Il Sinai: l'Egitto che ci mancava

Diario di Viaggio in Egitto DI LAURA e GIAMPAOLO GRIGNANI IL SINAI: L'EGITTO CHE CI MANCAVA dal 21 al 31 Marzo 2006 ME L'AVEVA DETTO A DICEMBRE MUSTAFÁ, IL CAPITANO DEL NOSTRO VELIERO "ROYAL CLEOPATRA" - QUANDO, DURANTE UNA SOSTA ...

  • di grignanilaura
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Diario di Viaggio in Egitto DI LAURA e GIAMPAOLO GRIGNANI IL SINAI: L'EGITTO CHE CI MANCAVA dal 21 al 31 Marzo 2006 ME L'AVEVA DETTO A DICEMBRE MUSTAFÁ, IL CAPITANO DEL NOSTRO VELIERO "ROYAL CLEOPATRA" - QUANDO, DURANTE UNA SOSTA SULLE SPONDE DEL NILO, MI BAGNAI I PIEDI NELLE SUE ANTICHE E MISTERIOSE ACQUE: "TORNERAI MOLTO PRESTO IN EGITTO!" E COSÌ, A DISTANZA DI NEMMENO TRE MESI DAL NOSTRO TOUR DI "18 GIORNI A ZONZO PER L'EGITTO" GIAMPAOLO ED IO CI TROVIAMO SU UN VOLO DI LINEA PER IL CAIRO.

ABBIAMO COMPRATO I BIGLIETTI AEREI IERI MATTINA, NON ABBIAMO PRENOTATO NULLA E NON SAPPIAMO NEMMENO COME RAGGIUNGEREMO TABA MA NO PROBLEM, IN EGITTO SI RISOLVE TUTTO! 22 Marzo 2006 - Mercoledì (Budapest - Cairo - Taba) Siamo in volo da oltre mezz'ora ed é mezzanotte passata! Dovremmo atterrare al Cairo fra circa tre ore. Il servizio della Malev, come il solito, é ottimo, così fra uno spuntino ed un bicchiere di buon vino, passa il tempo. Stendiamo velocemente un breve piano di viaggio. Cairo, Taba, Nuweiba, Dahab, Sharm. A Sharm ci siamo già stati due volte, ma solo in vacanza. {NDR: Questa non é una vacanza. É un viaggio!}. Ci viene da ridere, perché fino a ieri mattina questo viaggio non era nemmeno in programma! Fatto sta che passando da un'agenzia viaggi ci é venuta un'improvvisa voglia di mare, diciamo pure di "Mar Rosso". I pacchetti vacanza o i last minute però, per questa settimana (l'unica purtroppo adatta alle nostre esigenze), erano tutti esauriti, così non ci é rimasto altro da fare che comprare due biglietti sul volo di linea per il Cairo. Quando decidiamo di partire non ci ferma nessuno! L'unica nota dolente é che questa volta non ci siamo potuti portare appresso i nostri "micetti"... per Matteo e Carlotta, infatti, c'é la scuola! Ieri sera, prima di imbarcarci, abbiamo fatto un sms a Tahid, un taxista del Cairo che avevamo conosciuto a Dicembre e che ci aveva accompagnato a Giza, Saqqara, Birqas, ed Alessandria. Chissà se verrà a prenderci all'aeroporto? Lo rivedremmo volentieri. Atterriamo al Cairo alle 3:10, con 20 minuti di anticipo e alle 3:30 siamo già fuori, nel piazzale. Tahid non c'é. Peccato. Prendiamo un taxi e ci facciamo portare al terminal degli autobus per Taba ma, mentre ci dirigiamo verso il Cairo chiediamo al taxista quanto vuole per portarci direttamente a Taba. Ci chiede dapprima 200 usd. Noi gli offriamo 500 pounds, lui scende a 600, alla fine ci accordiamo per 550 pounds! Affare fatto. Appena fuori dal Cairo cambiamo taxi e lo ricambiamo un'altra volta prima del tunnel che passa sotto il canale di Suez {NDR: così spesso funziona in Egitto}. Il terzo cambio avverrà invece in un bar nella penisola del Sinai. Ci fermiamo infatti a prendere un tè (il mitico tè egiziano... Finalmente!) e lì il nostro conducente prende accordi con un altro autista, riceve da lui dei soldi (probabilmente a pagamento della tratta fin'ora effettuata), scarica i nostri zaini dalla sua auto, li carica su quella di turno e poi ce lo presenta, spiegandoci che ci porterà lui a Taba! Noi pagheremo la cifra totale a quest'ultimo, all'arrivo! Perfettamente corretto. L'attraversamento della penisola del Sinai é spettacolare: grandi dune, aride montagne dal colore rossastro, qualche raro arbusto e decine di cammelli in libertà che punteggiano questo paesaggio desertico.

