Shanghai, Shanxi, Pechino: luci e ombre cinesi

La Cina: un paese vastissimo dalla cultura millenaria, del quale oggi si fa un gran parlare per l’impetuoso sviluppo economico (oltre che della famigerata influenza aviaria…) offre al visitatore innumerevoli attrazioni. Sicuramente è un paese dai grandi contrasti, dove le ...

  • di Giuseppe Brenna
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

La Cina: un paese vastissimo dalla cultura millenaria, del quale oggi si fa un gran parlare per l’impetuoso sviluppo economico (oltre che della famigerata influenza aviaria...) offre al visitatore innumerevoli attrazioni. Sicuramente è un paese dai grandi contrasti, dove le condizioni di vita disagiate dei più (e parliamo di un miliardo e mezzo di persone) hanno come contro altare la sfavillante città di Shanghai, dove ormai il mondo si incontra per fare affari. Il mio itinerario di viaggio mi ha permesso di conoscere i due volti della Cina, luci ed ombre, dove gli immensi grattaceli di Pudong, che offuscano persino l’anglosassone Hong Kong, non possono cancellare l’esistenza di stenti dei pazienti cinesi, diretti dall’onnipresente Partito che decide il ruolo che ciascuno deve ricoprire in una società “socialista” dove domina il valore dell’arricchimento a tutti i costi. Il processo di demolizione del passato continua, soprattutto nelle grandi città: se il vecchio non se ne va, il nuovo non arriva... e così i vecchi e caratteristici quartieri di case basse hanno le ore contate e sono destinati a scomparire a Shanghai e a ridursi considerevolmente a Pechino, in vista delle prossime Olimpiadi del 2008. Colpisce come i monumenti, soprattutto di natura religiosa, siano ormai ridotti ad una mera attrazione turistica e sottoposti ad una commercializzazione estrema, rivolta principalmente al turismo interno.

Eppure, nonostante tutto, la Cina continua ad esercitare un fascino ineguagliabile con le sue attrattive senza tempo.

Una mia cara amica, recatasi a Shanghai per motivi di lavoro, mi ha dato il pretesto per partire e per visitare, oltre che la vecchia “Parigi d’oriente” e dintorni, la regione dello Shanxi e Pechino. Shanghai. Una città dinamica e vibrante, che sembra aver recuperato lo smalto di un tempo, con un piano regolatore che nei prossimi 5 anni ne modificherà ulteriormente il già avveniristico aspetto. La città deve soprattutto agli europei il suo sviluppo ed il suo cuore è il Bund, con i suoi palazzi anni ’30 che conservano ancora le vecchie atmosfere. Di fronte al Bund, sulla sponda opposta del fiume, è sorto il quartiere di Pudong in soli 10 anni con i suoi enormi grattacieli, tra cui la Jin Mao tower che, prima delle Petronas towers di Kuala Lumpur deteneva il primato del mondo per l’altezza. La zona è particolarmente spettacolare la sera, con l’illuminazione degli edifici ed i mega schermi di Pudong, che possono ammirarsi sulle splendide terrazze dei ristoranti di lusso e dei locali alla moda che si affacciano sul Bund. Shanghai, che molti turisti trascurano, è soprattutto una città da vivere e da girare anche per gli acquisti convenientissimi, che per noi europei possono costituire veri e propri affari – non c’è che l’imbarazzo della scelta. Da non perdere il mercato dei tessuti, dove per pochissimi euro i sarti sono in grado di copiare qualsiasi abito o di realizzarlo su misura. Non lontano, sorgono vecchi e pittoreschi quartieri di case basse su cui incombono all’orizzonte enormi palazzoni. L’opera di demolizione continua incessante, giorno e notte, e presto questo spaccato di vita popolare sarà un ricordo. Non so quanto siano contenti gli abitanti di trasferirsi in anonimi e grigi grattaceli, ma il piano regolatore non da tregua... Affascinante è anche la zona dell’ex concessione francese, con i viali alberati di platani e le numerose case di stile transalpino, anche lì in via di progressiva diminuzione. Non mancano siti storici, come Yu Yuan (il giardino del mandarino) con il suo pacchiano ma divertente bazar ed il tempio del Buddha di Giada nel quale sopravvive un residuo di spiritualità religiosa

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