Venezuela tra terra e mare

Un viaggio avventuroso e romantico
Scritto da: cocco-1
venezuela tra terra e mare
Partenza il: 23/02/2011
Ritorno il: 05/03/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

23 FEBBRAIO VOLO ALITALIA – ROMA/CARACAS – € 600 Stipulare una assicurazione medica con Europ Assistance. Con 80 euro a persona garantisce l’assistenza sanitaria, le spese mediche, nonché l’assicurazione del bagaglio ed effetti personali.

VENEZUELA – INFO GENERALI

AEROPORTO

Dovete sapere che appena uno varca la soglia del terminal voli internazionali di Caracas si ritrova subito in una interminabile coda. I passeggeri non sono smistati in base alla destinazione ma tutti i passeggeri di tutti i voli si ritrovano lì per il primo controllo bagagli e passaporti. Attenzione quindi a presentarsi all’aeroporto diverse ore prima della partenza.

CAMBIO BOLIVARES La moneta ufficiale è il Bolivar, che per scelta di politica economica dell’attuale governo, è stata forzosamente agganciata ad un cambio fisso. Una mossa per contenere un alto tasso di inflazione, problema comune a molti paesi “ ad economie deboli”, che trova però in disaccordo molti economisti e buona parte dei venezuelani. E’ possibile, nelle Casse di Cambio, convertire in Bolivares, Dollari ed Euro ma non il contrario per evitare che fiumi di denaro lascino il paese in cerca di sicurezza o presunta tale. Tutto questo ha fatto si che si formasse un mercato parallelo (nero) di compravendita di Dollari ed Euro soggetto alle leggi non scritte dell’economia di mercato. Più ti serve e più sei disposto a pagare. Meno ce n’è e più costa. Cambiare al cambio non ufficiale, è davvero conveniente. A febbraio 2011 con 1 euro danno circa 10 bolivares risparmiando rispetto al cambio ufficiale (1 euro 5,40 bolivares – 1 $ 7,5 bolivares). Caracas è sicuramente l’aeroporto dove si cambia con più facilità, ma in generale si cambia ovunque, sia euro che dollaro. Attenzione però a non farvi fregare: prima di dire quanto cambiate informatevi sul tipo di cambio e fatevi prima consegnare i bolivares, contateli e verificateli con calma e, solo successivamente, consegnate gli euro. Non cambiare comunque molto perchè le spese grosse si pagano in euro. Anche a Los Roques c’é una piccola banca ma con il cambio ufficiale. I pagamenti con carta di credito sono diffusamente possibili ma malvolentieri accettati per le alte commissioni ai quali sono sottoposti. Travel Cheques difficilmente cambiabili se non al costo di lunghe file in banca. Ora il problema grosso si pone alla posada: anche nel caso in cui, per farsi belli, i proprietari vi abbiano detto che accettano le carte di credito, può succedere che alla fine della vacanza vi chiedano di saldare il conto in contanti e in dollari. Questo succede proprio per il cambio nero. Spesso i proprietari delle posade vi cambiano i soldi in nero per farvi un favore e quindi poi, nel caso voi vogliate saldare gli extra con i bolivares che vi sono avanzati lo stesso proprietario pretenderà di essere pagato con il cambio nero, ma qualche cliente furbo non ci sta e pretende il cambio ufficiale dopo aver beneficiato del cambio nero per tutta la vacanza. Per evitare spiacevoli discussioni quindi tutti pretendono il pagamento in dollari e non via carta di credito che inspiegabilmente si sarà rotta. Soluzione: Portate con voi un bel po’ di dollari parte da cambiare al mercato nero e parte per saldare il conto. Pagate nei negozi, nei locali e i souvenir con i bolivares e pagate dove possibile con carta di credito (ad esempio le immersioni). SPOSTAMENTI: I taxi sono comodi ed economici; il prezzo va concordato con l’autista. A Caracas usare solo taxi di linea ossia: da e per l’aeroporto i suv neri (circa 160 bolivares fino al centro di Caracas) e in città quelli bianchi con targa gialle e registrati. SICUREZZA : Usare sempre estrema prudenza e seguire pedissequamente i consigli dei locali per evitare brutti incontri ( mai girare soli dopo il tramonti, niente gioielli, abbigliamento semplice, soldi nascosti, mai ritirare al bancomat, taxi sempre di linea e mai abusivi e mille, mille occhi intorno). TELEFONO Dal Venezuela chiamare in Italia costa pochissimo (1/ 2 bolivares al minuto). Ovunque si trovano internet point e centri per le telefonate.

