Oman, il Paese che non t’aspetti

Un viaggio molto vario e interessante. L'Oman è un paese che non ti aspetti. È poco conosciuto e ricco di sorprese, soprattutto paesaggistiche. Deserti, città modernissime e villaggi in pessimo stato, strade sterrate impervie e grandi strade asfaltate, palme ovunque.
 
Partenza il: 20/04/2019
Ritorno il: 28/04/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Partecipanti: io e Franca, in compagnia di (in ordine alfabetico) Andrea, Dino, Elena, Federico, Franco, Lorenzo, Marisa, Mauro, Moira, Monica, Sara e Sara, Tiziana

Cambio valuta: 1 OMR ~ 2,4 €

Prologo:

Quest’anno le vacanze scolastiche di Pasqua sono più lunghe grazie al fatto che sono attaccate al ponte del 25 aprile. Troviamo un viaggio in Oman, in gruppo max. 16 persone, proposto da Mundoescondido al costo di 1950€ per persona esclusi alcuni pasti.

Il 1° febbraio paghiamo l’acconto. Il 23 marzo paghiamo il saldo. Il 1° aprile, dopo aver seguito il tutorial su youtube, parto fiducioso con la compilazione della domanda di visto on-line. Ad un certo punto uno dei “campi obbligatori” è “nome della madre” e bisogna anche indicare, selezionando da un menu a tendina, se la suddetta madre è sposata o single. Non è previsto che la madre possa essere deceduta, come nel mio caso. Comunque per soddisfare il burocrate omanita compilo diligentemente i campi richiesti. Completata la compilazione, procedo con il pagamento per un soggiorno al massimo di 10 giorni (5 OMR ~ 11,60 €) pigio invio e il visto viene immediatamente concesso. Mi chiedo cosa controllino. Non resta che attendere i biglietti e i documenti di viaggio che arrivano via mail l’8 aprile. C’è anche la lista degli hotel. Da quello che si vede sui siti di booking e tripadvisor si direbbero di buon livello. Due giorni prima di partire c’è un po’ di confusione sui pasti inclusi nella quota di partecipazione. Con un giro di mail si chiariscono le cose. Cambiano un pranzo con una cena la prima sera a Muscat che si prospetta attraente, per cui abbiamo 4 cene comprese. I pranzi invece sono tutti esclusi.

Sabato 20 Aprile 2019

Lasciamo l’auto al GPparking (29€ all’esterno fino al 28). Alle 9.30 siamo seduti al gate B51 in attesa del volo Turkish per Istanbul. Alle 10.30 imbarcano. Alle 11, con mezzora di ritardo, ci stacchiamo dal finger e poco dopo si decolla. Finalmente si arriva a Istanbul. Il nuovo aeroporto è di dimensioni gigantesche. Però la connessione Wi-Fi non funziona assolutamente e dovendo aspettare 3 ore in attesa del volo per Muscat c’è da morire di noia. Finalmente assegnano il gate. Ci incamminiamo e quando arriviamo troviamo Moira e Lorenzo arrivati da Roma e quindi il tempo passa piacevolmente chiacchierando e ricordando qualche aneddoto della comune vacanza nepalese di capodanno. L’imbarco è in perfetto orario, l’aereo si stacca dal finger in perfetto orario, accendono i motori…. e si sta lì fermi. Dopo un po’ il comandante annuncia che il 737-900 ha un problema tecnico e che quindi torneremo all’area di parcheggio. Già non è bello che ti dicano che l’aereo su cui sei seduto, e che di lì a poco doveva decollare, abbia un problema, inoltre per sistemarlo ci è voluto un po’ e si è cumulata un’ora di ritardo. Alla fine il volo è stato tranquillo e siamo arrivati a Muscat con 40′ di ritardo. L’aeroporto è moderno e talmente pulito e lustro che potresti mangiare per terra. L’organizzazione del controllo visti e passaporti è efficientissima e in pochi minuti siamo al nastro bagagli dove le nostre valigie sono già tutte lì che girano. Usciamo e nell’atrio c’è il rappresentante omanita di Mundoescondido che ci attende e ci porta al pulmino. Ovviamente pulitissimo pure questo. Nel prosieguo del viaggio parlando con la guida abbiamo saputo che in Oman puoi essere multato di 10 OMR (circa 26 €) se giri con l’auto sporca. Manco in Giappone arrivano a tanto. Appena varcata la porta dell’aerostazione percepiamo la gradevole temperatura da forno. Per fortuna non è troppo umido. In 15 minuti siamo al Majan Continental Hotel dove il tizio che ci ha accompagnati ci comunica che nonostante il programma prevedesse di riposare al mattino, trovarsi alle 14 e partire a visitare la città e dintorni, la nostra guida arriverà alle 9. Cosi abbiamo nemmeno 5 ore per dormire. L’hotel è bello. La camera è spaziosa; c’è a disposizione un tappetino per pregare e sul soffitto c’e una freccia che indica dov’è la Mecca. Casomai volessimo convertirci, abbiamo tutto il necessaire. Il letto è comodo. Aiuterà a recuperare le forze.

