Lo stile moresco a due passi da casa

Alla scoperta di luoghi poco conosciuti della nostra Italia
 

Eh si chi l’avrebbe mai detto, questi decori arabeggianti tra gli Appennini bolognesi.

Non ci troviamo a Siviglia, a Cordova o a Granada , ma a Grizzana Morandi, piccolo paesino sconosciuto ahimè a tanti.

Ma partiamo dall’inizio. Decido di passare il ponte del 2 giugno con i miei genitori che vivono a Comacchio, in provincia di Ferrara e, grazie a mia sorella che è sempre alla ricerca di posti nuovi da visitare, vengo a conoscenza del castello di Rocchetta Mattei.

Organizziamo questa gita fuori porta, si tratta infatti di un viaggio in macchina di 2 ore, che però non può essere improvvisato, poiché il castello è aperto solo il sabato e la domenica su prenotazione e la visita è consentita solo con la guida (costo del biglietto 10 euro a persona).

Il primo consiglio pratico per chi viene da Bologna è di fare attenzione all’uscita del casello autostradale. L’uscita Sasso Marconi nord ha accesso solo con Telepass (ad oggi unico caso in tutta Italia) e seguendo alla lettera il navigatore ci si può trovare spaesati, come è successo a noi.

Una volta usciti dall’autostrada si comincia a passare tra il verde degli Appennini, tra una curva e l’altra si costeggia il fiume Reno, purtroppo in secca.

Arrivati al castello attendiamo il nostro turno di entrata, i gruppi sono formati da poche persone, il che consente un agevole ascolto della guida. L’entrata comincia con una scalinata (all’interno del castello ce ne saranno diverse, ma il percorso è stato comunque praticabile anche dai miei genitori ultra settantenni in quanto alla fine di ogni rampa, la guida si ferma a dare spiegazioni e consente di riprendere fiato).

La nostra guida è stata veramente brava, ha raccontato con passione aneddoti sul conte Mattei, alchimista, sognatore, guaritore, a cui si rivolgevano, per le sue pozioni curative, personaggi importanti dell’epoca, tra cui la principessa Sissi. Il conte Mattei, oltre ad essere l’inventore di una terapia medica basata sulle erbe, si poteva definire all’avanguardia, in quanto sulle boccette delle proprie pozioni faceva stampare il Logo stilizzato del castello, una bella formula pubblicitaria per l’epoca! Parliamo infatti del 1800. Due  particolarità di una delle sale sono: il soffitto a cassettoni, che sembra in legno invece è fatto di cartapesta (sembra siano state utilizzate le ricette degli infusi del conte); gli strumenti musicali di fine Ottocento, perfettamente funzionanti come dimostrato dalla nostra guida.

Il conte Mattei fece inoltre costruire, nei dintorni del castello, case che potessero accogliere i pazienti che venivano da lontano. Il suo sepolcro è custodito all’interno del castello.

Fatto il pieno di cultura decidiamo di fare due passi nel vicino borgo medievale “La Scola”, che offre scorci ed angoli fatti apposta per essere fotografati.

Il nostro non è stato un viaggio avventuroso o in chissà quale luogo esotico, ma ci siamo comunque sentiti appagati da questo sito particolare per lo stile non comune nella nostra Italia. Delle tre città spagnole menzionate all’inizio del diario, ho trovato queste affinità con la Rocchetta Mattei:

  • Gli azulejos di Siviglia
  • Gli archi della Mezquita, la grande moschea di Cordova
  • La fontana con i leoni, presente nell’Alhambra di Granada

Buona visita.

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