CARACAS

Caracas è la città più pericolosa e violenta del Sudamerica, e i pericoli cominciano appena fuori dall’aeroporto. Decine di taxi clandestini, vecchie auto americane macinate dal tempo, molti dei taxi ufficiali, quasi tutti potenti fuoristrada neri con vetri oscurati, non hanno neppure le targhe. Le truci maschere della Guardia Nacional non li degnano di uno sguardo, concentrati sui controlli antidroga. Eppure può capitare, e in genere capita più facilmente a nababbi turisti diretti a Isla Margarita, di salire su un taxi, essere portati chissà dove, derubati, malmenati e abbandonati. E qualcuno ci ha anche lasciato la pelle. Dall’aeroporto internazionale bisogna spostarsi, prendendo un taxi o fare circa 300 mt a piedi, alle partenze nazionali. – hotel catena best Western a Cati’a la Mar. – hotel Catiamar (32 euro- 280 bolivares) che si trova a Cati a la Mar, a 5km dall’aeroporto di Caracas Maiquetia, località comoda per chi deve dormire una notte a Caracas e non vuole andare in centro città che si trova a circa 30 km dall’aeroporto. Fanno il transfert gratuito da/per l’aeroporto. Non è bello, ma costa poco e per una notte va bene perchè è pulito PARCO NAZIONALE DI CANAIMA – SALTO ANGEL TOUR CANAIMA/SALTO ANGEL, acquistato via internet da Energy Tour. Dal 23/02 al 27/02 € 577. giorno 23/02/11: CARACAS/CIUDAD BOLIVAR Ricevimento trasferimento Aereoporto nazionale + Volo Caracas/Ciudad Bolivar + ricevimento in Ciudad Bolivar + trasporto posada + notte posada Don Francesco giorno 24/02/11:CIUDAD BOLIVAR/ CANAIMA – SALTO ANGEL 3 giorni e 2 notti: Volo Ciudad Bolivar/Canaima + escursione laguna di canaima e il Salto Sapo. Notte accampamento di fronte alla laguna di Canaima. Tapuy Lodge. giorno 25/02/11: CANAIMA Río Churun per isola ratoncito e arrivare SALTO ANGEL. Notte accampamento isola ratoncito di fronte al Salto Angel giorno 26/02/11: CANAIMA CIUDAD BOLIVAR Rientro a Ciudad Bolívar + trasferimento posada giorno 27/02/11: CIUDAD BOLIVAR /CARACAS trasferimento aereoporto + Volo Ciudad Bolivar/Caracas 23/02: Dopo 11 ore di volo ci da il benvenuto a Caracas un cielo coperto e la pioggia, ma i 27° rendono comunque gradevole il nostro arrivo. Ad attenderci Ezu, come promesso da Cosimo Amico di Energy Tour dal quale abbiamo acquistato il Tour Canaima/Salto Angel. E’ una persona affidabile e ci aiuta subito a cambiare i dollari, ci accompagna al banco Rutaca dove facciamo il check-in per Ciudad Bolivar e ci porta a pagare la tassa per uscire da Caracas (B35 a testa = circa € 4). E’ curioso, in Venezuela si pagano le tasse ogni volta che ci si sposta (a fine racconto un elenco delle tasse pagate per questo viaggio). Inizia l’avventura…….aeroporto chiuso per pioggia, volo cancellato e nessuno che parla inglese. PANICO!!! Rischiamo di passare la notte a Caracas senza sapere cosa ne sarà del resto del viaggio. Con dizionario alla mano riesco a capire che dobbiamo aspettare. Dopo 2 ore di attesa inizia a spiovere, riaprono l’aeroporto e riusciamo a partire. 2 ore di volo e arriviamo a Ciudad Bolivad. Ci aspetta Cosimo Amico che ci porta immediatamente a casa sua, la Posada Don Francesco. Stremati, dopo quasi 24 ore di viaggio, non sentiamo né la fame né la doccia fredda e ci buttiamo a dormire. 