Domenica 21 Aprile 2019

Pasqua, ma qui è una domenica (quindi giorno feriale) qualunque. Alle 8 ci alziamo dopo aver dormito abbastanza poco. La colazione è abbondante e varia. Dato che in Oman non mangiano carne di maiale fanno il “beef bacon”, che risulta però un po’ stopposo. E’ meglio il kebab. Alle 9, puntualissimo, arriva Abdul, la nostra guida, con il pulmino e si parte per visitare la Grande Moschea. Il motivo per cui si parte alle 9, e non alle 14 come indicato nel programma originale, è che la Moschea si può visitare solo fino alle 11. Poi è riservata per le preghiere e non si può più entrare. Alle 9 fa già molto caldo. Siamo sui 30°. Meno male che il pulmino ha l’aria condizionata. Per entrare nella moschea ci sono alcune regole sull’abbigliamento. Uomini: pantaloni lunghi, ma si possono indossare le T-shirt. Donne: gambe e braccia coperte e velo sulla testa.

Tiziana ha dei pantaloni che arrivano a metà polpaccio e così deve noleggiare al negozio adiacente alla moschea una tunica che arriva fino ai piedi. Ci leviamo le scarpe e camminiamo a piedi nudi su un pavimento di marmo di una pulizia impeccabile. Visitiamo prima la sala riservata alle donne che ha dei bei rivestimenti in legno e marmo e dei bei lampadari di Murano. Poi passiamo alla sala degli uomini sfarzosissima: tappeto kashmir grande quasi come un campo da calcio, lampadario Swarovski gigantesco, vetrate colorate realizzare da maestri vetrai del Belgio. Si va poi al vecchio borgo di Mutrah dove cambiamo gli euro in OMR (1 OMR = 2.4€). Il suq di Mutrah sembra un angolo di giappone. Pulito, ordinato, poco chiassoso. Nessuna parentela col suq di Marrakesh dove rischiavamo di essere arruotati dai motorini. Cercano tutti di venderti incenso da bruciare, pugnali tipici omaniti, pashmine e lampade di aladino. Non è economico e il livello di contrattazione è circa il 20%-25%. Abbiamo comperato una lampada di Aladino con la garanzia che il genio dentro c’è e porta fortuna. L’etichetta del prezzo indica 10 OMR, ma già solo per averla presa in mano e posata senza nemmeno chiedere nulla il prezzo scende a 8. Prendiamo anche 3 calamite da 1 OMR e senza dover discutere il totale fa 10. Usciti dal suq attraverso la strada per andare a vedere i due mega yacht gemelli del sultano (delle vere e proprie navi) e vedo tanti pesci colorati e una tartaruga. Alle Maldive siamo stati a mollo ore con la maschera per vederne finalmente una, qui la vedi dal lungomare. Successiva visita: il museo, dove c’è una collezione di oggetti in rame, argento e oro e vestiti tipici delle varie regioni dell’Oman. Andiamo poi al Palazzo delle cerimonie (Al Alam), un filino kitsch, che si vede solo da fuori. Sosta foto per vedere due antiche fortezze portoghesi e poi in hotel. Qualcuno del gruppo va alla ricerca di un ristorante, qualcuno va a cercare una spiaggia. Noi che evidentemente non c’abbiamo più il fisico ci facciamo una bella ora di sonno e poi ce ne andiamo nella bella piscina dell’hotel dove incontriamo Moira e Lorenzo. Si sguazza a lungo e poi ci si prepara per la cena. Ci portano al ristorante Turkish Diwan. Davvero eccellente. Salsine miste con una focaccia calda strepitosa, un piatto di carne, uno di pollo e un pesce alla griglia indimenticabile. Al ritorno in hotel partiamo a piedi per andare a vedere da vicino la moschea bianca, distante poco più di un km. Tra marciapiede che si interrompe, lavori in corso, impossibilità ad attraversare uno stradone trafficato rinunciamo e torniamo indietro. Sosta in un ipermercato per esaminare l’offerta gastronomica omanita. Mi ha incuriosito la vaschetta di castagne. Mi stupisce che col caldo che fa a qualcuno venga in mente di mangiare castagne. E la giornata si conclude.

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