St. Etienne-Le-Laus val bene una messa?

Nel ricordo di “Parigi val bene una messa”, qualche tempo fa abbiamo letto un articolo su una rivista che parlava del santuario di Notre Dame de Laus nella Francia meridionale. Probabilmente meno conosciuto di altri santuari dove sono accaduti miracoli (Lourdes, Fatima, Medjugorie). Siccome il mio compagno è santarolo, l'occasione fa la donna...
Scritto da: mystery
st. etienne-le-laus val bene una messa?
Partenza il: 02/09/2009
Ritorno il: 06/09/2009
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 500 €

A Gap è visitabile il Domaine de Charance, entrata libera, chiuso il martedì, aperto dal 20 aprile ad ottobre con orari diversi. Sono a pagamento le visite guidate e i corsi. La tenuta era l’antica proprietà dei vescovi di Gap, diventata bene del comune.

La valle di Chaudun si trova a poca distanza da Gap e il contrasto che presenta con l’attività frenetica della città vicina non mancherà di stupire e sedurre. Nel secolo scorso, questo luogo selvaggio e incontaminato vide partire i suoi ultimi abitanti; ora è diventato una riserva naturale in cui vivono più di 800 mufloni. Vari sentieri vi faranno da guida per percorrere la memoria della montagna. La barra rocciosa di Ceüze, sei chilometri di parete impressionante costituita da roccia calcarea, richiama qui arrampicatori da ogni nazione. A 7 chilometri da Gap, sulla “Route Napoleon” (RN85) si trova il complesso sportivo di Gap-Bayard, con campo da golf a 18 buche.

Giovedì mattina (dopo la colazione a buffet) è stata dedicata allo scopo principale del viaggio: la visita al Santuario di Notre-Dame-de-Laus. Per raggiungerlo, da Gap abbiamo imboccato la N94 in direzione Briançon. Ad uno svincolo a destra (indicazioni per Tallard e Sisteron) abbiamo imboccato la D942 che porta a N.D. De Laus. Se non siete automuniti dalla stazione di Gap potete prendere l’autobus navetta che conduce al santuario. Ci troviamo a circa 910 m. S.L.M. Abbiamo persino assistito alla Messa, rigorosamente in francese (come dice il mio compagno di viaggio: “una lingua da abolire!”) e poi siamo andati verso la Cappella del Sangue Prezioso, dalla quale (parte opposta della strada) parte un sentiero in salita (percorribile anche in auto a velocità ridotta) che in circa ¼ d’ora porta al Pindrau, luogo della seconda apparizione. Il sentiero fa un percorso circolare (2,7 km.) e arriva a St-Etienne-le-Laus, dove, all’interno di un boschetto, si trova la Chapelle-de-la-Ferme, luogo di un’altra apparizione. Vicino al Santuario c’è la casa dove Benoîte Rencurel (che, contrariamente ad altri mistici, non si fece suora), visse per tutta la sua vita e che adesso è in parte occupata dalla Gîte Béthanie (a libera gestione, facente capo sempre all’Hôtellerie del Santuario).