24/02: PARCO NAZIONALE DI CANAIMA Sveglia alle 6! Cosimo ci accompagna in aeroporto dove, dopo aver pagato la tassa per uscire da Ciudad Bolivar (B25 x 2 = B 50), aspettiamo di partire alla volta di Canaima. Anche oggi rischiamo di perdere il volo causa mal tempo. Piove, piove, piove ma ci dicono che è meglio così. Fino alla settimana prima non pioveva da mesi e se avesse continuato così non si sarebbe potuto fare il tour perché i fiumi erano secchi e il Salto Angel senza acqua…….ah! Beh!!! Allora…santa acqua!!!! Per fortuna aspettiamo solo mezz’ora e ….partiamo! L’aereo è un bimotore con al max 20 posti. Vederlo non sembra molto affidabile ma anche in quest’occasione ci dicono che siamo stati fortunati. Se fossimo stati in meno ci avrebbero assegnato in bielica a 5 posti!!!! Il volo da Ciudad Bolivar a Canaima dura 1 ora ed è abbastanza tranquillo, nonostante le nuvole non lasciassero presagire nulla di buono. Atterraggio un po’ “altalenante” ma per il resto tutto ok. Ad attenderci una ragazza del Tapuy Lodge. Ci fa pagare la tassa d’ingresso al Parco (B 35 a testa) e ci accompagna a resort. Il Tapuy Lodge è molto bello. Ubicato direttamente sulla laguna, dà la possibilità di pregustarti cosa ci aspetterà nelle nostre escursioni: palme dentro l’acqua, laguna rosso sangue, cascate prorompenti. Il personale è molto gentile e disponibile e la camera (a noi è stata assegnata la nr 1) è spaziosa, pulita e fresca….con un geko a farci compagnia. La mattina è all’insegna del relax, mentre nel pomeriggio verso le 15 si parte per la prima escursione: il SALTO SAPO. Il Parque Nacional Canaima è un Parco Nazionale situato nello stato Bolivar, in Venezuela. Fu instaurato il 12 giugno del 1962 e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1994. Si estende per 30.000 km² (più grande del Belgio), fino alla frontiera con la Guyana e con il Brasile. Per le sue dimensioni, è considerato il parco nazionale più grande del mondo. Circa il 65 % del parco è occupato da mesetas di roccia chiamate tepuyes. Questi costituiscono un ambiente biologico unico, presentando inoltre un grande interesse geologico. I versanti scoscesi e le sue cadute d’acqua (incluso il Salto Angel, la cascata d’acqua più elevata del mondo, a quasi 1.000 m) formano paesaggi spettacolari. Tutta la zona intorno a Canaima è caratterizzata da numerose cascate o saltos, tutte di modesta altezza ma dalle portate davvero poderose che le rendono per questo molto spettacolari. La più famosa è senz’altro il Salto Ucaima che fa da sfondo omnipresente alla vita del villaggio di Canaima, ed è uno dei più fotografati del Venezuela. In realtà la cascata è suddivisa in tre settori, gli altri due prendono il nome di Salto Golondrina e di Salto Hacna. Sullo sfondo si stagliano i 3 tepuyes (caratteristiche formazioni aventi forma di piramide tronca) che accompagnano qualsiasi vista di Canaima: El Nonoy-Tepuy (Avvoltoio-tepuy) a sinistra, il Kuravaina-Tepuy (Cervo) al centro ed il Topochi-Tepuy (Cerbattana) leggermente inclinato a destra. Lo stesso fiume Carrao forma altre due caterratte, che si trovano sulla sponda opposta rispetto all’insediamento di Canaima, il Salto Sapo e il Salto Sapito. Quest’ultime sono raggiungibili via barca, mentre una bella passeggiata può condurre al Salto Ara oltre il quale il fiume Carrao prosegue il suo corso più placidamente, senza ulteriori dislivelli. Una delle cose che più attira l’attenzione è il colore dell’acqua, che è completamente rossiccia a causa della grande quantità di minerali in essa presenti. Similarmente, la sabbia ha un leggero tono rosa