esilarante , ammaliante e atipico scorrazzare per le strade di una delle città più affascinanti della terra. Il Cairo
Scrivere del Cairo, dell’Egitto e della sua gente potrebbe richiedere titanici volumi, per cui preferisco essere il più sintetico ed esaustivo possibile.
Il Cairo è una città aperta alle interpretazioni. Non è Firenze: bella , colorata e costosa.
Ci si può limitare ad essere semplici i turisti, venendo impressionati dalla magnificenza delle piramidi e dal folclore dei mercati,osservando il rito del tè per strada, e sibilando frasi encomiastiche alla vista di un bel souvenir. Oppure si può vivere il Cairo, Venendo investiti dalla storia , travolti da migliaia di operai che stanno posando le ultime lastre di copertura delle piramidi. Si può entrare nella vita dei mercati e della popolazione , bevendo il più buon tè mai sorseggiato prima, nel più sudicio bicchiere che abbia mai sfiorato le mie labbra.
L’ospitalità degli egiziani è incredibile. Ogni forestiero , se incrociato da un egiziano, riceve un cordiale Welcome to egypt! Alla fine di ogni giornata quasi non se ne può più di tutta questa cordialità. Tornati a Cipro, dopo cinque giorni di benvenuti e discussioni con ogni sorta di persona, la semplicità egiziana, la cortesia e l’allegra mi hanno lasciato un gran vuoto. Davanti casa mia, qui a Cipro, una villa con due porche, silenziosa e superficiale, mi da il benvenuto ogni mattina con il silenzio dei loro proprietari.
La città sembra vivere di notte. Probabilmente a causa del caldo, ma durante il giorno i mercati , le strade e le piazze sono popolati solo da pallide persone in pantaloncini, palesemente turisti, che si stanno compiacendo dell’affare appena conseguito. Durante la notte, dalle 5 del pomeriggio, alle cinque della mattina, Il pugno di turisti si tramuta in uno stormo euforico e colorato. Le strade si surriscaldano dal passio delle persone. I bar estraggono le loro migliori shisha (il narghilè, un oggetto utilizzato per fumare) e i tavoli sono un ricettacolo di donne con il velo, uomini e ragazzi, tutti con i loro tè e le loro risate. Camminare la notte è un’esperienza mai provata prima. Le spezie nell’aria si fanno pesanti con i vapori dei kebab. La menta, la liquirizia e la mela verde rinfrescano il tabacco delle shishe che infervorano l’aria di questi strabilianti profumi.
Si incontrano persone di ogni genere, come nazione araba vuole, le donne portano il velo, ma solo alcune integrale. Le donne sembrano piuttosto integrate, anche se le restrizioni religiose da tutti conosciute impongono alcuni limiti per noi occidentali inconcepibili.
È divertente vedere come i ragazzi fanno i galletti con le loro auto ammaccate e vecchie, sorseggiando non birra ma tè! In meno di un’ora, se si è sociali, ci si ritrova avvolti da giovani che vogliono scattare foto o semplicemente offrire qualcosa. L’ultima sera, seduti su dei divani costituiti da scocche malandate di macchine, abbiamo speso del piacevole tempo tra cammelli e banane (e non è un eufemismo) bevendo caffè egiziano e scherzando in arabo!
Girando per il mercato, il “where are you from?” è una sintassi consueta e ripetuta in ogni lingua. È il loro approccio per invogliarti a d acquistare qualcosa.
Ogni cosa acquistata in giro per i mercati deve essere contrattata. Il prezzo base è sempre 2, 3 o 5 volte il prezzo che puoi ottenere con una buona parlantina e la simpatia cordiale di qualche sorriso. La pratica del patteggio non è solo necessaria al fine di realizzare ottimi affari, ma è un divertente gioco di pazienza e abilità che ogni egiziano si aspetta di vincere. Tornato a casa viene voglia di ribattere sul prezzo dei servizi o delle cose, ma immaginare di scendere dal taxi e dire “ok ti do 5 euro, anziché 10” mi sembra un po’ fuori luogo