E se l'egitto non fosse solo faraoni e mar rosso

Egitto….la sola parola fa pensare alla monumentalità dei suoi antichi splendori, a mummie, piramidi, templi e tesori e, negli ultimi dieci anni, ai meravigliosi fondali corallini del Mar Rosso. L’Egitto, però, non è solo questo. E’ una terra benedetta dal ...

  • di samir
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: 3500
 

Egitto...La sola parola fa pensare alla monumentalità dei suoi antichi splendori, a mummie, piramidi, templi e tesori e, negli ultimi dieci anni, ai meravigliosi fondali corallini del Mar Rosso. L’Egitto, però, non è solo questo. E’ una terra benedetta dal Nilo, che regala una campagna verde e rigogliosa, dove si può trovare una varietà paesaggistica e naturalistica forse impensabile. E’ una terra dove il fascino del deserto è sublime e dove il Mar Mediterraneo, che ne bagna le coste settentrionali, è altrettanto invitante, caldo e cristallino. Ed è una terra dove l’ospitalità è un principio sacro, perché anche chi ha poco sa dare tanto, con generosità! E’ questo l’Egitto che visitiamo in questo agosto 2007. Partiamo (io, mio marito e i nostri due bimbi, rispettivamente di 1 e 4 anni) da Milano Malpensa alla volta del Cairo e una volta sbarcati occorre armarsi di molta pazienza per superare i lenti controlli dei passaporti. Ci aspettano altre due ore di tragitto in auto, in compagnia del fratello di mio marito; la strada, trafficata, va verso nord, inoltrandosi sempre più nell’area del delta del Nilo. Ventaglio verde nell’immensa distesa desertica d’Egitto, il delta del Nilo è l’area triangolare di terra fertile tra il Cairo e la costa mediterranea, chiuso tra Alessandria a ovest e il canale di Suez ad est. Qui il grande fiume si divide nei suoi due rami principali, il Nilo di Rosetta e il Nilo di Damietta, che sfociano in mare in prossimità delle rispettive città. La prima, Rosetta, riporta subito alla mente la celebre stele di pietra basaltica nera che permise di risolvere l’enigma dei caratteri geroglifici. La stele di Rosetta è oggi conservata al British Museum di Londra, anche se una copia è visibile al piano terra del Museo Egizio del Cairo. Definito il granaio dell’Egitto, disseminato da tanti piccoli paesi di provincia e villaggi ed abitato per lo più dai fellahin che lavorano nei campi con attrezzature e ritmi arcaici, la zona del Delta è ricca di siti archeologici, alcuni ancora da scavare, meno conosciuti perché fuori dai più comuni itinerari turistici. Tra questi Bubasti e Tanis, solo per citarne due, che hanno avuto entrambi ruoli importanti nella storia dell’Antico Egitto.

E’ proprio al centro del Delta del Nilo che sorge El Mahalla el Kubra, la città natale di mio marito, dove c’è tutta la sua famiglia che ci accoglie a braccia aperte. Il nostro arrivo è una vera e propria festa e per tutta la durata del soggiorno c’era sempre qualcuno in casa a farci visita, per chiacchierare, mangiare qualcosa insieme o semplicemente per giocare con i bimbi. El Mahalla el Kubra è una tipica città di provincia egiziana, dove ciò che salta all’occhio e alle orecchie soprattutto è la folla chiassosa che anima le strade polverose, intasate da taxi, pulmini, motociclette e carretti trainati dagli asinelli. Le case, che siano nuove e colorate o più vecchie, con i mattoni rossi a vista, sono tutte addossate le une alle altre. Sotto si aprono numerosi negozi, botteghe e officine di vario genere che rimangono aperte fino a tarda notte. La città sembra, infatti, non dormire mai. Gran parte, poi, dell’economia di El Mahalla e gran parte della vita dei suoi cittadini ruota attorno all’enorme fabbrica di cotone, una sorta di città nella città, molto famosa in tutto l’Egitto. Una volta abituati ai suoi ritmi è piacevole uscire per una passeggiata in centro a fare shopping, tra i deliziosi profumi del kebab, dei tamaya (o falafel, come sono meglio conosciute queste polpettine di verdura in Italia) e del ful. Anche qui si può comperare un po’ di tutto, dall’abbigliamento all’oro; c’è un intero quartiere di botteghe orafe gestite dai cristiani copti, sempre molto frequentate da molta gente. Se si vuole mangiare qualcosa fuori casa, da qualche tempo sono di moda dei locali (a circa 10 minuti di taxi dal centro città), enormi ed eccessivamente “faraonici”, dove si può anche ascoltare musica e dove, soprattutto si può essere spettatori di fastose cerimonie di matrimonio. Giovani ragazze vestite e truccate come principesse al fianco del loro sposo, circondati da una fiumana di gente in festa che canta, balla e batte le mani a suon di musica delle orchestrine al seguito del corteo. I volti dei due sposi sono talmente raggianti di felicità che si intuisce che hanno finalmente coronato il sogno della loro vita

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