Sembra un altro pianeta ma è in cima all’Europa: il mio diario di viaggio estremo tra i ghiacci eterni

Le Isole Lofoten, qualcuno mi ha chiesto cosa sono e dove sono! Sono un gruppo di isole al di sopra del Circolo polare artico. Insomma, in un altro mondo, specialmente in questo periodo dell’anno. Quando ci andrete non vi sembrerà di essere su isole, in numero veramente notevole fra grandi e piccole, perché le più importanti sono collegate tra loro dalla mitica strada E10 da Narvik ad Å (che è l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese appunto) paesetto su una delle ultime. C’è anche un’isoletta, Rost, raggiungibile in battello o piccolo aereo, che parla veneziano. Leggete la storia di Pietro Querini, governatore di Candia e del suo viaggio, al principio del ‘400, che portò il famoso “baccalà” a Venezia.
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Tra aurora boreale e merluzzo
La bellissima strada (350 km circa) che attraverso ponti, gallerie e tunnel sottomarini si snoda fra aspre montagne, laghi ghiacciati, foreste imbiancate, mare di smeraldo e pittoreschi villaggi e cittadine vi condurrà alla scoperta di questo paradiso nascosto. Il clima è quello che è, ma non freddissimo a causa della solita corrente del golfo, che è un po’ da quasi tutte le parti! Abbiamo trovato infatti un cielo quasi sempre coperto, ma mai freddo eccessivo. Purtroppo niente aurora boreale: pazienza. Ma le bellezze naturali che si possono ammirare anche solo percorrendo la E10 non si contano e, se avete un’auto, sarete costretti a fermarvi a tutte le curve. Le montagne, non altissime ma aspre e composte da scure rocce vulcaniche, sono ricoperte di neve e con spettacolare contrasto di colori precipitano in un mare che assume mille colori. Insomma siamo sulle Alpi, ma al mare. Il momento più suggestivo è senza dubbio quando scende la sera e lungo la strada e nei villaggi si accendono le luci poste all’esterno e alle finestre di tutte le case in mezzo alla neve: sembra un presepe. Le luci accese fanno parte della tradizione norvegese: non solo per scacciare l’oscurità, ma soprattutto per creare un’atmosfera di ospitalità e calore! A proposito di case: sono colorate, di legno con tante finestre e finestroni ed estese terrazze. Non sono solo case, ma ville e villette ! E poi i rorbuer, le caratteristiche casette rosse che si trovano qua e là e nei villaggi dei pescatori costruite anche su palafitte e spesso trasformate in alloggi turistici.
In questo periodo inizia la lavorazione del merluzzo. Notevoli quantità di questi pesci, dopo pulizia, vengono appesi ai graticci esposti vicino al mare per l’essiccazione. L’odore non è dei migliori, però. La pesca è sempre l’attività più importante, insieme al turismo, di queste isole. Nei porticcioli vedrete infatti i tanti pescherecci di varia stazza, i piccoli con la caratteristica piccola vela a poppa che serve per stabilizzarli.
Viaggio alle Isole Lofoten: i luoghi imperdibili
Il viaggio inizia con un prologo: causa sciopero Trenitalia raggiungiamo Milano con un giorno di anticipo, così ci permettiamo la visita all’interno del Duomo che non vedevamo da anni e una passeggiata in Galleria fino alla Scala. Il mattino dopo raggiungiamo in bus l’aeroporto di Bergamo e con volo Norwegian eccoci all’aeroporto di Harstad-Narvik-Lofoten. È quasi buio, nevica, tutto è bianco: uno spettacolo. A quasi ottanta anni torniamo bambini, a piedi sotto una leggera nevicata raggiungiamo l’albergo dove ceniamo naturalmente alla norvegese, ma non male. Colazione (norvegese) e poi iniziamo il viaggio verso la nostra meta che è Leknes, una piccola cittadina nell’isola di Vestagoy circa a metà percorso tra Narvik e Å. Il viaggio dura circa 4 ore (bus 300), ma è viaggio a dir poco spettacolare e il tempo passa velocemente.