per effetto del quarzo. Il parco occupa il settore nordorientale dello Escudo Guayanés che corrisponde ad un basamento precambrico con rocce di tra 900 e 3.500 milioni di anni, sulle quali si trovano le cuarcitas ed i conglomerati silicei di Roraima. Le forme predominanti corrispondono ad una combinazione di tepuy, piane e valli. Tra i tepuy si trovano l’Auyan-Tepuy (2.400 m), da dove sorge il Salto Angelo che è il più alto del mondo con la sua caduta di 979 m; quello di Roraima (2.810 m); quello di Chimata (2.700 m); quello di Kukenán (2.600 m) ed altri 34 Tepuy più. La vegetazione in questi Tepuy varia dal bosco umido tropicale, nelle basi e pendii, fino ad arbusti e prati nella cima, con una gran diversità di specie endemiche; nelle aree di savane e valli predominano le graminacee ed i morichales, con presenza di boschi di galleria. La fauna è variata, emergendo il formichiere, il giaguaro, la lontra gigante, la volpe ed i carini araguatos; tra gli uccelli, l’aquila arpia, il falco palomero, la guacamaya nana ed il colibrí. Nel parco si sono trovati vestigia di un significativo villaggio indigeno precolombiano; attualmente, vivono in queste territorio comunità dell’etnia indigeno Pemón con sottogruppi di kamaracotos, taurepan ed arekuna. Il suo territorio fu riconoscente nel secolo XVIII per i missionari cappuccini catalani. Fauna: come l’altezza ed il tipo di vegetazione. Tra le specie che possiamo trovare stanno: l’orso melero, il Báquira, lo scoiattolo Abitante della Guyana, il puma, cervo, la pereza di tre dita, la donnola, il volpe fattore, carino viso rigato, carino machín, topi, formichiere gigante, cane di acqua o lontra gigante, giaguaro o tigre e cunaguaros, rettili come il camaleonte l’iguana, morrocoy selvatico, serpenti come il falso corallo, Bejuca, anaconda, falso mapanare, e velenose come il corallo, mapanare, cuaima ananas e sonaglio. Anche numerose specie di rane e rospi. In quanto agli uccelli possiamo citare l’Ara rossa, pappagallo cara sporca, re zamuro, campanaro, colibrí, uccelli cappuccini, galletto delle rocce, tucani etc. SALTO EL SAPO: 5 minuti di canoa e 20 di sentiero in mezzo alla foresta. Sconsigliate ciabatte (la terra è molto fresca), meglio sandali di gomma o scarpe da ginnastica. Prima di arrivare si rasentano altre cascate ma lo spettacolo del Sapo è bellissimo, con un getto d’acqua potentissimo e una curiosità, c’è un sentiero percorribile che passa tra la roccia ed il getto d’acqua, davvero incredibile! Con un altro sentiero si giunge poi sulla sommità della cascata dove, adagiati sulle rocce, si può prendere comodamente il sole. Spettacolo mozzafiato! CONSIGLIO: portare il minimo indispensabile perché tanto ci si bagna. Il K-way non serve a nulla. Portatevi un paio di ciabatte da usare per il rientro così almeno potete iniziare ad asciugare le scarpe da ginnastica. 25/02: SALTO ANGEL Ore 9 partenza: Navigando per il Río Churun (20 minuti di canoa + 20 minuti a piedi + 4 o 5 ore di cano) si arriva all’Isola di Ratoncito. E’ una esperienza bellissima vedere la tecnica grandiosa dei Pemon che riescono a far navigare una tronco d’albero in un’acqua bassissima sfidando tutte le leggi fisiche. Arrivati all’isola, dopo 1 ora di una camminata nelle foresta tropicale, dove si potranno ammirare le differenti specie di piante e di uccelli, si arriva ai piedi del Salto Angel, dove si può anche fare il bagno al pozo del salto. Si