Oman, la terra del sultano

Un viaggio alla scoperta di un paese affascinante, in perfetto equilibrio tra modernità e tradizione
Scritto da: mariapaola79
oman, la terra del sultano
Partenza il: 03/03/2018
Ritorno il: 11/03/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

L’Oman è una meta ancora poco conosciuta, che si sta timidamente aprendo al turismo, una terra per certi aspetti incontaminata e proprio per questo vi suggerisco di visitarla prima che venga presta d’assalto da frotte di cinesi e giapponesi.

Per il momento il paese ha aperto le sue porte principalmente all’Europa ma non passeranno troppi anni prima che venga sponsorizzata dalle agenzie di viaggio di tutto il mondo, con il rischio che vada perdendo quella autenticità che ancora lo contraddistingue e lo rende unico all’interno della Penisola Araba.

Normalmente preferisco organizzare i miei viaggi in autonomia, alle volte però bisogna accettare piccoli compromessi e il viaggio in Oman è stata proprio una di queste volte. Con questo non voglio dire che non sia possibile organizzare un viaggio in autonomia in Oman, tutt’altro.

L’Oman è uno dei paesi più pacifici al mondo nonostante in tutta la zona limitrofa ci siano guerre interne e tensioni religiose, basti pensare alla Siria, allo Yemen e all’Iraq. L’Oman è un paese musulmano ma grazie al loro spirito non estremista è una meta al momento super sicura. L’ Oman è infatti l’unico paese al mondo in cui i fedeli seguono l’ibadismo, una corrente religiosa aperta al dialogo e neutrale al conflitto tra sunniti e sciiti.

Gli omaniti sono persone riservate ma calorose e ospitali allo stesso tempo. Un popolo che ama la propria terra e le loro tradizioni. Nonostante il turismo sia destinato a crescere velocemente mi auguro riescano a mantenere questo loro atteggiamento per lungo tempo affinchè i visitatori possano trovare quell’ambiente genuino che tanto mi ha colpito ed ho amato.

Di contro posso affermare che la separazione dei sessi in Oman è estrema, in certi mercati addirittura l’assenza delle donne è totale, in altri solo le donne possono accedervi. Le occhiate che rivolgono a noi occidentali non passano inosservate, soprattutto da parte di donne ma voi non preoccupatevi, ci guardano con lo stesso stupore con cui noi guardiamo loro. Ricordatevi che è un paese che da poco si è aperto al turismo, certe abitudini devono essere ancora digerite.

Nelle Moschee gli ingressi e gli spazi di preghiera sono separati mentre per strada uomini e donne non si scambiano effusioni ma non è raro vedere uomini che passeggiano mano nella mano o che si salutano strofinando i reciproci nasi. Un gesto molto buffo e tipico omanita.

È una cultura molto diversa dalla nostra e per quanto possiamo essere in disaccordo con certe tradizioni, impariamo ad osservare senza giudicare. A fine vacanza potremmo sorprenderci a pensarla diversamente da quando siamo arrivati.

L’Oman non regala paesaggi da cartolina ma con la sua semplicità ti conquista lentamente. E’ una di quelle mete che ti ammalia e ti lascia una profonda malinconia e una volta a casa i ricordi del viaggio rimbalzano nella mente più vividi che mai, impossibile non pensare seriamente di tornare. L’ Oman poi offre tantissime opportunità di trekking, che a questo giro per ovvie ragioni non ho potuto testare in prima persona ma ho preso i giusti contatti e al prossimo giro non tralascio nulla!

Ma concentriamoci sul viaggio appena concluso, visto che è di questo che vi voglio parlare e non di quello che devo ancora fare.

Partiamo il 03 marzo da Milano Malpensa con un volo della Oman Air, un’ottima compagnia, che offre voli diretti che partono da Malpensa in serata e in 6 ore e mezza arrivano a Muscat. In alternativa, se avete voglia di fare scalo l’offerta si amplia. Ethiopian, Turkish, Egypt… personalmente ho preferito partire da Malpensa, un aeroporto non comodissimo per noi di Parma ed evitarmi inutili ore di attesa tra un volo e l’altro ma è una scelta personale. In gruppo con me molto persone hanno volato con le altre compagnie.

04 MARZO

Arriviamo a Muscat la mattina del 04 Marzo, non esattamente riposate anche se il fuso è di sole 3 ore rispetto all’Italia. Il tour di gruppo inizierà l’indomani e abbiamo una giornata a disposizione interamente per noi per andare alla scoperta della città.

All’arrivo, prima ancora di ritirare i bagagli, occorre acquistare il visto turistico. Armatevi di pazienza perché noi abbiamo fatto molta coda e da quanto mi ha detto è la prassi. Una volta scesi dall’aereo, prima ancora di ritirare i bagagli, vi imbatterete in due sportelli dello stock exchange. Lì potete, oltre cambiare i soldi, acquistare il visto da esibire al controllo passaporti (20 RIYAL, circa € 48 a persona, tenuto conto del tasso di cambio che mi hanno applicato). Questa era la procedura in vigore fino a Marzo 2018, tra una settimana inaugura il nuovo Aeroporto Internazionale di Muscat e forse la presenza di più sportelli porterà ad un più rapido disbrigo delle formalità doganali.

Dopo il disbrigo delle formalità aeroportuali un transfer organizzato dall’agenzia ci conduce in Hotel, dove soggiorneremo per 2 notti, il Somerset Panorama. Per avere la camera subito pronta al nostro arrivo abbiamo dovuto pagare un extra, altrimenti avremmo dovuto aspettare fino alle 14,00. L’ Hotel di recente costruzione dista soli 20 minuti dall’aeroporto ed è vicino all’area diplomatica. Dotato di tutti i confort, a noi non hanno dato una camera ma addirittura un mini appartamento completamente attrezzato con cucina frigo, microonde, lavatrice, soggiorno con tv e comodissimi divani. Unico neo il bagno con un micro lavandino e una doccia senza piatto dove si formava un lago tutte le volte che la si usava rendendo il bagno impraticabile per un po’ di tempo. L’hotel è inoltre dotato di piscina all’ aperto, fitness centre e un centro massaggi. Ma la cosa che vi lascerà più di stucco sarà constatare che la hall dell’Hotel è collegata al Panorama Mall, un enorme centro commerciale, dove troverete supermercati, negozi, ristoranti e un ufficio cambio. La location dell’Hotel si è rivelata molto utile soprattutto quando la mia compagna di viaggio si è accorta di aver scordato a casa le mutande, e vi assicuro che ovviare alla dimenticanza in un paese musulmano dove i negozi intimi per signora non si trovano esattamente dietro ogni angolo, può avere dei risvolti tragi- comici.

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Forte di Nizwa



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