Da Pietralunga a Pérenchies passando per Parigi

Il lungo viaggio dei tamburini e degli sbandieratori di Pietralunga fino a Pérenchies... per rinverdire il gemellaggio!

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  • di Menty
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 25
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Il viaggio che vi sto per raccontare è davvero unico e speciale, non la solita vacanza sole mare e relax ma uno scambio culturale tra due generazioni diverse e di diverse nazionalità.

Tutto è iniziato quando io e la mia amica Sara nel giugno 2009, a soli 2 mesi dal Palio della Mannaja, abbiamo chiesto ad uno dei membri storici dei Tamburini di Pietralunga di entrare a far parte del loro gruppo, lui non era molto convinto ma poi quando alle prove si sono presentate 11 ragazze (e che ragazze!) siamo state più che benvenute.

Da lì è iniziata una bella avventura, che dura ancora oggi, grazie anche all’unione che abbiamo creato con il gruppo degli Sbandieratori.

Quest’anno, con grandissimo piacere, abbiamo accolto l’invito del Sindaco di Pérenchies, paese nel nord della Francia con il quale Pietralunga è gemellato da qualche anno, ad esibirci nel loro paese e ad essere loro ospiti per qualche giorno insieme al Sindaco di Pietralunga e alla sua “premiere dame”.

Mercoledì 21 marzo 2012, dopo aver caricato il pullman con tamburi, bandiere, divise e doni siamo partiti alle 20 circa ed arrivati a Parigi il giorno successivo intorno alle 13. Non potevamo non fermarci almeno un giorno a Parigi!

Prima tappa il Louvre (foto 1): tutti quelli fino a 25 anni (compresa me che ne compivo 26 il mese successivo) sono entrati gratis, per gli altri il biglietto era di Euro 10. Naturalmente con il poco tempo a disposizione siamo riusciti a vedere solo pochissime opere fra le più celebri: la Gioconda, la Venere di Milo (foto 2), la Vittoria di Samotracia, l’ Incoronazione di Napoleone I, le nozze di Cana del Veronese…

Poi, accompagnati dai nostri super-autisti, Lucio e Maurizio, che ci hanno fatto anche da ciceroni, siamo andati alla Tour Eiffel (foto 3), peccato solo che non siamo potuti salire in cima perché c’era troppa fila. Ci siamo goduti però un po’ di meritato riposo rilassandoci sul prato sottostante, anch’esso affollato di turisti.

L’albergo nel quale alloggiavamo si trovava nel quartiere di Montrouge e faceva parte della catena Ibis Accor Hotel, molto diffusa in Francia, standard ma pulito. Appena arrivati ci siamo preparati per uscire... la notte parigina era ancora lunga!

Con la metro abbiamo raggiunto il quartiere di Saint-Michel, molto carino, dove abbiamo consumato la cena ognuno secondo le proprie preferenze: ci sono tanti locali dove si mangia all’aperto e si può passare la serata, la nostra invece è continuata fino al quartiere Pigalle, raggiunto in taxi, dove si trova anche il Moulin Rouge.

Tornati in albergo mi sono addormentata come un sasso e non ho neanche sentito la mia amica Sara che avevo chiuso fuori dalla stanza e provava invano a chiamarmi al cellulare per svegliarmi... s’è dovuta far dare un passepartout e prendere una strigliata dal portiere. La mattina dopo, quando aprendo gli occhi l’ho vista accanto a me, le ho detto candidamente: “E tu come hai fatto a rientrare?”. Per fortuna siamo amiche da tanti anni e non mi ha strangolata nel sonno!

Dopo aver fatto colazione e aver infilato gli occhiali da sole per nascondere le occhiaie con il pullman abbiamo raggiunto l’Opéra. Da lì abbiamo proseguito a piedi: direzione l’Hard Rock Cafè, in fondo siamo sempre dei musicisti! Il pullman ci aspettava alle 14 dove ci aveva lasciato la mattina, così mentre alcuni proseguivano lo shopping io ed altri ragazzi abbiamo preso la metro per raggiungere la collina di Montmartre, il punto più elevato della città e, tra scalinate ristoranti turistici e negozi pittoreschi, arrivare alla Basilica del Sacro Cuore (foto 4), uno dei monumenti più famosi di Parigi: ne valeva la pena!

Ma il nostro viaggio non era ancora arrivato a destinazione, così risaliti in pullman ci siamo diretti alla volta di Pérenchies. Giunti alla meta la delegazione franco-italiana ci stava aspettando per il brindisi di benvenuto e lì abbiamo conosciuto le persone che ci avrebbero ospitato nelle loro famiglie. Io ed Emanuele, un altro tamburino, siamo stati ospiti di Florence (foto 5), una signora di origini italiane che vive con 2 gatti a Houplines, a pochi chilometri da Pérenchies.

Naturalmente salto tutte le battute di cui sono stata bersaglio nei giorni seguenti e oltre dato che a causa del numero dispari ero l’unica ragazza in casa con un ragazzo!!!

Florence, senza perdere tempo, ci ha voluto portare a visitare Lille, una città bellissima, poco distante, che lei conosce bene. E’ stata un’ottima guida, siamo entrati anche nella cattedrale Notre-Dame-de-la-Treille, molto particolare, e siccome eravamo gli ultimi visitatori della giornata il custode, dopo aver chiuso il portone, ci ha fatto fare una specie di visita privata anche alle sale interne. La cena l’abbiamo consumata in una specie di risto-pub: “Les 3 Brasseurs”. Oltre alla birra (nostra compagna per tutto il viaggio) ci siamo presi una specie di pizza: sopra c’era di tutto ma l’elemento comune a qualunque variante da scegliere era la cipolla! Non so se era la stanchezza o perché fossero le 10.30 di sera ma ce le siamo divorate!

A Lille abbiamo ammirato anche il suo beffroi, una specie di torre, solitamente eretta accanto al municipio, di cui sono dotate le più importanti città del nord della Francia

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