Aosta e la fiera di Sant'Orso

In due fredde ma assolate giornate ci siamo dedicati a riscoprire la fiera di Sant'Orso e qualche paesino della Val D'Aosta

  • di Ari e Roby
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Dopo 1010 anni ancora fiera ad Aosta, non so come fosse più di mille anni fa ma posso dirvi com’è stata quest’anno: si è rivelata una piacevole sorpresa e scoperta.

Non avevo mai partecipato a quest’evento, ne avevo solo sentito parlare in televisione ma, dopo tutto, Aosta non è molto lontana e poi quest’anno né io né Roberto lavoravamo quindi domenica mattina (31 gennaio) si parte!

Per il viaggio abbiamo optato per l’auto e per l’autostrada, unico problema è che all’uscita di Aosta è possibile trovare un po’ di coda al casello, meglio avere il telepass, ma se pagate in contanti vi potrete accorgere del costo: 13,50 € per 160 km e forse per il ritorno opterete per un viaggio tra i pittoreschi paesini della Valle (percorso più lungo in termini di tempo ma non in termini di chilometri).

All’uscita troverete un’organizzazione perfetta, numerosi agenti di polizia vi indirizzeranno, senza neanche accorgervi in uno degli otto parcheggi organizzati per l’evento e da qui frequenti bus navetta vi porteranno direttamente ad uno degli ingressi della fiera.

La nostra navetta ci porta in Piazza Arco d’Augusto dove un primo contatto con l’Aosta storica ci fa entrare in atmosfera e poi ecco davanti a noi le strade del centro con migliaia di persone, è incredibile l’affluenza di pubblico e di visitatori, anche perché la fiera si svolge sempre il 30 e 31 gennaio e quest’anno, essendo sabato e domenica, molte persone hanno potuto partecipare.

Il centro, chiaramente escluso alle auto, è organizzato con strade a senso unico pedonale: state attenti perché vigili, personale della protezione civile e del corpo forestale sono presenti ad ogni angolo, vi consiglio di recuperare al più presto una cartina in uno dei punti informazione in modo da orientarvi nel percorso.

Lungo le stradine si susseguono i banchetti degli artigiani del legno dell’intera Val d’Aosta con le loro fantastiche produzioni, forse alcune sono davvero troppo voluminose, ricche e particolari per trovare un mercato ma spesso questa fiera serve anche come vetrina, tutti vogliono mostrare cosa sono in grado di fare.

La moltitudine di visitatori è infatti qui per curiosare, per osservare, magari per acquistare qualche piccolo oggetto come i bellissimi fiori di legno, sono andati letteralmente a ruba, al mattino ogni banchetto li proponeva ma non volevamo portarceli in giro tutto il giorno anche per paura di rovinarli nella ressa ma verso le 16 non ne abbiamo trovato più neanche uno.

Arrivati in Piazza Chanoux potrete ammirare l’hotel de ville della città, qui è presente l’ufficio di informazione turistica con anche dei computer informativi molto utili a disposizione, e c’è la possibilità di visitare l’Aelier dove gli artigiani che producono mobili in legno espongono le loro proposte. In Piazza Plouves, invece, è presente un grosso padiglione enogastronomico dove potrete degustare e comprare i prodotti tipici del territorio, noi abbiamo acquistato il buonissimo pane di segale e alcuni succhi di frutta artigianali.

Il sole splende ma il freddo si sente e poi sono già le 14.00 quindi cerchiamo un posto per mangiare, lungo il percorso, agli angoli più esterni, sono presenti otto tendoni ristoro gestiti dalle Pro Loco, dall’AISM e dal CRER, ognuno propone un menù diverso formato da pochi piatti ma quest’informazione l’abbiamo acquisita solo successivamente spostandosi tra gli stand perché non abbiamo trovato un depliant apposito o informazioni sulla cartina; ci fermiamo, quindi, al primo tendone incontrato e mangiamo polenta di grano saraceno con salsicce e peperonata, direi tipico e molto gustoso!

Proseguiamo il nostro percorso incontrando altre bancarelle gastronomiche esterne al padiglione che propongono prodotti anche del nostro vicino Piemonte ma lasciamo ai turisti che provengono da altre regioni questa zona… Il percorso segnalato ci indirizza verso la Cattedrale di Aosta e all’attesa Collegiata di Sant’Orso. All’interno della Collegiata scendiamo nell’antichissima cripta (fine X inizio XI secolo), molto buia per dir la verità, e assistiamo ad uno strano rituale: una donna attraversa a gattoni un passaggio presente sotto il piccolo altare, successivamente ci è stato spiegato che credenze antiche dicono che in questo modo è possibile ottenere una grazia

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