Transhimalayana: Kathmandù - Lhasa via terra

Arriviamo a Kathmandù con un volo da Milano via Doha della Qatar Airways. Pensavamo di dover pagare 25 $ per il visto d'ingresso in Nepal, e invece veniamo graziati da uno speciale visto gratuito valido solo tre giorni che risponde ...

  • di claretta75
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in gruppo
 

Arriviamo a Kathmandù con un volo da Milano via Doha della Qatar Airways. Pensavamo di dover pagare 25 $ per il visto d'ingresso in Nepal, e invece veniamo graziati da uno speciale visto gratuito valido solo tre giorni che risponde perfettamente alle nostre esigenze. Il giorno dopo infatti lasciamo la bellissima Kathmandù praticamente all'alba, diretti al confine col Tibet.

KATHMANDÙ – ZHANGMU Sono solo 152 km., ma se i primi 30 sono una piacevole passeggiata, i restanti richiedono almeno 4-5 ore di viaggio, sempre che la strada sia in ottime condizioni! Anche se durante la notte è piovuto, la mattina è calda e il sole splende nel cielo azzurrissimo, su uno scenario naturale di immensa bellezza: il verde brillante che ricopre ogni cosa, le risaie a terrazza che scolpiscono le montagne conferendo al paesaggio una sinuosità fascinosa, i piccoli templi nascosti nella fitta vegetazione tropicale, le ninfee nell'acqua, il rumore delle innumerevoli cascate qua e là, l'odore dell'aria bagnata.

Attraversiamo piccoli villaggi dove la vita scorre come in un altro tempo: gli uomini nei campi appresso ai loro vecchi aratri, le donne chine nelle risaie, avvolte nei loro sari colorati, affaticate, sudate e tuttavia leggiadre. La grazie è loro connaturale, malgrado la fatica, la terra, l'umidità.

Dopo due orette di percorso cominciamo a salire di quota attraverso una pista a dir poco impressionante: stretta e dissestata, corre sui dorsali delle montagne fra cascate, fango, ciottoli, buche... Su strapiombi terrificanti! Ci fermiamo spesso per godere del paesaggio straordinario e per riprendere un po' fiato! Fa caldo, così alcuni compagni di viaggio preferiscono i sandali agli scarponcini: mai decisione fu più funesta, si beccano tutti fra le dita dei piedi un paio di sanguisughe, che il nostro giovane ma solerte autista "individua" e prontamente rimuove. Non è certamente la cosa peggiore che può succedere su queste piste... Ma neanche la più esaltante delle esperienze! Ormai il caldo e il sole dei 1300 metri di Kathmandù sono lontani e, quando dopo quasi sette ore arriviamo ai 1700 m. Del confine, è nuvoloso, fa freddo, pioviggina.

Kodari è giusto un paio di case di legno sulla strada ciottolosa che finisce dove cominciano i 200 metri del "Ponte dell'Amicizia" che unisce il Nepal al Tibet. Scarichiamo i bagagli e salutiamo il prode autista cui avevamo affidato le nostre vite in cima ai burroni. Quelli delle sanguisughe sono quasi commossi! E' la frontiera più desolata e tranquilla che abbia mai visto! Ci avviciniamo alla baracchetta di legno dove due doganieri nepalesi fanno i soliti controlli di routine. Due metri più in là, all'inizio del ponte, c'è un'altra baracchetta di legno dove due guardie cinesi dovrebbero fare i controlli, che però sul "Ponte dell'Amicizia" diventano procedura complicatissima. Infatti, anche se abbiamo l'autorizzazione dell'Ambasciata Cinese in Italia al rilascio del visto, una delle due guardie comincia ad andare su e giù per il ponte con fare concitato. Va all'ufficio dall'altra parte del ponte, parla con l'ufficiale che lo presiede, torna dal collega, quindi riparte... Neanche la pioggerellina che scende lenta e copiosa lo persuade da uno zelo sinceramente eccessivo! Dopo mezz'ora siamo finalmente autorizzati ad attraversare il benedetto ponte, al centro del quale una striscia rossa segna il confine fra i due Paesi. E' suggestivo e... Liberatorio! Ma ancora non è finita perché lo squallido ufficiale che siede comodamente coi piedi sulla scrivania nell'ufficio sul versante tibetano, ci fa perdere altri venti minuti. E pensare che non siamo una carovana, ma solo sette pacifici turisti italiani! Finalmente, fra fango e nebbia, raggiungiamo le jeep e i nuovi autisti, carichiamo i bagagli e partiamo per Zhangmu (2200 m.), 10 km. Di pista impossibile! Qui ci fermiamo nuovamente agli uffici doganali (praticamente il visto non ci è ancora stato rilasciato!), dove i nostri bagagli vengono aperti e controllati, a noi presa la temperatura per via della Sars

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Commenti
  1. MARASERRA
    , 17/9/2010 11:22
    piacerebbe anche a noi fare questo viaggio. siamo in 4 persone. puoi dirmi tu come l'hai organizzato? grazie

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