Tibet,il tetto del mondo

Premessa: la regione autonoma del Tibet è ufficialmente chiusa al turismo indipendente e quindi chiunque si rechi in questa parte della Cina deve aggregarsi ad un tour organizzato(http://digilander.libero.it/markska2000) Il visto turistico per la Cina è facilmente ottenibile in una settimana ...

  • di Marco Scattolon
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Premessa: la regione autonoma del Tibet è ufficialmente chiusa al turismo indipendente e quindi chiunque si rechi in questa parte della Cina deve aggregarsi ad un tour organizzato(http://digilander.Libero.It/markska2000) Il visto turistico per la Cina è facilmente ottenibile in una settimana rivolgendosi all’ambasciata cinese a Roma. Il vero problema è il permesso per il Tibet che non viene abitualmente rilasciato al singolo turista .

In realtà ci sono due modi per entrare in Tibet : o attraverso il Nepal o via Chengdu in Cina.

In Nepal ci si deve aggregare fino al confine con la Cina ad un gruppo di almeno 5 persone. Il vantaggio è il numero di ore di volo ( in tutto dall’Italia circa 10 ), ma spesso è necessario aspettare a Kathmandu molti giorni e a volte il confine tra Cina e Nepal viene chiuso costringendoti a annullare il viaggio. Da Chengdu è più facile ottenere il permesso necessario appoggiandosi ad un’agenzia locale , non ci sono di solito problemi di accessibilità perché sei già in Cina e quindi non c’è frontiera da attraversare, ma le ore di volo dall’Italia diventano circa 18.

Non avendo la possibilità di aspettare giorni a Kathmandu e data la situazione politica del Nepal abbiamo optato per Lhasa via Chengdu.

20/04/02 Aeroporto di Venezia ore 14.45 volo Venezia- Roma. Alle ore 18.05 con un’ora di ritardo prendiamo il volo Roma –Pechino. Arriviamo alle 10 ( durante il volo, probabilmente a causa di un collasso, Silvia è svenuta due volte ma abbiamo proseguito lo stesso; era troppo importante arrivare a Lhasa ). Alle 15.25 prendiamo il volo per Chengdu dove arriviamo alle 18.00 del 21/04. La scelta di volare con la CAAC ( Air China ) è praticamente obbligatoria dato che la tratta interna Pechino- Chengdu diventa carissima se il volo internazionale collegato viene fatto con un’altra compagnia aerea. Rispetto ad una decina di anni fa notiamo però un netto miglioramento del servizio offerto dalla CAAC che si è guadagnata in passato una pessima fama (“China Airlines always crash” ). All’aeroporto ci viene a prendere come d’accordo Ku Ling, “Il permesso non è ancora pronto, ve lo consegno domani quando vi accompagno all’ aeroporto”, ci dice dopo averci portati in un hotel di Chengdu : non illudiamoci , non è ancora detto che riusciamo ad arrivare a Lhasa. Abbiamo conosciuto Ku Ling, che si è interessato per farci avere tutti i documenti necessari per arrivare in Tibet tramite il nostro amico indiano Baghwan. E quindi “A domani allora, se avete bisogno di qualcosa questo è il mio biglietto da visita…”, già quasi dimenticavamo la mania cinese per le cartine plastificate, ricambiamo con i nostri biglietti da visita e Ku Ling sorride soddisfatto e si inchina.

Salutiamo e andiamo in camera accompagnati da 3 persone , una cameriera, un facchino e una signora che ci apre la porta. In Cina la manodopera non costa molto e quindi ovunque c’è un enorme spreco di gente che nella maggior parte delle volte non ha niente da fare. Gli hotel come il nostro sono spesso enormi e vuoti: dove alloggiamo noi ci saranno circa 400 camere di cui solo una decina occupate. Siamo gli unici occidentali e questo crea un certo scompiglio. Stanchi dal lungo viaggio ,appena appoggiata la testa sul cuscino, iniziano le telefonate : ci chiamano dalla hall e chiedono se possiamo portare giù i passaporti perché hanno sbagliato a compilare il modulo. Scendiamo e risaliamo sempre accompagnati “dall’addetta all’apertura della porta” che salutiamo nuovamente tra sorrisi e inchini. La scena si ripete per altre 2 volte e quando suona nuovamente il telefono, e chiedono “ Qual è la vostra nazionalità?” con il terrore di far “ perdere la faccia “ e di offendere il personale dell’hotel chiediamo di aiutarli a compilare il modulo, così possiamo finalmente dormire. Il far perdere la faccia ad un cinese rappresenta una delle offese più gravi che si possano fare : mai mettere in evidenza specie in pubblico gli errori commessi da qualcuno anche se si è convinti di aver ragione. Andare su tutte le furie in pubblico e mettere così in serio imbarazzo la persona che si ha di fronte provoca un ulteriore irrigidimento. Per ottenere qualcosa conviene evitare sempre le critiche dirette, reclamando in tono calmo, evitando gli scontri. In situazioni simili occorre sorridere e parlare d’altro per un po’

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