Conosciamo il Benin

Il paese delle amazzoni, della tratta negriera, dei bambini nuovi schiavi, del voodoo; un viaggio di conoscenza, condivisione e un pizzico di avventura Un detto africano recita: “il mondo conosce perfettamente come si muore in Africa, ma non sa niente ...

  • di ouidah
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Il paese delle amazzoni, della tratta negriera, dei bambini nuovi schiavi, del voodoo; un viaggio di conoscenza, condivisione e un pizzico di avventura

Un detto africano recita: “il mondo conosce perfettamente come si muore in Africa, ma non sa niente di come si vive”, con questo viaggio vogliamo porre rimedio ad un’ingiustizia oltre che economica anche storico-culturale.

Tam- tam che rimbombano con ritmi incessanti, danzatrici vodonsi e giovani adepti con occhi sbarrati dalla stanchezza che attendono solo il momento di cadere in trance; re tribali con le loro scorte di mogli e notabili, ricevono onori dalla popolazione: non è un film sull’Africa, ma è la celebrazione della festa Voodoo, che si tiene ogni anno a gennaio sulla spiaggia di Ouidah. Non è una festa folkloristica per turisti, ma una reale e propria celebrazione religiosa ; così come il viaggio che faremo, sarà una immersione nell’Africa vera, a contatto con le persone e con la storia, la cultura e i problemi di questo paese, non battuto ancora dalle rotte di un turismo di massa. Storia e cultura tra le più importanti di tutta l’Africa occidentale e non solo, pensiamo solo ai milioni di schiavi deportati e imbarcati verso Cuba, Brasile, Haiti dalla spiaggia di Ouidah ( oggi considerata città storica e patrimonio mondiale dall’Unesco), noi di questo drammatico periodo ne abbiamo visitato i luoghi, passo dopo passo fino all’imbarco sulle navi ormeggiate al largo, perché solo così è possibile capire l’immane tragedia di un continente durata secoli con ferite non ancora rimarginate. Abbiamo visitato palazzi reali, vestige di una potenza e organizzazione militare capace di tenere testa alle potenze coloniali per secoli, pensiamo al Regno di Abomey con le sue amazzoni ( donne guerriero più abili e affidabili dei maschi); capiamo ora come ancora questo passato si rifletta ancora sulla società beninese moderna, tramite i suoi riti e le sue religioni (l’islam e il cristianesimo sono religioni più recenti e il sincretismo religioso di entrambe con il voodoo, fa parte del quotidiano). Abbiamo visitatoo etnie e popolazioni destinate a scomparire nei prossimi decenni, ma che per ora resistono orgogliosamente sulle montagne alle mode occidentali e dove lì veramente il tempo si è fermato. Abbiamo scoperto come la schiavitù del passato, riemerga ora con il fenomeno dei “vidomingos”, i bambini “ dati in prestito” a famiglie più agiate, e poi rivenduti e trattati come veri e propri schiavi, con alcuni di questi bambini ( da noi riscattati) abbiamo riso e giocato a casa nostra. Abbiamo incontrato organizzazioni umanitarie che lottano sul posto contro ogni tipo di sfruttamento e per la promozione umana. Eèstato quindi un viaggio completo, sempre a contatto con la gente, abbiamo vissuto sempre presso famiglie, con i loro problemi reali, ma anche con la loro voglia di lottare , sognare e coltivare speranze. E la malinconia ( il mal d’Africa) che ci prende al nostro ritorno, è sempre inevitabilmente il segno di un’esperienza indelebile, che ci fa capire come in realtà il nostro viaggio sia appena iniziato. Vi propongo qui la stessa esperienza per il mese di dicembre 2007

E’ il secondo anno di quest’esperienza ei commenti di chi è passato sono stati entusiasmanti; A Ouidah, nel sud , saremo ospitati presso la nostra a casa- famiglia , una famiglia che conta tra grandi e piccini una trentina di persone, tra bambini “liberati” e mamme in difficoltà , e per il clima che si respira la casa è stata chiamata “Maison de la Joie”, ed è un’associazione no profit vera e propriaA Djougou, nel nord, saremo ospiti presso una giovane coppia che si è resa disponibile per questa esperienza. In Dicembre (previsione 25/12- 12/1) il viaggio avrà la mediazione culturale del responsabile del viaggio e della sua moglie e figlia italo-beninesi, dove cercherà di trasmettere il suo amore per questo paese.

La Maison di Ouidah è disposta a a ricevere gente nel corso di tutto l’anno anche per soggiorni sia brevi che lunghi, e ricorda che la casa dista rispettivamente 40 km dall’aereoporto, 400 metri dall’ internet-point, 2 km dall’ospedale, 1 km dalla farmacia, 7 km dalla spiaggia con le palme, la cittadina è molto tranquilla e si gira tranquillamente a piedi o in bicicletta; vi sono 3 musei, 4 siti storico culturali, due siti sulla religione voodoo, c’è la prima cattedrale cristiana in Africa ecc.

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