Leknes
Come detto il percorso segue la E10, il bus si ferma spesso, attraversa villaggi e paesetti e i paesaggi che vedrete non li dimenticherete facilmente: viste anche alcune renne! Leknes è una piccola cittadina, la seconda dopo Svolver, ha un piccolo aeroporto e sarà la base dei nostri spostamenti. Ci sono tutte le utilità compreso un grosso centro commerciale con molti negozi, ristorantini e dove si sviluppa molta della vita sociale della zona. In pieno centro alloggiamo in un nuovissimo monolocale anche a buon prezzo visto che da queste parti non si scherza (con i prezzi)! Con i bus Weiss visitiamo quindi le varie località delle isole e per raggiungerle ci godiamo sempre uno splendido viaggio.
Reine
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Reine è la località che si è piaciuta più di tutte. È incastonata tra cime scoscese e il tranquillo Reinefjord, forse di origine vichinga è centro peschereccio e naturalmente turistico. Dal ponte si gode un bellissimo panorama con le villette colorate e i rossi rorbuer che si specchiano sul mare. A due passi dal centro ci sono i famosi graticci che si stanno caricando di poveri merluzzi che per dire la verità non emanano un buonissimo odore!
Henningsvaer, Ballstad e Stamsund
Henningsvaer si raggiunge seguendo una strada spettacolare e presenta un abitato di antiche case di legno che si sviluppa lungo il porto peschereccio. Stranissimo il campo di calcio con le porte che spuntano dalla neve ed esposto agli elementi. Sempre da Leknes si raggiunge facilmente il piccolo e delizioso centro peschereccio di Ballstad e anche Stamsund. Ancora nei pressi di Leknes, a Borg, si trova la ricostruzione sui resti effettivi, di una grande casa vichinga che si ritiene fosse la residenza di un importante capo locale. Svolvær, come detto, è la cittadina principale delle Lofoten. Importante centro peschereccio e ora turistico ha un caratteristico porto base di escursioni turistiche e tappa di crociere. Sovrasta la cittadina lo Svolværgeita (la capra), massiccio roccioso meta di escursioni. Da Svolver abbiamo fatto escursione con battello elettrico nel Trollfjord che si stringe sempre più tra ripidi pendii innevati e cascatelle ghiacciate. Facilmente si vedono anche le aquile di mare simbolo delle isole. Da non perdere.
Oslo
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Bene, dopo aver trascorso cinque giorni in queste indimenticabile isole voliamo a Oslo la vivace e moderna capitale norvegese che negli ultima anni ha visto una importante riqualificazione che ha lasciato il segno. Siamo ben alloggiati tra la stazione centrale e la zona dell’Opera a due passi del centro. La pianta a griglia dl centro facilita la visita! La strada principale, la Karl Johnas gate, intorno alla quale troviamo negozi, bar e ristoranti di tutti i tipi va dritta dalla stazione centrale fino al Palazzo Reale e al parco che lo circonda. Subito si trova la barocca Cattedrale con il soffitto affrescato e nella quale assistiamo con piacere alle prove di un coro composto da bambini e da adulti. Nella piazzetta adiacente si trovano le 77 rose di ferro che ricordano le vittime dell’attentato del 2011 e lo storico cimitero che raccoglie i resti di personaggi illustri. Proseguendo si incontra il Parlamento, l’Università, un laghetto (ghiacciato) e il Teatro Nazionale. Tante le statue di personaggi e regnanti. Ancora avanti fino al grande piazzale che precede l’imponente Palazzo Reale e lo Slottsparken e dal quale si gode una bella vista. Se scendete verso il mare o meglio il fiordo di Oslo troverete il National Museo, il Nobel Center e il City Hall. Potete poi passeggiare “lungo fiordo” passando sotto la fortezza di Akershus, storico baluardo di difesa e ora museo.
