Andalusia - da Grandada alle spiagge di Cadice

Un girovagare fra città, colline e autopistas da Granada a Cadice con bimba di 21 mesi a seguito...

  • di gisella
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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12 marzo 2011 – Andalusia… arriviamo

Sono da poco passate le 14 e io, Sergio e Ludovica, la nostra bimba di 21 mesi abbiamo parcheggiato la nostra auto a Orio al serio. Fra qualche ora si parte… Destinazione Andalusia. Il volo per Granada e le prime peripezie (il nostro karma ha sempre a che fare con condizioni di viaggio avverse) ci attendono.

Non ricordiamo, nonostante non è da molto che non viaggiamo con Ryanair, che sono così fiscali da misurarti minuziosamente le dimensioni delle valigie e da impedire l’imbarco di quei bagagli che superino di pochi etti il limite consentito. Partendo dal presupposto che non disponiamo attualmente di una bilancia a casa, già tremiamo nell’immaginarci quel che ci aspetta... Al fine di rendere i bagagli più leggeri, io indosso un paio di maglie che tolgo dalla valigia e Sergio fa lo stesso, rifugiandosi alla toilette dove abbandonerà anche i pantaloni che indossa, malconci peraltro. In tutto ciò Ludovica è colta da una strana eccitazione da partenza e non rende semplice il check in, anche se con il suo sorrisone ci permette di passare indenni gli ultimi controlli. Sudati, ci dirigiamo verso il nostro gate, ci imbarchiamo e dopo un paio d’ore atterriamo, in anticipo, a Granada.

Abbiamo prenotato le nostre prime due notti in un Bed & Breakfast scovato su internet che mi è parso davvero caratteristico e molto suggestivo. Si trova al confine fra il quartiere dell’Albaycin e il Sacro Monte. Il trasferimento dall’aeroporto al B&b è compreso nel prezzo. Antonio ci conduce in taxi verso il centro e ci fornisce una serie di informazioni e curiosità su Granada, che già ci appare come un piccolo gioiello. In 20 minuti circa arriviamo a destinazione.

Il Solar Montes Claro non tradisce le nostre aspettative. Il padrone di casa, anche lui Antonio, ci mostra la nostra camera mentre a noi tre sembra di respirare una surreale atmosfera marocchina. Ammiriamo ogni dettaglio dell’arredamento in perfetto stile moresco e rimaniamo incantati dal panorama mozzafiato che ci si presenta dal terrazzino della camera… Le case di un bianco candido che degradano giù nei vicoli, le luci della sera, l’Alhambra illuminata di un giallo – arancio poco distante… Il tutto amplificato dal profumo di incenso e spezie che avvolge la casa.

Sono circa le 21, i nostri stomaci brontolano e ci dirigiamo verso i locali che poco prima Antonio ci ha mostrato dall’auto. L’insegna “La fuente” ci sembra di buon auspicio. Entriamo e gustiamo la nostra prima cena andalusa a base di pollo fritto, davvero gustoso, patate e verdure. Ludovica riceve le sue prime caramelle dal cameriere e apprezza. Un’ora dopo siamo a letto, sfiniti.

13 marzo – Granadaaaa…

Già ieri sera, chiacchierando con Antonio, mi sono resa conto che aver prenotato la visita all’Alhambra per le nove del mattino forse è stata un’esagerazione. Sappiamo però che non bisogna sgarrare con l’orario, quindi consumiamo di corsa l’ottima colazione preparataci e ci dirigiamo a piedi verso l’Alhambra, alla cui visita dedichiamo la nostra mattinata. L’aria è frizzante e il sole tiepido; benediciamo il passeggino che ci permette di scarrozzare la nostra piccola su e giù per le scalinate e ci godiamo lo stile arabeggiante che sarà la costante di questo viaggio. Da quassù si può ammirare l’Albaycin in tutta la sua bellezza.

Verso l’ora di pranzo scendiamo a piedi verso Plaza Nueva, dove gustiamo quello che rimane nella top ten dei nostri migliori pranzi. Quello che da fuori sembra un anonimo take away (sponsorizzano con un cartello menù pizza, menù kebab e menù cous cous) si rivela un autentico locale in stile marocchino. Soffitto basso, tappeti dai toni caldi sovrapposti l’uno all’altro sul pavimento, cuscini sistemati su sgabelli e divani, drappi appesi alle pareti, luci soffuse e musica araba di sottofondo… Ludovica accenna passi di danza, mentre noi ci godiamo il nostro kebab e cous cous. Bellissimo

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