Bahamas La mattina del 22 febbraio sveglia alle 6 (in realtà per me prima perché sono più lenta di Giuseppe). Al check-out scopriamo che l’EASTGATE TOWER nonostante il nostro utilizzo delle carte internazionali per le chiamate all’Italia ci ha addebitato ...
Bahamas
La mattina del 22 febbraio sveglia alle 6 (in realtà per me prima perché sono più lenta di Giuseppe). Al check-out scopriamo che l’EASTGATE TOWER nonostante il nostro utilizzo delle carte internazionali per le chiamate all’Italia ci ha addebitato la tariffa per i numeri 800 utilizzati per le carte; paghiamo e appena usciti dall’hotel prendiamo il primo taxi passante e in mezz’ora (ci avevano detto 1h) arrivivamo al JFK pagando però la tratta 55$ e non 45 come ci avevano detto.
Proseguiamo poi con Jet Blue fino a Nassau (la pronuncia per gli americani è Nesso, se lo dite diversamente vi guardano storto) e poi fino ad Exuma con la compagnia Sky Bahamas (durante il volo pioveva dentro il velivolo… e non era condensa). Arrivati con il taxi al costo di 25$ che ci aveva precedentemente prenotato il proprietario del B&B (Coral Garden) ecco che ad aspettarci troviamo Peter e sua moglie (gestori) e un ragazzo canadese che parla un po’ di italiano in vacanza con il compagno nella struttura e con i quali successivamente abbiamo fatto anche un’escursione.
Purtroppo piove ma ci allieta la notizia che ci hanno sistemati in un appartamento invece che nella stanza allo stesso prezzo e con maggiori comodità (cucina, soggiorno, bagno e indipendenza) e che per il noleggio auto il giorno dell’arrivo non è considerato perché ormai tari… beh, onesti e generosi!
Il B&B è composto da 3 camere e di fianco ci sono 2 appartamenti che vengono anch’essi affittati (noi avevamo uno di quelli).
Per la cena visto che non prenderemo la macchina Peter si offre di accompagnarci nel ristorante da lui consigliato (Splasgh) e poi ci riporterà un taxista chiamato dal ristorante.
Ci siamo dati appuntamente per le 7:30 (qui cenano tutti molto presto), nel frattempo ci siamo sistemati, abbiamo provato l’wifi – il cui segnale in realtà è molto basso – e abbiamo dato un’occhiata alle carte dell’isola che ci ha consegnato Peter e che visioneremo con lui ogni mattina per il programma della giornata.
Piove ancora, speriamo domani migliori.
Il secondo giorno ci svegliamo con la pioggia che dura però solo un paio d’ore, facciamo una buona colazione (il B&B serve pane tostato con burro, marmellate, cereali, the, caffe, latte e qualche frutta fresca) e subito dopo ci raggiunge Peter per spiegarci un po’ tutto dell’isola e consigliarci i luoghi da visitare.
Il secondo giorno visitiamo la parte sud; ad ogni spiaggia rimaniamo senza parole per via della loro bellezza. Sono lunghe, incontaminate e deserte. Tra le più belle in questa parte dell’isola segnaliamo “Tropic of the cancer beach”, chiamata così proprio perché è attraversata dal tropico del cancro.
Per pranzo (sotto consiglio di Peter) andiamo al “Santana’s” un piccolo ma allegro chiosco; prendiamo 2 piatti buonissimi chiamati “Grouper” (che è un pesce piuttosto presente nell’isola con poche spine) servito con riso in agrodolce, mais e cavoli piccanti. Come preannunciato da Peter, Dee (il nome della vivace proprietaria) ci fa vedere l’album di fotografie che ritrae lei insieme alla troupe de “i pirati dei Caraibi” che ha girato il film in un’isola a sud di Exuma e che si recava al Santana’s per i pasti.
Nel pomeriggio il tempo si alterna tra nuvole e sole e cosi ci fermiamo a rilassarci a Jolly Beach vicinissimo al Coral Garden. Per cena decidiamo di rimanere a casa (visto che abbiamo la cucina).
Più o meno mangiare in ristorante costa in media sui 40 $. I generi alimentari hanno prezzi moderati tranne che la frutta e la verdura. I supermercati sono circa 3; quello che consiglia Peter è “Smittie’s”, però ce ne sono 2 anche a Gergetown. I distributori sono 2 uno shall e uno Esso. Si guida a sinistra (inizialmente per chi non è abitutato è un po’ strano ma poi ci si abitua, invece, quello a cui non ci si abitua sono gli abbaglianti che tutti ti sparano la notte e che non si azzardano ad abbassare)