Londra - Dubai Era da un po' che desideravo vedere Dubai ma per un motivo o l'altro dovevo sempre rinunciare, quindi quando dopo tanti rinvii ho trovato una bella offerta: aereo + hotel 5 stelle 500 sterline, non potevo farmi ...
Londra - Dubai Era da un po' che desideravo vedere Dubai ma per un motivo o l'altro dovevo sempre rinunciare, quindi quando dopo tanti rinvii ho trovato una bella offerta: aereo + hotel 5 stelle 500 sterline, non potevo farmi scappare l'occasione. Partiamo con la emirates da Heathrow, il piu' importante aeroporto d'Europa domenica sera. Il mio umore non era dei migliori, infatti avevo lavorato fino alle 15.30 e ci era capitata una cliente con tanta voglia di fare complaint, ovvero protestare per qualunque cosa, specialita' in cui gli inglesi eccellono, e dopo oltre un'ora sulla piccadilly (metro) che da vicino a casa mia arriva proprio sotto l'aeroporto, ho realizzato che stavo andando in vacanza. la cosa piu' carina l'ho vista da "yo sushi", ristorante giapponese. Un'altra orribile abitudine degli inglesi e' l'uso esagerato di acqua del rubinetto da bere in ristorante, loro dicono che e' buona, per me e tanti italiani sa' di cloro e poi e' di una durezza incredibile e soprattutto quando la servi non guadagni neanche 1 penny anche se perdi tempo e devi lavare i bicchieri.. In questo ristorante hanno trovato la soluzione alle continue richieste di "tap water": hanno installato un rubinetto in ogni tavolo e il cliente si serve da solo. Bellissimo. La emirates, votata la migliore compagnia aerea e' stata piuttosto deludente. A parte la scelta vastissima di intrattenimento durante il volo tra cui oltre 100 film in tutte le lingue possibili e immaginabili e le 2 telecamere posizionate una sul muso dell'aereo e l'altra sul fondo e che ti permettono di seguire il decollo e l'atterraggio in diretta, il resto era "average", mediocre. Non ci hanno offerto nemmeno un drink oltre a quello della cena e che e' arrivato circa 20 minuti dopo la fine della stessa e i sedili erano abbastanza scomodi. Magari danno il meglio di se in prima classe dove io non sono ancora arrivata Arriviamo a Dubai lunedi mattina al terminal 3, aperto nel 2008 ad uso esclusivo della emirates. Heathrow e' grande, ma questo, il piu' grande terminal del mondo, e' spettacolare. Enorme e lussuoso. Gli orologi alle pareti (tanti), sono tutti rolex, tutto e' rifinito alla perfezione e capisci che e' stato costruito tutto senza risparmio di soldi. Per raggiungere l'albergo optiamo per il taxi che ci costera' quasi 6 euro. Durante il viaggio verso l'hotel ci arriva un'assaggio dell'architettura degli edifici di dubai. L'ingresso della scuola per piloti e' a forma di aereo, in lontananza se ne vede uno a forma di piramide affiancato da uno bruttino e poi tanti bellissimi grattacieli da fare impallidire New york.
Il nostro albergo, il Metropolitan palace e' pomposo, rispecchia un po' l'opulenza amata dagli arabi: mega gradinata, statue ecc. Pero' abbiamo una bellissima piscina e un sacco di altri servizi. Scopriamo che hanno un'interpretazione tutta loro del termine "complimentary", ovvero gratis. Alla nostra richiesta sugli orari degli shuttles per la spiaggia ci rispondono che e' appunto complimentary, parte una volta al giorno e l'unica cosa di cui abbiamo bisogno per farne uso e' un voucher in vendita alla cassa per 120 dirham (20 sterline). Alla faccia del complimentary. In seguito scopriremo che il taxi ne costa massimo 30 per tratta. Nei taxi il tassametro cammina solo quando anche la vettura si muove, se stai fermo ad un semaforo o nel traffico la tassazione si blocca. Sono davvero abbordabili. Verso le 13 vengono a prenderci in albergo Berna e Gianfranco (2 amici che fanno le guide turistiche a Dubai) e ci portano a pranzo ai bordi del creek, un fiordo naturale lungo i cui bordi e' stata costruita la citta'. Tutto e' nuovissimo, hanno costruito canali e laghetti artificiali, l'acqua abbonda dappertutto, non pensi certo di essere in mezzo al deserto. Dopo pranzo decidiamo di vedere alcuni souks, io mi aspetto qualcosa come quelli tunisini o egiziani o marocchini, invece sono dentro un mega centro commerciale chiamato all'americana mall, a Dubai non esistono le vie dello shopping, esistono i malls dove vai a fare compere, passeggiare e trovare tutti i divertimenti. Questo era il mall of Dubai e sinceramente non trovavo alcuna differenza con lo westfield di londra, i nomi dei negozi o cafes sono gli stessi: caffe' nero, starbuck, costa caffe', top shop, Jane Norman, H&M, Debenham, Zara, Reiss e tutti quelli che trovi a Londra o in America (Victoria secret). Naturalmente ci sono tutte le griffes mondiali da Gucci a Cavalli a Jimmy Choo, Chanel e altri stilisti non italiani. Usciti dal mall ci siamo trovati in quella che io ho chiamato Disney world. Un centro naturalmente tutto nuovo, laghetto con fantane che la sera offrono un bellissimo show a ritmo di musica proprio come a disney world. L'ultimo arrivato della zona e' il grattacielo piu' alto del mondo che doveva chiamarsi Burj Dubai, ma il 4 gennaio, giorno dell'inaugurazione lo sceicco lo ha battezzato Burj Khalifa in onore di suo cugino sceicco di Abu dhabi che gli ha prestato senza battere ciglio 10 miliardi di dollari per aiutare la holding che ha costruito tutte queste opere faraoniche e che naviga in acque agitate. All'interno del Burj Khalifa 7 piani sono riservati all'hotel Armani il quale ha disegnato anche il resto dei piani. E' in costruzione anche l'hotel Versace e non ho capito se quello Ferragamo e' gia' stato ultimato. Tra tutte queste opere ultramoderne ci sono anche dei bellissimi edifici in stile arabo buttati qua e la' senza un criterio preciso. Mi sembra sempre di piu' di trovarmi ad epcot, uno dei parchi di disneyworld. Abbondano bar e ristoranti di tutte le nazionalita' in molti dei quali non si puo' servire alcol. In compenso servono degli ottimi succhi di frutta freschi e cocktsails alcol free. La specie umana intorno e' varia. L'80% degli abitanti di Dubai sono stranieri di 150 diverse nazionalita' e in giro vedi donne con il niqab(spero di averlo scritto bene), l'abito nero con velo che lascia scoperti solo gli occhi, solo con il chador (il fazzoletto) e tantissimi occidentali, giapponesi ecc. I neri sono rarissimi e gli israeliani, unici nemici degli emirati sono inesistenti. Danno nell'occhio e non fanno bella figura alcune donne troppo scollate o con gonne molto corte. Sono comunque poche. Quasi tutti gli uomini locali usano quella tunica di cui non ricordo il nome con il copricapo bianco o a quadretti bianchi e rossi o neri fermato da 2 strisce di tessuto nero che pare un tempo venissero usate per legare le zampe dei cammelli durante le soste notturne nel deserto