arriva stanchi, sudati, esausti ma felici e ammutoliti dinanzi a cotanta grandezza. Dopo un’altra ora di cammino per ritornare si arriva all’accampamento con amache ove si trascorrerà la notte. Il Salto Angel è la cascata più alta del mondo (979 metri) si trova in Venezuela, con una tratto di caduta ininterrotta dell’acqua di 807 metri. Si trova lungo il corso del torrente Carrao e precipita dall’altopiano della montagna Auyantepui. Il fiume che si trova alla fine del salto è il Kerepakupay, nel Parco Nazionale di Canaima. Il nome viene dal suo scopritore, il pilota americano, Jimmy Angel. Gli indigeni la chiamavano “Parakupa-vena” o “Kerepakupai merú” ed era considerata insieme alla montagna un luogo sacro. La cascata si trova nel cuore della foresta dello Stato di Bolivar, nel sud del Venezuela e per vederla si deve fare un’escursione di due giorni attraverso il fiume o sorvolare la zona con piccoli aerei. STORIAAnche se avvistata per la prima volta nei primi anni del XX secolo dall’esploratore Ernesto de Santa Cruz, la cascata non era nota al mondo fino alla sua scoperta ufficiale avvenuta nel 1933 da parte di un aviatore americano, James Crawford Angel, che stava sorvolando la zona alla ricerca di un qualche bacino minerario di valore. Nell’ottobre 1937, torna in zona e riesce ad atterrare con il suo piccolo aereo sulla cima vicino alla parte superiore della cascata. Da allora le cascate, sono correntemente denominate “Salto Angel” (in inglese “Angel Falls“) in suo onore. Dopo l’atterraggio l’idrovolante di Angel, un Flamingo, si impantanò sul terreno acquitrinoso e fangoso della cima del Auyan-tepui e rimase lì per 33 anni prima di essere portato via da un elicottero. Jimmy Angel ed i suoi tre compagni di esplorazione riuscirono a discendere il monte Auyantepui e a raggiungere il primo centro civilizzato soltanto dopo 11 giorni. L’aeroplano di Jimmy Angel, denominato El Rio Caroni, è esposto di fronte al Terminal dell’aeroporto di Ciudad Bolivar; quello che può avvistarsi come un fugace lampo argenteo sulla cima è soltanto un cippo che indica la posizione esatta. L’altitudine ufficiale venne determinata da un’indagine eseguita dalla National Geographic Society nel 1949 (articolo: Jungle Journey to the World’s Highest Waterfall di Ruth Robertson). Nel libro di David Nott, Angels Four, si racconta la storia dei primi scalatori che riuscirono ad arrampicarsi per la parete quasi verticale del Auyan Tepui (la montagna del diavolo) fino alla cima delle cascate. Le cascate sono una delle principali attrazioni turistiche del Venezuela. La nostra guida LucaToni non è stata bravissima….sembrava più un muto che una guida e oltre che non parlare non faceva neppure la guida….. Esempio: nella camminata nella jungla ha mandato avanti me e non sapendo dove andare mi sono ritrovata con il sedere per terra e una bella distorsione alla caviglia! Pertanto questi sono i miei consigli UTILISSIMI per affrontare al meglio questa faticosa escursione: x l’accampamento: portatevi una tuta da ginnastica e dormite con le calze. Le coperte che offrono non sono il meglio e non bastano contro l’umidità della notte. Noi abbiamo preso le coperte dal volo dell’Alitalia. Portatevi anche una pila perché alle 21 staccano il generatore e si rimane al buio. I bagni sono “minimalisti”, non proprio puliti e l’acqua per la doccia è fredda….ma dopo una giornata così faticosa si sopporta TUTTO. X la barca: salire in barca con le ciabatte e mettere le scarpe da ginnastica in un sacco per trovarle asciutte per la camminata. Mettere lo zaino con il necessario per trascorrere la notte fuori, in un sacco dell’immondizia così da essere sicuri da trovare un cambio asciutto. Nessuno dice niente ma l’attraversamento sul fiume ha dai momenti in cui è più rafting che semplice navigazione….per cui….ci si bagna!!!!! 