Venezuela dei contrasti

Da Caracas all'Orinoco, poi a Los Roques
Scritto da: bussolo
venezuela dei contrasti
Partenza il: 24/12/2010
Ritorno il: 11/01/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Prefazione

Dicembre 2010 – Giorgio e Manu – 18 giorni in Venezuela Quest’anno decidiamo di fare il Venezuela. A dire il vero all’inizio avevamo pensato al Cile in fly & drive, come facciamo di solito, ma non avremmo avuto tempo sufficiente per una buona preparazione del viaggio, che presuppone innanzitutto lo studio approfondito del territorio per poter programmare bene l’itinerario. Cominciamo quindi a cercare informazioni su su internet e a leggere diari di viaggio e scopriamo questa Energy Tours, gestita da un italiano, tale Cosimo Amico, che ha messo su famiglia in Venezuela e vive a Ciudad Bolivar. Lo contattiamo e ci fa una proposta che confrontata con i tour operator tradizionali è sicuramente interessante. Versiamo un acconto su un conto a Miami e aspettiamo la partenza.

Venerdì 24 dicembre – caracas

Partenza da Venezia con la pioggia. All’aeroporto facciamo conoscenza con un tizio figlio di emigranti che ha vissuto in Venezuela e parliamo un pò del paese, della frutta da assaggiare tutta (tamarindo, guayaba, papaja, frutto della passione, anguria, melone, banana, mandarini, ecc), dei cibi (juca, platano, poi una polenta con carne incartata su foglia di banana e poi cucinata, l’ayaka, che è tipica di natale e poi altri che assaggeremo sicuramentre), della violenza che purtroppo c’è nel paese, di Chavez, ecc. Partenza quindi per Lisbona in orario. Il servizio TAP é buono, meglio di altri. Arrivati a Lisbona ci imbarchiamo per Caracas con un leggero ritardo perchè la scala mobile di coda si è incastrata sotto al portellone! Faccio un sms ai due numeri di Cosimo che avevo, per avvisare che siamo in tabella di marcia, e uno mi risponde con “esta equivocado”. Oops. Speriamo bene. Nell’attesa sfogliavo su internet cercando Farnesina e Venezuela e vedo fra le altre cose: un aereo di una linea interna caduto a settembre con 13 morti, alcuni italiani sequestrati, le violenze a caracas per le proteste antigovernative, ecc. Speriamo bene di nuovo! E se arriviamo e non troviamo nessuno? Speriamo bene ancora! Arriviamo finalmente a Caracas, l’equivalente delle nostre 3 di notte ma sono le 9 locali, dopo aver penato per lo spazio angusto del sedile. Fuori dell’aereo prendiamo contatto con temperatura e tasso di umidità locali. Ostregheta che afa! Usciamo dall’aerostazione e con soddisfazione vediamo un giovane che mostra un foglio con il mio nome. Eviva! Esistono! Ci presentiamo e mentre ci si organizza per portarci all’Hotel ci presentano uno, con una divisa, che ci cambierà el dinero a cambio 1 a 7 con il dollaro, mentre il cambio ufficiale è a 4.

