Oasi di siwa di moreno e monica

27 Dicembre 2005 VENEZIA - FRANKFURTH - IL CAIRO Il mal d’Africa deve sicuramente aver contagiato anche Monica, se a distanza di pochi mesi siamo di nuovo nel continente africano. Questa volta però ci fermeremo più a nord, molto più ...

  • di Monica Somera 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

27 Dicembre 2005 VENEZIA - FRANKFURTH - IL CAIRO Il mal d’Africa deve sicuramente aver contagiato anche Monica, se a distanza di pochi mesi siamo di nuovo nel continente africano. Questa volta però ci fermeremo più a nord, molto più a nord, in quel paese considerato da tutti la culla della civiltà: l’Egitto.

Al contrario della maggioranza dei turisti che si fermano a visitare le piramidi e i templi Egizi lungo il Nilo per riposarsi gli ultimi giorni sulle coste del Mar Rosso, noi faremo si le prime, ma poi proseguiremo verso ovest, obiettivo oasi di Siwa ed altre vicino al confine libico, attratti dal deserto, oramai appuntamento fisso nei nostri viaggi.

Il viaggio (volo di linea lufthansa) questa volta fila tutto liscio e a Venezia come a Francoforte non lasciamo niente a terra, sicchè atterriamo a Il Cairo tranquilli e sereni, solamente un po’ stanchi per la levataccia del mattino. All’arrivo all’aeroporto troviamo Khaled ad attenderci, la persona con la quale abbiamo organizzato il viaggio dall’Italia. Lui lavora per un operatore locale l’Agenzia City Stars Tours de Il Cairo (khaled@citystarstours.Com, www.Citystarstours.Com). Nel corso del nostro viaggio, l’armonia con lui e le altre 2 guide si è rivelata così piacevole al punto di trasformarlo in un esperienza a 5 come se fossimo amici da sempre.

L’Egitto infatti, non si presta bene per il fai da te. L’incredibile traffico della città ci ricorda subito che la scelta di non affittare un’ auto è stata azzaccatissima. Qui sono tutti pazzi. Quelli che guidano per le strade facendosi un baffo degli stop, dei semafori e in genere di qualunque cosa che regolamenti il traffico, compresi i vigili, ma anche i pedoni, che nell’attraversare le strade, sfidano le auto e i camion facendosi sfiorare in mezzo alla strada senza alcuna paura. Arriviamo al “Siag Hotel” dopo un ora e mezza di code, colpi di clacson e numeri di alta scuola, anzi autoscuola circense. L’alloggio è discreto, posiamo i bagagli e via di corsa per lo spettacolo di luci e suoni alle piramidi di Giza.

28 Dicembre 2005 – IL CAIRO Il Cairo: i 27 milioni di abitanti che si muovono per la città con le loro auto fumanti e sgangherate senza il minimo rispetto del codice stradale danno vita ad uno spettacolo che consigliamo a tutti di vedere almeno una volta nella vita. Questo è il leit motiv che ci accompagnerà per tutta la giornata.

Un amico di Khaled, Tarek un ragazzo Cairota ci accompagna in città con la sua auto, al momento non lavora e quindi ha del tempo per stare con noi. Ci passa a prendere per le 8 ed entro un ora siamo puntuali all’ingresso del museo egizio, tappa d’obbligo per un turista al Cairo. Abbiamo modo così di vedere il famoso tesoro di Tutankammon, con la sua maschera funeraria e i suoi sarcofagi d’oro massiccio oltre ad altre innumerevoli reperti di inestimabile valore di altri faraoni. L’impressione però è che questi tesori potrebbero essere esposti, mantenuti e valorizzati meglio.

All’uscita Tarek ci aspetta per accompagnarci a piedi lungo un itinerario studiato sulla guida National Geographic che tocca alcuni dei principali punti di interesse della città tra cui la Borsa, le moschee di El-Azhar e di El-Hussein, ma è soprattutto la gente che incontriamo per strada, nella piazza di Midan Opera e Midan Talot Harab ad attirare la nostra attenzione, persone dedite alle loro svariate attività svolte in un contesto caotico di traffico tra ininterrotti suoni di clacson, canti coranici al megafono delle moschee e grida di venditori intenti a vendere ogni genere di mercanzia

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