26/02 Ripartiamo dall’accampamento del Salto Angel rifacendo lo stesso percorso dell’andata…solo che il rafting sul fiume sembra più “estremo”. In poche parole quando siamo arrivati a Canaima non avevo asciutte neppure le mutande. 10 minuti per cambiarsi e mangiare un panino e poi al volo in aeroporto per prendere il volo per Ciudad Bolivar. Al nostro arrivo il caro Cosimo era già pronto a prelevarci. Un salto in farmacia per comprare una crema per le contusioni e via in posada. Cosimo è gentilissimo. Ci fa usare una presa da 220v per caricare i cellulari (ricordatevi che la corrente in tutto il Venezuela è 120v) e dopo aver fatto il bucato mi fa anche usare la sua asciugatrice. Per cena Cosimo ci accompagna (e poi ci viene anche a prendere) in un ristorante italiano “Luna-Cafè”. No-comment….errore mio. Non ho specificato che volevamo mangiare qualcosa di tipico e lui ha pensato di farci un favore…in fondo quasi tutti gli italiani all’estero, stranamente, vogliono mangiare italiano. Comunque prendiamo un piatto di carne alla griglia con patatine fritte, acqua e birra per un totale di B335 (€30). Cosimo ci spiega che Ciudad Bolivar è la capitale amministrativa del Venezuela, mentre Puerto Ordaz è quella economica e questo spiega perché a Ciudad, pur vantando 300.000 abitanti, non abbia un cinema, i ristoranti sono pochi e c’è solo una discoteca. Insomma come mentalità si avvicina ad un paesino di campagna ma con le dimensioni di una “Bologna”. Ci spiega il tutto mentre ci fà fare un piccolo tour serale durante il quale ho notato 2 cose atipiche: le farmacie sono enormi, tipo supermercati in cui vendono di tutto e molte restano aperte anche tutta la notte. Il ritrovo per i ragazzi è la strada. Si incontrano con la loro auto fuori dalle liquorerie, comprano alcolici o intere casse di birra, accendono lo stereo e si mettono a bere. Terminato il piccolo tour ci dirigiamo verso casa dove finalmente andiamo a dormire. Ci siamo immersi completamente nei costumi locali: cena presto, a letto presto e sveglia presto. 27/02 Cosimo ci dice che il nostro volo per Caracas è stato annullato (sembra perché non fosse pieno) ma ci rassicura perché ci ha già acquistato un volo sull’aereopostal che partirà da Puerto Ordaz. Così ci carica in auto e dopo 45 minuti arriviamo in aeroporto. Sbrighiamo le formalità di check-in, paghiamo la tassa per uscire (B 30 a testa) e salutiamo il nostro prezioso amico che deve correre per andare a prendere altri turisti da portare a Gran Sabana. CONCLUSIONI: Di Energy Tour = Cosimo Amico non posso che dare un giudizio positivo. Cosimo è una persona gentile, disponibile ed efficiente. I tour Salto Sapo e Salto Angel meritano veramente la fatica. Unica nota dolente: le guide. Se si ha la fortuna di trovarne una brava, il viaggio diventa una splendida avventura. In caso contrario succede come a noi…..una bella avventura ma “molto estrema” dove è necessario cercare di capire cosa può succedere ed essere dotato di un grande spirito di adattamento….se