La Grecia continentale e il Peloponneso

Sono le sette del mattino e le rigogliose coste dell’isola di Corfù ammiccano degli oblò della Olimpia Palace, la nave che ci sta portando in Grecia. Partiti ieri, nel tardo pomeriggio da Ancona, tra poco sbarcheremo a Igoumenitsa Lasciato dietro ...

  • di PinoMotoamici
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Sono le sette del mattino e le rigogliose coste dell’isola di Corfù ammiccano degli oblò della Olimpia Palace, la nave che ci sta portando in Grecia. Partiti ieri, nel tardo pomeriggio da Ancona, tra poco sbarcheremo a Igoumenitsa Lasciato dietro di noi il porto ellenico percorriamo la regione montuosa dell’Epiro con i suoi paesaggi incantevoli e selvaggi. I colori, ma soprattutto gli odori portati dal vento sono quelli tipici dei paesi del Mediterraneo, mirto, finocchio selvatico, rosmarino, una fragranza di profumi già conosciuti nei nostri precedenti viaggi in Croazia e nel Montenegro. Affacciata sul lago Pamvòtida, Ioannina è la prima importante città che incontriamo lungo il percorso. Visitiamo la cittadella fortificata che sovrasta le case dell’antico borgo dominato fin dal 1400 dai Turchi. Una delle due antiche moschee si trova proprio qui in questa collina a ricordarci l’influenza dell’impero Ottomano in tutto il Mediterraneo.

Superato il passo del Kataro a 1700 metri nelle montagne del Pindo scendiamo verso la pianura della Tessaglia arrivando nel primo pomeriggio alle Meteore, enormi rocce di colore scuro che s’innalzano maestosamente, creando uno spettacolo meraviglioso e selvaggio. In cima a queste enormi torri svettano grandiosi monasteri di religione Greco-ortodossa fedeli guardiani di un modello di vita monastica ormai perduto e che raggiunse l’apice 500 anni fa. I primi eremiti scalavano le rocce per mezzo di una serie di impalcature, che venivano sostenute da travi fissate nella roccia. Questa sistemazione fu rimpiazzata più tardi da lunghissime e vertiginose scale di corda. Quelli che non osavano servirsene venivano tirati su per mezzo di una rete. La salita durava circa mezz'ora: mezz'ora di angoscia e di terrore.

Dopo aver passato la notte a Kalampaka, proprio sotto le Meteore,ci dirigiamo verso sud-est per raggiungere le coste orientali della Grecia e inoltrarci nella penisola montuosa del Pilio stupenda regione della Tessaglia dimora dei centauri, personaggi mitologici metà uomini e metà cavalli. Attraverso un’ampia e panoramica strada, costeggiamo, tra saliscendi, questo lembo di terra che si insinua nel mare e dove le alte montagne che gli danno il nome occupano la sua parte centrale. Volos, importante città turistica del Pilio ci accoglie per la notte e la mattina, subito dopo una ipercalorica colazione a base di uova pancetta e formaggi, affettati, briosche, burro e marmellata, succhi di frutta e quant’altro, imbocchiamo l’ampia strada che ci porta al sito archeologico di Delfi. Dopo alcuni tornanti in salita, eccoci sotto le pendici del Parnaso, il monte Sacro che ospita da più di quattromila anni il complesso denominato l’Oracolo di Delfi. L’importante centro religioso sacro ad Apollo, era uno dei più grandi santuari panellenici della Grecia antica, nonché la sede del più autorevole oracolo del mondo greco-latino. Nessuna decisione, sia di carattere personale che di interesse generale, veniva presa senza consultare la sua sacerdotessa, la quale, con una foglia di alloro in bocca, dispensava consigli e previsioni. Il sito, posto in diversi piani sul fianco della montagna, è attraversato dalla Via Sacra. Sopra il tempio di Apollo si trova il teatro che poteva contenere oltre cinquemila posti e più in alto ancora, lo stadio.Molto più in basso rispetto al tempio di Apollo si trova il santuario della dea Atena Pronaia che racchiude in se la vera perla di tutto questo insieme di resti: il Tempio di Tholos, una rotonda di marmo che è la meraviglia di Delfi e ormai il suo stesso simbolo. Oggi, quarto giorno in terra greca, ci dirigiamo verso sud, costeggiando la lingua di mare che separa la Grecia continentale al Peloponneso. Passaggio obbligato per raggiungere questa regione è l’Istmo di Corinto impressionante opera dell’ingegno umano, lunga sei chilometri le cui pareti in alcuni punti raggiungono quasi gli 80 metri di altezza. L’opera completata nel 1892 taglia quel piccolo nastro di terra che unisce il Peloponneso al continente, creando così un canale per le navi che dall’Adriatico vanno verso il mare Egeo e il mar Nero. Dall’alto la visuale è incredibile sembra quasi che le imbarcazioni sfiorino le pareti benché siano distanti fra loro, in alcuni punti, anche cento metri

  • 7806 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social