Oman, il Sultanato illuminato

Spiagge infinite, mare di cristallo, dune dorate e atmosfere da "Mille e una notte".

  • di curiosona
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Arriviamo in albergo a Muscat e, dopo il pranzo, abbiamo il primo approccio all’affascinante capitale del Sultanato dell’Oman. Gli abitanti sono circa un milione e mezzo. La temperatura è alta (32°). Si nota subito che non ci sono grattacieli, raramente gli edifici superano l’altezza dei minareti che svettano sopra ogni cosa. Sulle terrazze di tutte le case è collocato un serbatoio per l’acqua che in questo modo si riscalda. I giardini vengono irrigati con acqua riciclata perché in questo Paese l’acqua è un bene essenziale. La regola nazionale impone anche che ogni edificio abbia un particolare della tradizione, una cupola, un arco, un fregio. Passiamo davanti al Al Alam Palace, la più importante delle sei residenze reali del Sultano regnante Qaboos situata sul mare. Ha una storia di duecento anni, la facciata oro e blu è elegante, ma dall’aspetto modesto rispetto alle grandiose strutture reali. Accanto vediamo i forti Al-Mirani e di Al-Jalali costruiti nel XVI secolo dai portoghesi che dominano il Golfo dell’Oman. Percorriamo la “Corniche”, il lungomare che circonda tutto il golfo, e arriviamo all’antica cittadella di Muttrah, dominata da un colle sul quale svetta un immenso bruciatore d’incenso e caratterizzata da palazzi d’epoca, moschee, forti a guardia della città e il vivacissimo suk. Il mercato conserva ancora il tradizionale caos tipico dei mercati arabi. Piccole botteghe in un dedalo di vicoli che profumano di spezie e d’incenso. L’incenso è la resina prodotta dall’albero Boswellia e il terso taglio è la migliore qualità. Datteri scuri e dolcissimi, pashmine, babbucce ricamate, gioielli d’argento e copricapi di cotone sono le merci offerte copiosamente. La gente cammina tranquilla, gli uomini si salutano sfregandosi le punte dei nasi, tutti comperano qualcosa o si siedono ai tavolini dei bar per un caffè. Quando arriva l’ora del tramonto ammiriamo l’elegante capitale vista dal porto che assume colori dorati e bronzei. Ceniamo in un ristorante turco a base di verdure e gustosi pesci alla griglia.

La mattina seguente è dedicata alla visita dettagliata della città più antica del Medio Oriente e conosciuta fin dal II secolo. Il suo porto era un approdo sicuro per le navi che solcavano l’antica via dell’incenso. Terra fiabesca di Sinbad, il famoso marinaio che visse nel nord dell’Oman nel X secolo, e della mitica regina di Saba, a sud le rovine della sua residenza, protesa verso l’Oceano Indiano e al centro delle principali vie mercantili, gli omaniti hanno da sempre la naturale vocazione marinara. I racconti descritti nel libro “Mille e una notte” sono basati sui viaggi che portavano davvero gli arabi a navigare per i mari di mezzo mondo. La rotta partiva dall’Oman, toccava Zanzibar e arrivava in India. Le merci erano le più varie. Rame, incenso, spezie, perle e schiavi arrivavano e ripartivano verso paesi lontani e misteriosi. Ogni anno la quantità di 1.400 kg di incenso raro e pregiato venivano trasportati su navi dall’Arabia Meridionale alla Grecia, a Roma e nel Mediterraneo. La Strada dell’Incenso, proclamata nel 2000 Patrimonio dell’Unesco, è stata per molto tempo una delle più estese vie commerciali dell’antichità e attrasse molti viaggiatori stranieri, tra cui anche Marco Polo. Gli alberi da cui si ricava la resina, chiamata “franchincenso”, emanano una fragranza inebriante, intensa e dolce e crescono in fondo ai letti di antichi corsi d’acqua al sud del Paese.

Oggi la città di Muscat si estende su 3.500 km2 spalmata su un territorio desertico lungo la costa con nuove strade e quartieri che fioriscono a ritmo serrato, i centri commerciali crescono velocemente, mentre gli adulti omaniti ricordano che sino alla fine degli anni settanta c’erano soltanto 10 km di strade asfaltate in tutto il Paese

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