Sabato 25 dicembre – verso il delta dell’orinoco

La mattina alle 3 sono già sveglio. Colpa del jet lag. Da noi a casa sono le 9 e sono stufo di rigirarmi sul letto. Più tardi arriverà l’amico per accompaqnarci all’aeroporto per l’imbarco per l’orinoco. Si sarebbe dovuti partire la mattina presto ma Cosimo, chiamato al telefono, ci dice che sono stati annullati molti voli a Natale. Aspettare in hotel fino alle 16 è stata una noia mortale e purtroppo una giornata persa. Sarebbe stato meglio oziare al Rancho San Andrès, dove dobbiamo andare (Via el Sur, Km 10 via Aribi, Maturin 6201, Venezuela). Va beh. Ormai è andata così. Mangiamo qualcosa e “gustiamo” un bell’acquazzone tropicale. Finalmente arriva un giovane che ci accompagna all’aeroporto per l’imbarco e si incarica di tutte le formalità. Anche qui, questa volta in uno sgabuzzino in aeroporto e con la supervisione del nostro accompagnatore, contattiamo un altro individuo e cambiamo altri 300 dollari. Paghiamo la tassa di imbarco, circa 32 BFS a testa. Ci spiega che tutti i voli sono assogettati ad una tassa aeroportuale. Ci raccomanda di tenere da parte 325 BFS che è la tassa per lasciare il paese. Che bravi. Per andarsene devi pagare! Ci spiega poi che serviranno circa 35 BFS a testa per ogni ingresso ai parchi. Parliamo del paese e comprendiamo il perchè di questo mercato nero del cambio. La valuta locale non vale nulla all’estero. Se uno deve andare in europa o in america può portare fuori max 3000 euro, ed è un tetto massimo che deve bastare per un anno. Addirittura verso altri paesi dell’america latina anche l’importo massimo esportabile è di soli 500 dollari l’anno. E bisogna spiegare al governo perchè e percosa di quei soldi portati fuori del paese. Per questo tutti cercano di procurarsi valuta buona senza che il governo lo sappia. All’aeroporto troviamo un altro italiano, che però va a Los Roques, e ci par di capire che siamo gli unici “forestieri” presenti. In attesa al gate non posso non notare, da buon maschio, molte ragazze giovani con dei “balconi” favolosi e un didietro “caraibico”. Di fatto due “balconi”. Che piacere per la vista! Forse l’aria del Venezuela fa questo effetto? Dico a Manu di respirare a pieni polmoni. Non si sa mai! Partiamo con un piccolo jet e in circa 1 ora arriviamo a Maturin. Ci mettono una vita a consegnare le poche valige dei passeggieri e purtroppo la nostra bella compagna di viaggio comperata in america gli scassano una ruota! Ma faffan.. Finalmente usciamo e chi ci aspetta non ha dificoltà ad individuarci. Eravamo gli unici “strani” vestiti da avventura presenti sull’aereo. E’ Jonas, detto Indiana Jonas, come abbiamo letto su altri diari di viaggio. Un simpatico ragazzone di 32 anni. Siamo solo noi due. Montiamo sulla toyota land cruiser e partiamo per il ranch, cominciando a parlare di lui, di noi, di Cosimo, del venezuela, del governo, ecc. Gli piacerebbe venire in Europa ed è tifoso di Inter e Real, argomenti che taglio perchè non sono appassionato di calcio. Viaggiamo fin dopo il tramonto, è ormai buio e spesso si va a zig-zag per schivare le buche oltre a rallentare dove ci sono i dossi dei posti di polizia. Arriviamo al ranch e ci accolgono con un buonissimo succo di frutta di benvenuto. L’ambiente è bello e le stanze carine, con tetto in legno e foglie di palma. Al momento ci son solo altri 3-4 turisti. Ceniamo, si mangia bene, con cose loro come carne, riso, juca, una, anzi 3, birre fresche, ecc. Parliamo del più e del meno a approfondiamo la conoscenza reciproca con Jonas. Vediamo poi il piccolo zoo che hanno, con pappagalli, coccodrilli, anaconda e pitone in gabbia. E’ chiaro, come ha detto qualcun’altro, che questi animali sono in gabbia e non nel loro ambiente naturale, ma altri turisti, meno viaggiatori, devono avere la loro parte. E poi, quanti rettilari ci sono in giro a privati? L’indomani alle 8 spostamento sull’Orinoco a visitare gli indios Warao quindi una passeggiata a cavallo. All’ultimo minuto spostiamo la passeggiata a cavallo alle 7. Tanto saremo sicuramente già svegli da un pò. Prima di abituarci con l’orario passerà ancora qualche giorno. Dappertutto, oggi, abbiamo abbondato di “Feliz Navidad”.

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Salto Aponwao

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La Gran Sabana

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Delta dell'Orinoco

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Los Llanos

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Los Llanos

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Canaima Lagoon

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Salto Angel

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Los Roques



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