Assedio di Santorini

Due sbiellate sulle sacre orme degli antichi Greci… “L’insulomania è descritta come una sofferenza spirituale rara e sconosciuta. Ci sono uomini per i quali le isole sono in qualche modo irresistibili; la conoscenza che riescono ad ottenere di qualcosa di ...

  • di Mara virginia Rosso
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Due sbiellate sulle sacre orme degli antichi Greci... “L’insulomania è descritta come una sofferenza spirituale rara e sconosciuta. Ci sono uomini per i quali le isole sono in qualche modo irresistibili; la conoscenza che riescono ad ottenere di qualcosa di esse, di questo piccolo mondo chiuso e circondato d’acqua, li colma di un’indescrivibile ebbrezza. Questi insulomani nati sarebbero diretti discendenti degli abitanti di Atlantide, e il loro subconscio aspirerebbe ardentemente alla vita insulare.” Lawrence Durrell, scrittore inglese e viaggiatore appassionato , in “Riflessioni di una Venere marina”, appuntate durante la circumnavigazione di Sporadi e Cicladi Tutto comincia qui. Dalla terra. Riarsa, infuocata, sventrata dalla più grande eruzione vulcanica della storia. Cosparsa di ferite evidenti, sfacciate. Sfigurata per sempre, eppure bellissima. Croce e delizia di un popolo egocentrico, fortemente individualista, burbero, emotivo fino all’eccesso, pieno di fantasia, tenero come un bimbo quando gli doni la tua umanità sfiorandogli dolcemente un braccio mentre gli parli, profondamente semplice e quasi adorante se sente che lo sei anche tu, con una poderosa capacità di adattamento a quello che una storia convulsa e ricca di avvenimenti e una natura ferina gli hanno allestito attorno... Lo scrittore di viaggi Patrick Leigh Fermor definì il mondo greco “un inesauribile vaso di Pandora di stravaganze”. Conciso, esaustivo, promettente...

L’equipaggio è essenziale: due, brutalmente da Neuro. L’allestimento del viaggio nei minimi dettagli, che è la parte migliore, in cui pregustare lentamente ciò che verrà, ha richiesto mesi di elaborazione e trattative estenuanti sulle modalità d’uso: la Rigida, viziata fino al midollo sin dalla nascita, avvezza ai villaggi all inclusive con massaggio cervicale in camera, ninna nanna e colazione a letto, sognava un soggiorno patinato al KATIKIES HOTEL , albergo spaziale in bilico sulla caldera ad Oìa, assaporato virtualmente per ore su Internet con la bava alla bocca, per pagare il quale avrebbe finito col piazzare per sempre la casa e l’auto in un provvidenziale Banco dei Pegni... La Morbida, sin dalla più tenera età nota campeggista fai da te no Alpitour ahi ahi ahi, allergica a ogni forma di escursione di gruppo con pappagallo incorporato che ti dice cosa fare, perché e a che ora, una vera lottatrice di sumo nei meandri dell’ignoto improvvisato senza rete, bramava la consueta, cara sistemazione al semiaddiaccio, sotto le stelle, con ragni giganti penetranti la tenda appena ti distrai un attimo magari per dormire tre minuti, infiltrazioni d’acqua assicurate in caso di tsunami e rigorosa coda in bagno per lavarsi i denti... Sulle prime era molto decisa, apparentemente irremovibile; bofonchiava di autentico, vero modo di viaggiare a contatto con la gente del luogo, totalmente liberi nelle scelte, nei tempi e negli intenti, immersi fino al collo nella realtà locale; alla fine l’aveva buttata sulla sfida, e la Rigida, orgogliosa come un caprone delle montagne, non aveva potuto resistere: era già pronta ad allestire una canadese nel giardino di casa, per allenarsi con tecniche di autoipnosi e yoga a sopravvivere alla devastante esperienza di infilarsi i jeans in posizione supina per mancanza di spazio in altezza all’interno della tenda... Poi, un’intensa settimana di riflessioni e ragionamenti estremamente saggi e nobili della Morbida (più che altro la visione da incubo diurno dell’altra che dirama nello spazio a ritmo costante e serrato irriproducibili improperi di sopportazione per tutto il tempo del viaggio...) l’avevano costretta a pronunciare suo malgrado la magica parola “appartamento”... Salvata in corner, anche se un po’ contrariata al pensiero di dover lavare i piatti in vacanza, la Rigida si era lanciata a capofitto nella ricerca spasmodica di tour operator in grado di soddisfarla; le eroiche, resistentissime fanciulle DELL’AGENZIA “TODOS VIAGGI” DI VENARIA REALE (TO), torturate per ore anche di notte (via fax!!), erano riuscite a procurarle dei cataloghi pieni zeppi di studios e appartamentini a disposizione sull’isola; il mostro di Loch Ness aveva poi proseguito in proprio nella consueta attività di procacciamento di materiale sul paese di destinazione, fotografico e non, praticamente tutto lo scibile umano esistente sull’argomento, individuato e fagocitato in pochi giorni...Al momento della partenza, era in grado di estrapolare in qualsiasi istante ed evenienza dall’immancabile zainetto (arancione...Argh...!) cartine dettagliatissime, disseminate di miriadi di puntini rossi indicanti i ristoranti segnalati nelle principali diciotto guide turistiche sulla Grecia pubblicate in Italia; oppure puntini azzurro mare segnalanti le spiagge preventivamente visionate al microscopio in foto e selezionate da lei in base alle proprie personali, vergognose esigenze (cioè sabbia rigorosamente bianca come il latte ed extrafine, acqua bassa per almeno 200 m dal bagnasciuga perché non sa nuotare, spiaggia attrezzata di tutto punto con pranzo servito sotto l’ombrellone con sottofondo di tipici canti greci e buonanima di Antony Quin che balla il sirtaki come Zorba il Greco...); infine, puntini verde pisello ad identificare i siti archeologici e i musei da non perdere... In teoria, in gran segreto, nella propria mente camolata all’ultimo stadio, aveva già pianificato ogni giornata delle quindici da trascorrere a Santorini; la Morbida, fotografa provetta, abituata alla spiaggia libera e a esplorare i fondali con pinne, occhiali e boccaglio, santa donna (non sempre...Diciamo a tratti...), nel profondo percepiva delle strane vibrazioni negative...Ma aveva deciso di rischiare, era già stata a Mikonos e sapeva con certezza assoluta che Santorini era la nona meraviglia del mondo, e non poteva perdersela..

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