non ci si vuole rovinare la vacanza. LOS ROQUES www.losroques.com Immaginate un deserto. Un bel deserto di sabbia quasi del tutto privo di vegetazione. Immaginate di spezzettarlo capricciosamente più e più volte, come potrebbe fare un bambino di tre anni lasciato per ore solo a giocare con un foglio di carta. Spargete i coriandoli irregolari che vi sono rimasti in mano su oltre duemila chilometri quadrati di mare. State cominciando a farvi un’idea dell’arcipelago di Los Roques. Los Roques è uno dei più affascinanti luoghi delle assenze che vi possa capitare di incontrare. Qui manca praticamente tutto. O meglio: in realtà c’è quasi tutto, ma in misura così ridotta da far sentire in maniera ancora più acuta la distanza che separa la vita rarefatta dell’arcipelago rispetto alle nostre esistenze piene di impegni, divertimenti e avvenimenti vari che si rincorrono e accavallano gli uni sugli altri riempiendo il tempo fino a eliminare anche il più piccolo angolo vuoto. TOUR LOS ROQUES (Voli + Barca a vela + Posada), acquistato via internet da Sailingroques.com (Lorenzo Besana 335/455746). Dal 27/02 al 05/03 € 750. giorno 27/02/11: CARACAS/LOS ROQUES- CHAITO Volo Caracas/Los Roques + ricevimento + trasporto a bordo del CHAITO (4 notti) giorno 28/02/11: LOS ROQUES- CHAITO giorno 01/03/11: LOS ROQUES- CHAITO giorno 02/03/11:LOS ROQUES- CHAITO giorno 03/03/11:LOS ROQUES- POSADA TROPICANA giorno 04/03/11:LOS ROQUES-POSADA TROPICANA giorno 03/03/11:LOS ROQUES/CARACAS trasferimento aereoporto + VoloLos Roques/Caracas L’arcipelago di Los Roques si raggiunge con un breve volo interno da Caracas o dall’isla Margarita. L’aeroporto di Gran Roque è operativo soltanto nelle ore diurne, quindi se il vostro volo intercontinentale arriva dopo le 15 difficilmente riuscirete a raggiungere Gran Roque in giornata e bisogna trascorrere la notte a Caracas. La pista dell’aeroporto è lunga quanto basta per far atterrare e decollare i piccoli aerei che,con orari abbastanza imprevedibili,collegano l’arcipelago con Caracas e con l’Isla Margarita. Una guardiola di legno fa da ufficio di dogana. La pista dell’aeroporto esaurisce anche tutto l’asfalto versato sull’arcipelago. Appena abbandonata la striscia di asfalto, se si hanno le scarpe ai piedi ci si comincia a sentire vagamente ridicolo. Qui si cammina scalzi, o al massimo con un paio di ciabattine per proteggersi dai coralli taglienti: ma solo su certe spiagge di formazione più recente, dove il mare e il vento non hanno ancora avuto il tempo di polverizzare per bene la madrepora. La zona intorno all’aeroporto è abbastanza tranquilla e potrete soggiornare lì; molto spesso i proprietari della Posada possono prenotare direttamente l’albergo e il transfer dall’aeroporto, oltre al volo per Los Roques. Se invece il vostro aereo arriva per tempo, il volo per Gran Roques parte dal terminal per i voli nazionali, che si trova proprio a fianco di quello internazionale ed è raggiungibile a piedi (circa 500 mt). Quello da cui parte Bluestar dista un km circa, si fa in taxi per circa 30 bolivares (5 €). Le compagnie che volano su Gran Roque sono l’Aerotuy (LTA), la Bluestar Airlines o la Transaven. Gli aerei dell’Aerotuy sono quelli più grandi (intorno alle 40/50 persone) ed è possibile anche portare un bagaglio superiore ai 10Kg. Gli altri sono invece di piccole dimensioni, per 10/15 persone.



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