Messico e guatemala da vivere

MEXICO e GUATEMALA DA VIVERE Ecco il diario degli indimenticabili 24 giorni trascorsi on the road in Mexico e Guatemala da me e Fede tra il settembre e l’ottobre 2001. Itinerario in breve: Cancun - Isola di Holbox – Izamal - Merida – Uxmal – Kabhà – Labnà - Sayil- Grotte di Loltun- Chichen Itza - Cobà - Playa del Carmen – Akumal -...
Scritto da: caterina-cordioli
messico e guatemala da vivere
Partenza il: 28/09/2001
Ritorno il: 21/10/2001
Viaggiatori: in coppia

MEXICO e GUATEMALA DA VIVERE Ecco il diario degli indimenticabili 24 giorni trascorsi on the road in Mexico e Guatemala da me e Fede tra il settembre e l’ottobre 2001.

Itinerario in breve: Cancun – Isola di Holbox – Izamal – Merida – Uxmal – Kabhà – Labnà – Sayil- Grotte di Loltun- Chichen Itza – Cobà – Playa del Carmen – Akumal – Tulum- mare sulla riviera a sud di Tulum vicino alla biosfera di Sian Khan – Palenque – Misul Ha- – Bonampak – confine Guatemala – Flores- Tikal – rientro in Chiapas – San Cristobal de Las Casas – ritorno attraverso Chiapas- Tabasco – Champeche- Quintana Roo – Playa del Carmen- Isla Mujeres – Cancun.

Premetto che non ci sono parole per descrivere i luoghi visti, le persone incontrate, i profumi respirati ed i colori intensi, la luce splendente e la natura rigogliosa che l’unico modo per parlare del Messico è farlo dopo esserci stati, possibilmente non rinchiusi nelle gabbie dorate dei villaggi turistici ma girandolo e vivendolo in piena libertà.

Noi per 24 giorni abbiamo girato soli, e mai una sola volta ci siamo sentiti in pericolo o minacciati… abbiamo mangiato la buonissima frutta fresca e bevuto fantastici jugos senza contrarre alcuna infezione, abbiamo dormito nei bungalows nella giungla guatemalteca sentendo il rumore degli animali, e liberato tartarughine sulla costa a sud di Tulum ed è stato magnifico…Il Messico ha così tanto da offrire basta solo cercare un pò!!!!! 1° giorno 28/09/01 CANCUN Partenza da VR per Cancun, con breve scalo al Varadero – Cuba di cui abbiamo però visto soltanto l’aeroporto con i minuziosissimi controlli da parte della polizia visto che è da poco passato il terribile 11 settembre.

Dopo 12 ore di volo (passate però piuttosto agevolmente) finalmente atterriamo a Cancun, e appena usciti dall’aeroporto siamo investiti dall’afa e dall’umidità massacranti che in questo periodo la fanno da padroni e come se non bastasse piove…Cominciamo bene… Andiamo all’Avis a ritirare l’auto a noleggio (unica cosa prenotata dall’Italia) è tardo pomeriggio quindi decidiamo di fermarci a Cancun per la notte e partire domani riposati.

Ci immettiamo con gioia nelle strade messicane e subito capiamo che Cancun non fa certo per noi, con i suoi palazzi e la sua aria “americana” non è questo il Messico che cerchiamo (e che per fortuna abbiamo in seguito trovato) siamo felici di potercene andare già domani.

Aiutati dalla guida Routard troviamo da dormire alla Posada Hacienda (niente di eccezionale neppure come rapporto qualità – prezzo) e andiamo a mangiare qualcosa in un posto molto carino all’aperto “Los Navajos” qui degustiamo il primo degli innumerevoli fantastici jugos messicani, frullati di frutta freschissimi e molto dissetanti (ne berremo almeno un paio tutti i giorni a partire da quello a colazione).

Stanchi ed emozionati andiamo a dormire.

