Un week end tutto di corsa tra Reims e Charleville

La Maratona e la partita di Ligue 1. La nuova cucina italiana e la choucroute di Alain

Diario letto 4537 volte

  • di Andrea Misuri
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Fino a 500 euro

La rappresentazione di una rotativa con tanto di giornali in uscita. Quotidiani e riviste sono in bella mostra nelle sale. Una scelta originale e d’impatto, nell’arredamento come nella cucina. Abbiamo provato piatti coraggiosi, gli ingredienti ben miscelati. Filetto di salmone, conchiglie saint jacques e pancetta su di un letto di risotto alla parmigiana. Sogliola con riso, cuori di carciofi e peperoni rossi e verdi.

Nel pomeriggio andiamo a trovare dei viticoltori innamorati del loro lavoro. La fattoria si trova a Champlat Et Boujacourt, 10 rue de la Coopérative. Didier Chopin è uno champagne “a cultura ragionata”, come dicono i francesi, di assoluta qualità. La ricerca di un equilibrio naturale in ogni fase della lavorazione, arriva a privilegiare l’uso di fertilizzanti organici diversi, anno per anno, a seconda della qualità del terreno, così come la pressa di legno sostituisce quella in pvc.

Karine e Didier Chopin, 44 anni entrambi, metà dei quali trascorsi a far crescere questa azienda a conduzione familiare creata nel 1989, dove i titolari sono coadiuvati esclusivamente dai figli Adrien e Cindy, rispettivamente 24 e 18 anni. “La cultura della vigna è una passione – mi dice Didier – e l’elaborazione dello champagne è una passione ulteriore che ci piace condividere con tutti”. “La qualità raggiunta - aggiunge Karine - ha consentito ad una realtà artigianale come la nostra di sbarcare su mercati esteri non facili e di incontrare tante persone diverse, che mai avremmo immaginato di conoscere”. In effetti, le etichette sulle casse di champagne in partenza portano indirizzi lontani, dagli Stati Uniti alla Norvegia, dalla Cina al Messico, Jakarta, Hong Kong. Gustiamo alcune coppe di champagne, con le bollicine che salgono, numerose e rapidissime, come sempre in presenza di un perlage fine e persistente. Chapeau!

Stiamo facendo tardi e rientriamo in città. Stasera è in programma Reims – Toulouse. La copertura dello stadio Auguste Delaune è di pochi anni fa. Oggi è una bomboniera di 22.000 comodi posti. La Ligue 1 corrisponde alla nostra Serie A. Eppure né tornelli né restrizioni rallentano l’afflusso composto degli spettatori. Anche il settore del tifo più acceso è decisamente tranquillo, se confrontato con qualunque nostro stadio. Nella tribuna Jonquet, cori d’incitamento, striscioni e bandiere che sventolano. Niente di più. Stesso discorso per gli ospiti. Poche decine di aficionados raggruppati nella tribuna opposta. Il Reims da un paio d’anni è tornato nella massima serie. C’è stato un tempo che si batteva con il Real Madrid per la supremazia in Europa. La squadra di Raymond Kopa, Just Fontaine, Michel Hidalgo, Roger Piantoni, Dominique Colonna. Erano chiamati “la banda di Batteux”, dal nome dell’allenatore qui più amato. Albert Batteux portò la squadra a disputare due finali di Coppa dei Campioni, nel 1956 e nel 1959, contro le imbattibili Merengues di Gento e Di Stefano. Oggi la squadra è saldamente al centro della classifica, con qualche clamoroso risultato che la spinge in su per poi a volte lasciare punti preziosi contro formazioni inferiori (il Reims ha concluso il campionato all’11° posto). L’allenatore Hubert Fournier – 47 anni – ricorda il nostro Vincenzo Montella. Nell’aspetto come nell’idea che ha del calcio. Simpatico, calmo. La volta che infilò quindici partite consecutive senza vittorie, riuscì a tenere unito lo spogliatoio fino all’arrivo dei risultati (da questa stagione, a conferma della stima che lo circonda, è al Lione, dove aveva giocato come difensore. Il nuovo coatch è Jean-Luc Vasseur, altro allenatore giovane e del quale si dice un gran bene). Parlo con il giovane ed entusiasta Steeve Cupaiolo, responsabile della comunicazione del Reims. Mi spiega che i problemi maggiori della squadra nel passare in Ligue 1 sono legati alla mancanza di un Centro polifunzionale, che sta per nascere a Blériot (oggi il Centro è praticamente pronto)

  • 4537 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social