Questo autista é simpatico. Parla anche un pó di inglese.Ci fermiamo a Nakhl a bere un altro tè. La toilette é indescrivibile... Nakhl conta una popolazione di nemmeno un centinaio di persone e non ha nulla di interessante se non il fatto di essere esattamente al centro del Sinai! Dopo Nakhl, verso Taba, si cominciano a vedere alcuni accampamenti Beduini! Poi la strada s'insinua fra rocciosi canyon, sale e ridiscende, poi risale e alla fine sul tratto di discesa verso Taba, là in fondo, ecco che appare ai nostri occhi un'indimenticabile visione del mare! Alle 10:30, dopo svariati controlli di polizia, arriviamo a Taba. Ci facciamo lasciare a qualche chilometro prima della città, all'hotel Salam Al Din, situato di fronte all'isola del Faraone. Il resort é situato in una splendida posizione e possiede una spiaggia lunghissima. La camera non é eccezionale ma é grande, pulita ed ha una bella terrazza che si apre direttamente sulla spiaggia, con un bellissimo panorama. Proviamo a fare il bagno ma la spiaggia é molto pietrosa e l'acqua molto bassa. L'albergo é deserto, ci sono solo quattro turisti polacchi. A pranzo non mangiamo praticamente nulla. Due uova al tegamino con le patate fritte, perché il cameriere ci comunica che il pesce e il pollo non sono freschi... Bhé.. Meno male che ci ha avvertito! Dopo pranzo, noleggiamo una barchetta e facciamo un giro sull'Isola del Faraone, visitando dall'esterno il forte di Salam Al Din. Facciamo anche il bagno. Qui la barriera corallina é un pó meglio che a riva, dove é praticamente inesistente. Sono coralli molto giovani, sembra che stiano nascendo adesso, anzi probabilmente si stanno proprio riformando, dopo qualche evidente scempio edilizio! Verso tardo pomeriggio decidiamo di andare a vedere Taba, anche perché dobbiamo prelevare dei soldi. Alla reception mi dicono che un taxi per Taba e ritorno costa 15 usd. Come??? Stamani ne ho pagati 100 per fare oltre 400 chilometri... Mi rifiuto! Andiamo sulla strada... Qualcuno passerà?! Infatti, dopo qualche minuto si ferma un taxista, un beduino molto gentile, di nome Oda, che parla anche un pó di inglese. É disposto a portarci a Taba, aspettarci e riportarci indietro, per quattro dollari. A Taba trionfa l'hotel Hilton, vittima dell'attentato di un paio d'anni fa ed ancora in ricostruzione. Anche Taba ci appare come una cittadina deserta. All'interno del centro commerciale dell'Hilton c'é qualche negozietto, un internet caffè... E basta. Uno squallore unico. Una localitá fantasma. A Taba ci sono posti di blocco dappertutto e controlli di polizia continui. Il lungo mare non é nulla di eccezionale ma la cosa più triste in tutti i casi é la mancanza di turismo. Oda ci spiega che, dal giorno dell'attentato, gli israeliani difficilmente vengono a Taba e la maggior parte dei turisti proveniva proprio da Israele. Difficile capire come gli israeliani, conoscendone il loro carattere poco aperto alle altre culture, amassero recarsi a Taba, piuttosto che restare nel loro territorio, ma... Non facciamo commenti! Stabilito che é inutile rimanere a Taba un altro giorno, sulla strada del rientro ci accordiamo con Oda per domattina. Ci verrà a prendere e ci porterà a Nuweiba. Per il tratto only one-way ci chiede un pound a chilometro, quindi 60 km.: 60 pound (dieci dollari circa). Prendiamo l'offerta al volo! {NDR: D'altronde la benzina costa 10 piastre e con tre dollari fai il pieno! A Dicembre, nelle oasi, in effetti siamo arrivati a pagare anche solo 0,80 pound per chilometro}. In albergo ci godiamo uno stupendo tramonto e poi ci beviamo un aperitivo. La cena é un pó meglio del pranzo... C'é il pollo (fresco)!!! Uahooo! La vista sull'isola del Faraone di notte, é stupenda. Il forte é molto ben illuminato e parecchio romantico. Ma lo spettacolo più bello é sicuramente quello della città di Aqaba, dalla parte opposta del Golfo: un lungo susseguirsi di luci e di riflessi

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