2° giorno 29/09/01 ISOLA DI HOLBOX Ottima colazione al bel 100% Natural praticamente di fronte alla nostra Posada poi partenza, attraversiamo i sobborghi di Cancun, ci lasciamo alle spalle l’artificiosa atmosfera di benessere solo per turisti ricchi e annoiati e ci addentriamo nelle strade del Quintana Roo, nostra meta : l’isola di Holbox.

Una meta strana e inconsueta, abbiamo lasciato l’auto a Ciquilà nel cortile di un signore che ce l’avrebbe tenuta d’occhio per una piccola mancia, e con le barche dei pescatori raggiungiamo l’isoletta.

Appena arrivati mi si apre il cuore… così deve essere ogni isola sperduta che si rispetti…Niente auto, niente asfalto, niente hotel nè villaggi turistici… Le stradine in terra battuta sono percorsi da rare biciclette la massimo qualche veicolo di quelli che si usano sui campi da golf.

Tutta l’isola (cha guarda da un lato la palude verso il continente e dall’altro il mar dei Carabi) è racchiusa attorno alla piazzetta principale su cui si affacciano i pochi bar e ristoranti.

Ce ne siamo già innamorati…

Seguendo il consiglio stavolta davvero azzeccatissimo della guida decidiamo di andare a dormire a Los Mapaches, nelle cabanas di pensate…Una signora toscana che innamoratasi del luogo si è trasferita tanti anni fa.

Le cabanas (tre in tutto) sono stupende, tra gli alloggi migliori trovati in tutto il viaggio, con il tetto in paglia, la zanzariera e addirittura una scaletta per salire in una “mansarda” c’è un piccolo angolo cucina ed un bagno, c’è la veranda con l’immancabile amaca da cui dondolando si vede il mare, ci fanno ombra le palme da cocco e la tranquilla spiaggia.

Qui i turisti devono essere veramente una cosa rara, è bellissimo…Immaginiamo che nella stagione più bella (tra dicembre e aprile) lo deve essere ancora di più.

La signora gentilmente ci presta le sue bici, così andiamo a farci un bel giretto lungo la spiaggia, non è la classica spiaggia candida caraibica, la sabbia è più scura e il mare meno bello ma la cornice è incantevole.

Scopriamo uno dei locali che io reputo MITICO tra tutti quelli in cui siamo stati in Mexico si chiama Isla del Colibrì è una struttura un pò fatiscente in legno con 3 –4 tavolini, un ventilatore perennemente acceso, e i figli della proprietaria che corrono avanti e indietro, qui abbiamo assaggiato in assoluto i migliori Jugos del Mexico, ce li preparava la senòra a sua fantasia, enormi dissetanti con frutta freschissima …(e pensare che c’è chi se li perde perchè ha paura di infezioni intestinali…Non sanno di perdersi qualcosa di sublime)… Restiamo a zonzo tutto il pomeriggio, poi alla sera crolliamo dalla stanchezza, quando ci svegliamo è tardi per cenare, usciamo comunque verso la piazza, mi sento sicura in questo luogo mi sembra che qui niente e nessuno possa avere cattive intenzioni… Nella piazza c’è un chioschetto, così ci prendiamo due buonissimi hamburghesa (li paghiamo l’equivalente di 800 vecchie lire cadauno) ci sediamo sulle panche per mangiarli e i due signori (marito e moglie) del chioschetto dopo un pò vengono a sedersi con noi e iniziamo a chiacchierare come se ci conoscessimo da sempre…È incredibile sono così semplici eppure così ricchi di umanità… ci capiamo piuttosto bene anche per il fatto che il messicano (spagnolo) è molto simile al nostro dialetto inoltre sappiamo che qui gli americani non sono ben visti, quindi piuttosto che usare l’inglese ci spieghiamo a gesti ma va benissimo…



    Commenti

    Lascia un commento

    Akumal: leggi gli altri diari di viaggio