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Ricordi di un viaggio in Germania

Europa, Germania

  • di cappellaccio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 10
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ricordi di un viaggio in Germania durante un corso di formazione (Norimberga, Dresda, Monaco di Baviera)

Kandler

"Guten tag". Mi frullano in testa suoni aspirati, dentali e gutturali. "Morgen"="(buon)mattino", "Hauptbanhof"=stazione ferroviaria, "pfandflashe"=bottiglietta (era scritto su uno dei succhi di frutta che si trovavano sul tavolo a cui eravamo seduti, lunedì mattina, alla scuola di Glauchau), "Zwanzig" = 20. E' il numero della mia stanza al Landhotel di Kandler, una località nei pressi della città di Chemnitz (già città di Carlo Marx, "Karl Marx Stadt", ora tornata alla primitiva denominazione), dove siamo giunti, dopo varie traversie, domenica sera. La prima di queste vicissitudini fu che, domenica pomeriggio, a Norimberga -dove c'eravamo fermati sabato notte, per la prima tappa del viaggio in Germania-, una volta calpestate in lungo e in largo le vie del centro cittadino, le piazze, gli interni delle chiese, i ponti sul fiume, i giardini che attorniano, come una cintura verde, le vecchie mura della città, ci ritrovammo tutti e 18, con i piedi massacrati, alla Hauptbanhof, la stazione FS (da loro DB), eccetto il nostro autista e il nostro mezzo di trasporto.

L'autista sta schiacchiando un pisolino e sogna di viaggiare verso sterminate spiagge di sabbia bianchissima e fine, bagnate da un mare cristallino... Non si sveglia... Ma no, non è possibile, sono già le tre e mezzo, in teoria l'appuntamento era alle 15.00, va be' che avrà mangiato pesante, ma ronfare a quest'ora poi! Sì, ecco, sicuramente ci aspetta alla stazione degli autobus e non a quella dei treni. Qui non c'è nessun parcheggio, dove si metterebbe, poveretto, ad aspettarci? No, no, alla stazione è già stato inviato un drappello a controllare, non c'è. Neanche l'ombra. E allora? E' in panne, l'autobus ha un guasto, lui non sa come avvertirci, non vuole lasciare il suo "Bonelli" incustodito e adesso, non v'è dubbio, si trova in compagnia di qualche meccanico tedesco che gli sta portando ausilio...Macché, non spiccica una parola di tedesco, come fa a spiegarsi? E' andato a donne, il porco! Se la sta spassando con la bionda tettona che abbiamo visto prima alla finestra del vicolo che corre tutto all'interno delle mura di cinta. Che visione! Balzava fuori dalla cornice della finestra come un ritratto, pronto a sorridere non appena scorgeva qualche passante. Ma certo! L'autista è rimasto anche lui accecato dal biancore dei suoi seni opulenti, che l'invitavano, prorompenti, debordanti dall'enorme decolleté del vestito rosso fuoco!

No, dai, non è il tipo; non diciamo sciocchezze! E' morto.

Come morto? Sì, gli è preso un colpo. (Risolino incerto, come davanti all'ipotesi della congiunzione carnale con la biondona cotonata di mezza età: morte e sesso accomunati dal tabù). Se non è crepato lo facciamo fuori noi, appena ricompare. Quello str... Ha il telefonino che non funziona. Sennò potremmo chiamarlo e sapremmo dove si è ficcato. Dico io, come si fa ad avere il cellulare spento quando viaggi all'estero con un gruppo! Meglio chiamare la polizia.

Con la nostra Elena, di Piacenza, l'unica che mastica un po' di tedesco, abbiamo tentato di spiegare a una delle guardie, qui della stazione, che abbiamo smarrito l'autista. Ehm, il tipo sembrava il leader dei Queen ai tempi migliori! Non gliene poteva fregare di meno del nostro autobus rubato, del nostro autista rapito e violentato! Vedrete che presto ricompare. Non è il caso di allarmarsi, parola di Freddy Mercury

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