Ripartiti da Laus ci siamo diretti verso Sisteron alla ricerca delle Gorges (Gole) della Méouge, che dovrebbero essere sempre sulla D942, ma nonostante al negozio del Santuario ci avessero detto che andando verso Sisteron, c’erano le indicazioni, noi non le abbiamo trovate. Sicuramente abbiamo sbagliato qualcosa. Lungo la D942 abbiamo fatto una deviazione per il village perché di Thëus e le Demoiselles Coiffées (sala da ballo delle “damigelle acconciate” anche dette “i camini delle fate”), 5 km. Di strada da adrenalina che abbiamo percorso per poi scoprire che fra la Sauze-du-Lac e Savines-le-Lac c’erano delle altre Demoiselles Coiffées visibili dalla strada! La leggenda racconta che queste signorine ballavano acconciate con dei grandi cappelli; al battere della mezzanotte al campanile della chiesa di Theüs, mentre danzavano nel Vallan di Vallauria, rimasero pietrificate. Procedendo lungo la strada è possibile raggiungere il Mont Colombis (1725 m. S.L.M.). Altri comuni nei dintorni: Rousset (Castello e il Belvedere che domina la diga sul lago), Rochebrune (sito dei tre laghi), Remollon (cascata del Mulino e la sua sorgente pietrificata), Espinasses, Bréziers, Chorges, Saint-Vincent Les Forts, La Bréole, All’incrocio che abbiamo trovato in fondo alla D942 abbiamo svoltato a sinistra verso Barcillonette e Cuneo (che qui, per la teoria del bilinguismo citata prima, si chiama Coni) con lo scopo di raggiungere il Lago di Serre-Ponçon (è un lago artificiale, lo abbiamo raggiunto passando nei pressi della diga) che unisce (strozza?) i corsi d’acqua della Durance, dell’Ubaye e del Drac. Le acque del Drac, dell’Ubaye e della Durance sono il luogo di coloro che praticano rafting, kayak, canoa e hydrospeed. Prima della Sauze-du-Lac (in località Les Grisons) c’è “La Montagne aux Marmottes”, un parco con rapaci, una volpe, un asino, cervi, mufloni, lupi e un tripudio di marmotte. Rispetto ad altro parco natura visitato in Italia tempo fa, la Montagne aux Marmottes ci è sembrato alquanto triste e 13 € a testa di biglietto d’ingresso troppe per ciò che c’è da vedere. Ma le marmotte sono carinissime e abbiamo scattato tante foto! Alla cassa fatevi consegnare il Pass-Marmottes, che da diritto ad alcune riduzioni in esercizi convenzionati.

Dalla Sauze-du-Lac siamo appunto andati verso Savines-Le-Lac con sosta alle Demoiselles Coiffées (se volete sapere di più del particolare fenomeno erosivo, un sentierino con pannelli esplicativi vi consente di arrivare fin sotto). Vicino al sito c’è un negozio che vende di tutto un po’ (incluse le marmotte fischianti di peluche in varie taglie che tanto ci ruppero le scatolette) e che offre 12 tourtons (specialità regionale: sono ravioli farciti, salati o dolci) a 6 €. Un’altra specialità regionale sono les oreilles d’ane (orecchie d’asino) ma non le abbiamo assaggiate (magari il nome non ha alcuna verosimiglianza con ciò che sono in realtà?).

Ritornati a Gap, e dopo essere transitati dall’hotel, decidiamo di uscire per procacciarci la cena. Alla fine dopo avere “annusato” i menù di 2 o 3 ristoranti, decidiamo di fermarci a Le Réfuge, io prendo una bistecca con tourtons e insalata (così finalmente assaggio i tourtons, niente di stratosferico, i miei dovevano essere con le patate) e il mio compagno un’assiette (tagliere), conto totale con acqua di rubinetto (l’acqua in bottiglia costa troppo) e una birra alla spina € 32. Ritorniamo in hotel e via a nanna.

