Bulgaria e Macedonia: quando i Balcani ti sorprendono – parte II

A poche ore di volo dall’Italia, due Paesi dal lungo passato che guardano al futuro con grandi aspettative

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  • di FULCOLA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Ed ecco la seconda parte del racconto (la prima parte potete leggerla cliccando su Bulgaria e Macedonia: quando i Balcani ti sorprendono – parte I).

Anche la Macedonia ha una forma grossomodo rettangolare con poca differenza tra i lati lunghi e corti. Ha una superficie paragonabile a quella del Piemonte: è quindi un Paese piccolo e facile da visitare in quanto le distanze tra i principali centri non sono grandi e le strade sono in buono stato.

Siamo entrati in territorio macedone provenienti da Sofia attraverso il valico di Gueshevo senza lunghe formalità doganali e già dopo pochi chilometri abbiamo iniziato le visite previste dal tour con una sosta al Monastero Sveti Joakim (San Giacomo) Osogovski. Questo importante complesso sorge immerso in un ambiente idilliaco di boschi e valli, come quelli dei “cugini” bulgari cui assomiglia molto anche sotto altri aspetti: ha però la particolarità di avere due chiese monastiche, di cui la maggiore spicca per i cicli di affreschi.

Abbiamo poi raggiunto Skopje, la capitale che dista circa 100 chilometri dal monastero. La città ci ha favorevolmente colpito: il centro è stato rimodernato negli ultimi anni (non senza polemiche per gli enormi investimenti che alcuni avrebbero voluto destinare ad altre opere più utili al Paese) e molti nuovi palazzi hanno uno stile molto più vicino al nostro senso estetico rispetto all’architettura “brutalista” dell’architetto giapponese Kenzo Tange, che caratterizza molti degli edifici sorti tra gli anni Sessanta e Ottanta del secolo scorso a seguito della ricostruzione conseguente il terremoto del 1963.

Senza tema di esser smentiti possiamo definirla la “città delle statue”: non ne abbiamo mai viste così tante e di tante fogge e materiali , sparse un po’ ovunque: nelle piazze, sui ponti, negli angoli delle strade, sui cornicioni dei palazzi e pure nel fiume Vardar che attraversa la città (e sì… anche sotto le arcate del Ponte di Pietra c’è una composizione in bronzo colorato di una donna in bikini in procinto di tuffarsi mentre dall’acqua emergono le gambe di un’altra donna che già l’ha fatto…)

Fulcro della Skopje moderna è la grande Piazza Macedonia in cui spicca la fontana con l’alta colonna sormontata da una statua bronzea di Alessandro Magno su un cavallo rampante, mentre alla base della colonna ci sono i soldati della falange e, sui bordi della grande vasca circolare, dei leoni. In molti altri punti della piazza e anche nella sua prosecuzione oltre il Vardar ci sono altre fontane “a tema”: dei Leoni, dei Cavalli, di Filippo II con la moglie Olimpiade e il figlio Alessandro Magno, delle Donne.

A valle del Ponte di Pietra altri due altri ponti pedonali (delle Civilizzazioni in Bulgaria e degli Artisti) portano sulla riva opposta dove sorgono il ricco Museo Archeologico e alcuni uffici ministeriali: anche sulle spallette di tali ponti ci sono decine di statue rappresentanti personaggi storici famosi di varie epoche e, appunto, artisti e letterati.

Lungo la sponda occidentale del Vardar e nelle vie che conducono alla Piazza Macedonia ci sono decine di caffè, ristoranti e locali molto affollati nelle ore serali e notturne . E sempre di notte, sia i palazzi che attorniano la piazza che le fontane sono illuminati con luci multicolori che conferiscono al tutto un aspetto scenografico e futuristico

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