Dal divano al Monte Bianco

Anche un non alpinista può arrivare in cima! Ecco come.
 
Partenza il: 17/07/2008
Ritorno il: 20/07/2008
Viaggiatori: 3
Spesa: 500 €

C’e’ un momento della vita, tipicamente dopo i quarant’anni, caratterizzato da un evento speciale. All’inizio sembra una giornata come tante, ma sara’ destinata a segnare una svolta. Si entra in un negozio, in un bar, in un locale o in un qualunque altro luogo pubblico, e, cosi’ come lo si e’ fatto migliaia di altre volte in passato, ci si rivolge al ragazzo/a che ci troviamo di fronte con uno scontato “ciao” e questo disgraziato, che dio lo fulmini, ci risponde con un ossequioso “buongiorno”, che e’ peggio di una coltellata alla schiena. Come “buongiorno !”. Io ti dico “ciao”, e tu mi rispondi “buongiorno” ? Mai nessuno della mia eta’ mi ha detto “buongiorno” prima d’ora. Perche’ io e te abbiamo praticamente la stessa eta’, oddio, ho fatto la maturita’ che saranno vent’anni, forse qualcuno in piu’, ma cosa vuoi che sia, sono quasi tuo coetaneo, mi SENTO tuo coetaneo, ti dico “ciao” e tu mi rispondi “buongiorno” ? “. Come se mi vedessi anziano ? Come se FOSSI anziano ?

Di fronte a questa terribile presa di coscienza i quarantenni reagiscono nei modi piu’ disparati (e disperati). C’e’ chi si compra i jeans a vita bassa con l’intento di far vedere le mutande, chi si iscrive a un corso di salsa e merengue pur avendo la scioltezza e l’eleganza di uno stegosauro, sperando di rimorchiare qualche separata, e chi, come me, decide che gli piace la montagna e contatta una guida alpina, quando fino ad allora di fare le scale a piedi non se ne parlava neanche. Tutto questo con l’intento di mostrare a se se stessi e al resto del mondo che se non si e’ piu’ giovani, si e’ almeno giovanili.

Questo e’ il resoconto della salita alla cima del Monte Bianco. Non un’escursione sul Monte Bianco, attorno al Monte Bianco, o nella zona del Monte Bianco, ma proprio la salita alla vetta, 4810 metri. Pero’ non e’ il racconto di un alpinista o di un montanaro, di uno che e’ cresciuto a grappa e piccozza, ma e’ la storia di un cittadino qualunque, uno che ai vari trekking, climbing, rafting e canoeing aveva sempre preferito il meno avventuroso divaning. Il quale cittadino, come colto da un raptus improvviso, una o due volte l’anno abbandona le pantofole e il telecomando e per un paio di giorni si ammazza di fatica, sudore e freddo per scalare una cima alpina.

Il Monte Bianco, 4810 metri, e’ un simbolo. Arrivare in cima non e’ tecnicamente difficile, se si sceglie la strada giusta (altrimenti, parliamone, non farebbe per me), ma nonostante questo rappresenta LA montagna. E’ la montagna piu’ alta d’Europa, anche se adesso molti danno questo primato al Monte Elbrus, 5621 metri, che sta nella Russia Caucasica, perche’ hanno deciso che la Russia Caucasica e’ Europa. Pero’ il Monte Bianco rimane la montagna dove e’ nato l’alpinismo moderno, la cima che se uno dice “ho scalato il Monte Bianco” tutti ti diranno “eh, ma dai, non ci credo !”. Perche’ se dici che hai scalato la parete nord delle Grand Jorasses”, o la Cresta del Lyskamm ” fai colpo solo nella ristretta cerchia degli alpinisti. Invece il Monte Bianco lo puoi rivendere per fare colpo con chiunque: il benzinaio, il fornaio, il postino, la badante, tutti ti guarderanno con stupore e ammirazione.

Partenza da Bologna: siamo io e Andrea, una guida alpina che conosco gia’, e con la quale ho salito altre facili cime delle Alpi, e Antonella, che incontro per la prima volta al momento della partenza. Anche lei post-quarantenne, anche a lei devono aver detto “buongiorno” senza preavviso. La meta e’ la cima del Monte Bianco, passando per la “via normale”. La via normale e’ tipicamente il percorso piu’ semplice per arrivare alla cima di una montagna. Per fare una analogia, la via normale per arrivare al mio appartamento e’ l’ascensore. In alternativa ci sarebbero le scale, o la grondaia, o passare attraverso i balconi, in scala crescente di difficolta’. In montagna e’ la stessa cosa. Per arrivare il cima al Monte Bianco si puo’ scegliere la via normale, che e’ relativamente semplice dal punto di vista tecnico, (non sempre la via normale e’ per forza facile, ma nel caso del Monte Bianco lo e’ abbastanza) o complicarsi la vita quanto si vuole, senza limite alle perversioni. Nel caso del Monte Bianco ci sono almeno tre vie normali diverse. Quella dal versante italiano, e le due dal versante francese. Nessuna di queste, per inciso, fu seguita dai primi scalatori. Noi seguiremo la via che passa dal rifugio Gouter, considerata la via normale “classica”. La nostra guida ha grande esperienza, e e’ stato sulla cima del Monte Bianco gia’ una quarantina di volte.

La scampagnata si articolera’ in questo modo. Partenza da Bologna giovedi’ pomeriggio, e pernottamento a Chamonix, in resort 5 stelle per alpinisti. Venerdi’ giornata di acclimatamento: si prende la funivia del Monte Bianco e si arriva alla Aiguille du Midi, 3800 metri, e da li si scorazza per tutto il giorno sul ghiacciaio. In serata di nuovo a Chamonix, di nuovo nella suite reale per alpinisti. Sabato si sale al rifugio Gouter, a quota 3800 metri, e si dorme, o per lo meno ci si prova. Domenica mattina sveglia a ore vietate dalla convenzione di Ginevra, salita alla cima, discesa fino a valle, ritorno alla macchina, 6 ore di autostrada, e per cena siamo di nuovo a Bologna, freschi e riposati, pronti per una notte in discoteca.

Arriviamo in serata alla gite d’etape, la lussuosa suite frequentata dagli alpinisti dove passeremo le prossime due notti. Albergo economico, ruspante ma pulito: in realta’ un ottimo indirizzo. L’unico problema e’ che si dorme con chi capita, nel senso che non era possibile prenotare stanze personali. Io e Andrea siamo in una stanza assieme a un terzo, che pero’ non c’e’. Ha lasciato li tutta la sua roba, ma non c’e’ in stanza. O e’ da qualche parte in montagna, spero per lui al chiuso di un rifugio, o e’ a gozzovigliare da qualche parte dell’Alta Savoia. Antonella invece divide la stanza con un olandese. Uomo. Le auguriamo la buona notte salutandola con occhiatine ammiccanti e battutine da caserma. Lei, ricambiando la buona notte, ha come uno spasmo al dito medio della mano destra.

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Dalla cima, l'ombra del Monte Bianco



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