Venerdì mattina risveglio alle 8 e colazione. Il tempo (dopo il caldo dei due giorni precedenti, e le previsioni meteo in Francia ci azzeccano, mica come in Italia!) si è girato al freddo e poco dopo la nostra partenza da Gap ha iniziato a piovere. Non ci facciamo scoraggiare e imbocchiamo la N85 (che conduce a Grénoble) dalla quale ci stacchiamo a Corps per imboccare la D212 per raggiungere il santuario di Notre Dame de la Salette, posto a 1800 m. S.L.M., entrando così in Isère. La Vergine è apparsa qui il 19 settembre 1846, a due pastorelli, Maximin e Mélanie. L’apparizione è stata autentificata dal Vescovo di Grénoble. Il Santuario si trova a 55 km. Da Gap. Evidentemente qualcuno ci vuole bene, e ci tiene una mano sopra il coppino, perché poco dopo il nostro arrivo al santuario smette di piovere. In realtà ci troviamo in un’atmosfera surreale, perché siamo sopra le nuvole prima e avvolti dalle nuvole poi. Il panorama si apre sul Massiccio del Devoluy, dominato dall’Obiou. In fondo si trova il Lago di Sautet (artificiale), le plateau de Pellafol e sulla destra, in lontananza, il Monte Auguille (massiccio del Vercors). Lasciamo N.D. De la Salette per tornare verso St. Firmin, dove imbocchiamo la D985 che ci porta nel Valgadeumar. La strada segue il corso della Severaisse. Scopo di questa deviazione è arrivare a La Chapelle-en-Valgaudemar per vedere les Oulles du Diable (marmitte del diavolo). Dopo tutti questi santuari dobbiamo rendere merito anche a lui? Oulles viene dal latino “Olla” che significa marmitta. Un sentiero stretto e ripido (segnalato) parte dal centro di La Chapelle e in mezz’ora circa porta alle Oulles. Fatica premiata, lo spettacolo naturale che ci aspetta merita la scarpinata (sono gole scavate dall’acqua bollente). Volendo ci sono altri percorsi trekking, fra cui quello delle 3 cascate (D480 da La Chapelle), ma il tempo a disposizione non era sufficiente, e un cartello a St. Firmin e uno successivo a La Chapelle dicevano che la strada era chiusa, e sicuramente, essendo già pomeriggio inoltrato, non avremmo fatto in tempo a raggiungere a piedi la Cascata de Combefroide, du Casset, e du Voile de la Mariée, arrivando all’incirca fino al rifugio Gioberney (1650 mt. S.L.M.), in pieno Parc National des Écrins. Recandovi alla Chapelle-en-Valgaudemar potrete visitare le marmitte del diavolo (Oulles du Diable). Tra la vecchia frazione abitata di Portes ed il paese abbandonato di Navette, un ponte di pietra attraversa il torrente dove è possibile ammirare con molta prudenza le “Oulles du Diable”: gigantesche pentole scavate nella roccia dall’acqua bollente! Durata: 1 ora e mezza (sentierino di montagna ripido). Diversi maneggi nella valle dello Champsaur propongono percorsi alla scoperta di boschetti e pendii. La Cascata du Voile de la Mariée è raggiungibile anche da Salazie, con un circuito ad anello che parte dall’Îlet aux Bananiers. Nel Circo di Salazie da visitare anche Hell Bourg, antica stazione termale situata in fondo al circo, a 930 m. D’altitudine. Da Hell Bourg si possono raggiungere le cascate di Tamataka. Tra il Drac e la Séveraisse, la Valgaude, circuito ad anello di 60 km, rivela l’enorme ricchezza del paese collegando i diversi comuni della zona. Il circo del Gioberney con la sua cascata “Le voile de la Mariée” (il velo della sposa) aprono la via al delizioso sito di Vallonpierre, ai piedi del Sirac, dove tra i ghiacciai si incrociano camosci e marmotte. Una passeggiata fino a più di 2000 m, per ammirare la catena del Valgaudemar ed il riflesso dell’Olan in uno dei laghi di Pétarel. Accesso, partenza: La Chapelle a Valgaudemar, frazione Portes. Da La Chapelle-Les Portes seguendo il GR54 si raggiungono i laghi e il colle di Pétarel. I sentieri trekking sono segnalati da cartelli su fondo giallo, e sono scaricabili da Internet. Il villaggio di Portes si trova nella valle della Navette, perché a 1245 metri d’altitudine. Questo villaggio ha tre abitanti permanenti e si riempie solo quando arrivano i residenti secondari. E’ possibile accedervi percorrendo la piccola strada di montagna che parte dal centro di La Chapelle, davanti alla chiesa, anche se è preferibile, per una migliore scoperta della valle, partire a piedi da La Chapelle. E’ visitabile anche la Maison Traditionelle au Toit de Chaume, il Sentiero Ecologico della Cuque, il Sentiero Botanico Dominique Villars. Da non perdere: il salto del Laire, per risalire il Drac Noir ed osservare da vicino le marmotte, per visitare Prapic, pittoresca località montana e, una volta giunti al “Saut”, ammirare il Drac che ribolle in fondo a una gola. Durata: 2 ore e mezza. Dislivello: 373 m. Accesso, partenza: le Haut Champsaur, villaggio di Prapic (Vs Orcières).



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