Nei pressi del nostro hotel si erge la splendida National Opera con le sue terrazze inclinate formate da 36000 lastre di marmo di Carrara. Da non perdere la salita, ma facendo un po’ di attenzione! Sull’acqua semi ghiacciata ecco la She Lies, la scultura galleggiante dell’italiana Monica Bonvicini che sembra un grande vascello. Questa è la zona delle saune galleggianti e vedrete ,con brividi, gente uscire dal grande calore e immergersi nell’acqua con lastre di ghiaccio ! A pochi passi ecco la distorta struttura del Munchmuseet che non potete mancare di visitare perché le opere qui conservate sono veramente ammirevoli e sicuramente vi lasceranno non poche emozioni, compreso tre versioni di “Urli”. La costruzione è veramente interessante e dall’ultimo piano si gode un bellissimo panorama in particolare sul “Barcode” il famoso e discusso nuovissimo quartiere composto da 12 grattacieli bianchi e neri disegnati da vari studi d’architettura. Nel Barcode troverete spazi espositivi e parchi giochi, ristoranti e negozi di vario genere. Con il tram 12 si può facilmente raggiungere per esempio il Mathallen Oslo, il mercato alimentare più famoso della città all’interno del quale si trovano numerosi ristoranti. Noi l’abbiamo trovato completamente pieno di gente e ci siamo accontentati di una spremuta. Ma il luogo che non dovete assolutamente perdere e il Vigelandsparken (tram 12 e 15), il parco delle 214 sculture (750 figure tutte nude) in bronzo e pietra di Gustav Vigiland che percorrano tutti i sentimenti umani nei diversi momenti della nostra vita, dall’infanzia alla vecchiaia. Veramente coinvolgente. Opera centrale è il Monolitten, ottenuto in un unico blocco di pietra con più di 100 figure che salgono alla ricerca del Divino! Purtroppo il museo vichingo, quello con le navi, è chiuso per restauro e allora decidiamo di andare da Holmenkollen, la collina dove si trovano piste da sci di fondo (gare in corso anche ora) e il futuristico trampolino per il salto con gli sci. Praticamente dal mare ai monti con la metro 1! Il tragitto è veramente divertente: si lascia la città e tra villette e boschi innevati si arriva alla fermata Holmencollen e da qui con una camminata in salita fino ai piedi del trampolino. Ma non è finita perché con il biglietto dell’interessante museo dello sci si sale in cremagliera fino alla sommità del trampolino da cui si gode uno spettacolo a dir poco eccezionale fino all’Oslofjord! Se avete tempo continuate con la metro 1 fino al capolinea: non rimarrete delusi!
Viaggio terminato ! Un saluto alla tigre in bronzo, lunga quattro metri, alla stazione centrale, divenuta simbolo della città, e via, di nuovo a casa. Cosa dire: dopo un viaggio in un altro mondo e cioè Le Lofoten terminiamo questa magnifica esperienza in una città vivace, moderna, giovane assolutamente da visitare.
Un po’ della solita logistica: consigli di viaggio in Norvegia
Trasferimento Livorno-Milano con i soliti comodi Intercity. A Milano pernottiamo presso hotel Flora a due passi dalla stazione. Molto bene ! Milano Orio al Serio con bus dalla stazione. Da Orio voliamo con Norwegian (tutti i voli prenotati con anticipo) fino a Harstad-Lofoten-Narvik (EVE). Pernottiamo non lontano dall’aeroporto presso l’essenziale ed elettronicizzato Aiden dove ceniamo e facciamo colazione alla norvegese, ma non male. Dall’aeroporto, la mattina dopo, inizia il nostro viaggio alla scoperta delle Lofoten. Base a Leknes nel nuovissimo appartamento Lofoten Premium Suite dove ci siamo trovati benissimo ,attenzione però alla chiave telefonica ! Cene in appartamento dopo divertenti acquisti presso i supermarket. Come detto per i nostri spostamenti abbiamo utilizzato i bus Weiss i cui orari avevo studiato accuratamente ! Caricando la app è facilissimo acquistare i biglietti che per noi anziani costano esattamente la metà. Da Leknes voliamo con un bus con le ali della Wideroe (Norvegian) fino a Bodo (quello dell’Inter..) .Il viaggio è divertentissimo, dura mezz’ora e costa pochissimo (per noi anziani). Da Bodo sempre con Norvegian raggiungiamo Oslo. Anche qui con app Ruter usufruiamo dei mezzi pubblici e dei prezzi dimezzati a iniziare dai treni VY che collegano l’aeroporto alla città. Tutto facile per fortuna. A Oslo pernottiamo molto bene presso lo storico hotel Bastion in ottima posizione con cena (leggera) ,colazione ( notevole anche se spostata verso il Nord) e merendina (la famosa fika). Abbiamo scelto questa formula per evitare di uscire la sera dopo le fatiche giornaliere. Pranzi qua e là , come alle Lofoten, dove capita . Ci accontentiamo. Ritorno sempre con Norwegian su Malpensa e quindi ..treno!
Come credo si noti il viaggio è stato piuttosto articolato, a ce l’abbiamo fatta. La moglie è l’ispiratrice, io sono l’organizzatore e per dire la verità me la sono cavata abbastanza bene anche perché mi piace. Comunque è andato tutto bene, chi ha sofferto e non poco, è stato il portafoglio.















