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Cipro, ad est di tutto

Cipro tra mare, città e siti archeologici

  • di Robert
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Tra i miei lontani ricordi scolastici c'è la tabellina degli elementi chimici con le sue brave sigle, il ferro era FE, l'alluminio AL, l'uranio U, il rame CU, perché mai? ci veniva spiegato che l'abbreviazione derivava da "Cuprium" antico nome latino dell'isola di Cipro dove fin dai millenni più antichi dela storia dell'umanità il metallo veniva, e viene tuttora, estratto in abbondanza. Cipro è l'isola più ad est del Mediterraneo, talmente ad est che non si sa bene se è l'ultima isola dell'Europa o la prima dell'Asia. La questione è controversa, si può dire che se da un punto di vista culturale l'isola è certamente europea dal punto di vista geografico, vista la vicinanza delle coste della Turchia (70 km.) e della Siria (100 km.) Cipro fa parte del continente asiatico. Le sue miniere e la sua strategica posizione geografica hanno da sempre attirato tutti i conquistatori che si sono succeduti nel Mediterraneo, così l'sola è stata dominata da egiziani, greci, persiani, alessandrini, romani, bizantini, crociati, veneziani (per circa 90 anni), turchi e da ultimo dagli inglesi dal 1878 fino al 1960 ultimo stato europeo ad essere ufficialmete colonia di un'altra nazione. Come sempre succede ciascuno di questi conquistatori ha preso ma ha anche lasciato qualcosa, monumenti, cibo, cultura, cosa abbia lasciato l'ultima dominazione inglese ve ne accorgete subito appena lasciate l'aeroporto con la vostra auto a noleggio: la guida a sinistra!! Ebbene si per le strade di Cipro si cammina dalla parte "sbagliata" occorre qualche giorno per abituarsi e poi..........è ora di rientrare in Italia! Comunque inglesi sono la gran parte dei turisti presenti e tutte le catene di ristoranti e fast-food, così come l'inglese è una specie di seconda lingua molto diffusa e conosciuta in generale e in particolare da tutti quelli che lavorano nel settore turismo. Qualche volta di fronte a intere vie con insegne di negozi e cartellonistica in inglese si ha uno spaesamento geografico e ci si chiede se siamo in una nazione autonoma o in una specie di enclave mediterranea anglosassone. Naturalmente quando si parla di Cipro si dovrebbe sempre specificare a quale parte ci riferiamo, come è noto l'isola è divisa tra un nord che comprende circa un terzo del territorio, popolazione di lingua turca e religione islamica e un sud con i restanti due terzi del territorio popolazione di lingua greca e religione cristiano-ortodossa. Fin dai primi anni dell'indipendenza tra i due gruppi ci furono tensioni e scontri a volte molto sanguinosi, nel 1974 un gruppo di ufficiali estremisti greco-ciprioti appoggiati dalla giunta militare all'epoca al potere in Atene effettuò un colpo di stato contro il governo dell'arcivescovo Makarios con l'obiettivo di effettuare l'unione con la Grecia (Enosis) in risposta la Turchia sbarcò truppe di invasione ed occupò la parte nord dell'isola, le due comunità vivevano disperse in tutto il territorio ma a causa degli eventi bellici si verificò un esodo di greci verso il sud e di turchi verso il nord fino ad avere una vera e propria linea di demarcazione etnico-religiosa, chiamata dai turchi "linea Attila" che attualmente è a tutti gli effetti una frontiera tra due stati diversi. Tutti questi eventi hanno lasciato uno strascico di odi e rancori difficili da superare, negli ultimi anni perlomeno non ci sono stati nuovi traumi alla fine forse è meglio un'isola divisa ma pacifica di una artificiosa unione foriera di nuovi gravi problemi.

Sabato 03/09 da Fiumicino voliamo su PAPHOS, circa tre ore di volo, il tempo è bello e ammiriamo dall'alto il mare Egeo e diverse isole greche non ben identificate. Dopo l'atterraggio ci rechiamo al nostro albergo che si trova sul lungomare, abbiamo il tempo di concederci un paio di ore di relax sulla spiaggia, il mare è molto bello l'acqua cristallina e poco profonda. Attorno alle ore 19,00 uno spettacolare tramonto con il sole incandescente che si tuffa nell'acqua

Domenica 04/09 andiamo a visitare la chiesa di AGIA PARASKEVI in stile bizantino e appartenente, naturalmente, al rito ortodosso. All'interno una bella iconastasi e alcunoi affreschi casualmente c'è un battesimo in corso, assistiamo incuriositi ad una parte della cerimonia per noi inusuale. Dopo aver fatto gli auguri ai neo genitori ci rechiamo verso la montagna (anche per cercare un pò di fresco la temperatura è tra i trentacinque e i quaranta gradi) alla scoperta del monastero di AYOS (Santo) NEOFITOS. In un ambiente boscoso sono stati costruiti due edifici, uno più piccolo e antico l'altro più grande e moderno e ancora funzionate come monastero, vicino alle grotte eremo che il monaco NEOFYTOS nel XII secolo scavò e poi abitò per circa quarant'anni fino alla morte avvenuta già in odore di santità. I piccoli ambienti sono stati completamente affrescati nel 1300-1400 e sono molto suggestivi. Nella cosidetta "vecchia Paphos", una citta abbandonata secoli fa causa terremoti a circa 7 - 8 chilometri dalla Paphos attuale, visitiamo la casa di DYONISOS di epoca tardo-romana con una bellissima pavimentazione a mosaico nell'atrio e in altre stanze. I mosaici rappresentano scene di caccia e scene mitologiche ed in uno c'è il padrone di casa, Dyonisos appunto, che accoglie i suoi ospiti con vino e rinfreschi. Ci rimane ancora tempo per la visita alla necropoli detta TOMBE DEI RE un nome di fantasia perchè non risulta vi siano mai stati sepolti dei sovrani, le tombe sono grandi, familiari, scavate nella roccia e un paio impreziosite da finte colonne doriche, nel complesso comunque un sito che non ci ha interessato più di tanto. Chiudiamo la giornata con un bagno ristoratore in mare, oggi domenica la spiaggia è più affollata rispetto a ieri ma si trovano angoli defilati e tranquilli. Dopo cena una passeggiata sul lungomare, molti pub, birrerie, ristoranti accolgono i numerosi turisti l'atmosfera comunque è rilassta e non caotica

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