pub del paesino

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