Curiosità di Roma: sapevate che Piazza Navona un tempo diventava un lago?

La rubrica Altro Viaggiare vi porta non solo a scoprire le mete con occhi diversi ma a svelare anche delle piccole chicche dei luoghi più belli del mondo. Cominciamo dalla nostra Capitale. Conoscete il segreto di una delle piazze più famose di Roma?
Elena Bittante, 16 Mag 2026
curiosità di roma: sapevate che piazza navona un tempo diventava un lago?

Piazza Navona, una delle più belle della Capitale, una geometria urbana dell’arte barocca con la Fontana dei Quattro Fiumi al centro e due fontane più piccole ai lati, quella del Nettuno e del Moro, un tempo diventava “il lago di Piazza Navona”, una piscina ante litteram nel cuore dell’urbe per rinfrescare i romani durante le torride estati. Scopriamo questa incredibile storia. 

Piazza Navona nell’antichità

Piazza Navona, una delle più note ed amate di Roma, è da sempre luogo di divertimento, condivisione e singolari consuetudini per il popolo romano. La sua storia nasce dagli antichi fasti dello “Stadio di Domiziano” o “Circus Agonalis“, un’enorme struttura che misurava 275 metri in lunghezza e 106 metri in larghezza, edificata dall’imperatore Domiziano per lo svolgimento dei giochi atletici greci nell’86 d.C. Furono proprio queste attività sportive a dare l’attuale nome alla piazza in quanto durante l’epoca imperiale venivano denominati “agones”. Il termine “agone” si trasformò  “in agone”, “innagone”, “navone” e infine “Navona”.

Piazza Navona nella storia 

Nei secoli la piazza non cambiò soltanto il suo nome ma subì anche diverse trasformazioni urbanistiche e di utilizzo senza mai smettere di essere il centro della vita urbana. Dalla seconda metà del XV secolo cominciò a svilupparsi la vera e propria vita di piazza grazie allo svolgimento di un grande mercato che occupava tutto lo spazio, un brulicare di vita tra bancarelle di ogni sorta. Alla fine del ‘500 vennero progettate e installate tre fontane al servizio del mercato e degli animali da trasporto, e proprio da quest’idea funzionale si realizzarono le meravigliose fontana dei Quattro Fiumi, progettata dal Bernini, la Fontana del Moro, nella parte meridionale del perimetro, creata da Giacomo della Porta e perfezionata da Bernini, e la Fontana del Nettuno, nella parte settentrionale, progettata anch’essa dal Della Porta.

Piazza Navona come un lago. Un’idea ancora possibile? 

Queste fontane monumentali che oggi conosciamo come meraviglie indiscusse dell’arte con il solo scopo di incantare chi le ammira, nella seconda metà del XVII secolo fungevano anche da prestigiosi “rubinetti” per allagare l’intera piazza trasformandola in una “piscina”, meglio nota come “il lago di Piazza Navona”. Sono numerose le testimonianze di questa insolita usanza che venne inaugurata per la prima volta il 23 giugno del 1652 per poi essere ripetuta ogni fine settimana di agosto. 

La grande piazza veniva completamente riempita mediante la chiusura dei tubi di scarico delle tre fontane che continuavano a far scorrere l’acqua. In quell’epoca l’intero spazio aveva una superficie concava, questo consentiva la raccolta di una grande quantità d’acqua fino a raggiungere un livello massimo di 60 centimetri. Piazza Navona diventava così un enorme specchio lacustre per la gioia dei romani che si allietavano nelle calde giornate d’agosto. 

Oggi questa inconsueta visione non sarebbe più possibile, non solo per ragioni di igiene, costume e per la tutela dei beni culturali, ma anche per impossibilità strutturale: nel 1870 l’intera pavimentazione venne interamente sostituita seguendo un andamento convesso.

Le testimonianze dell’epoca e la chiusura

Piazza Navona fu un carnevale dell’arte e della società, da sempre luogo di divertimento, condivisione e singolari consuetudini. In merito a questo lago urbano si raccontarono tanti aneddoti insoliti, come assurdi tuffi e sospetti annegamenti in soli 60 cm d’acqua! Più veritiere sono alcune testimonianze dell’epoca: i nobili attraversavano la piazza allagata a bordo delle loro carrozze per dare sfoggio della loro presenza, mentre i popolani facevano il bagno rigorosamente vestiti, come imponeva un editto pubblico per il buon costume. Era inoltre usanza dei vetturini sostare per lavare i mezzi e i cavalli, un’abitudine che determinò ben presto serie conseguenze per la salute dei cittadini. La totale mancanza di igiene comportò nel corso dei secoli la sospensione temporanea degli allagamenti, e si “prosciugò” definitivamente per volere di papa Pio IX nel 1867

Questo incantevole salotto urbano, un tempo piscina occasionale, è da secoli una piazza scenografica e trionfante, non solo per le grandi opere e le scene sontuose di Bernini, contrapposte agli spazi contratti e le prospettive surreali di Borromini, ma anche per rendere la quotidianità una meraviglia condivisa. La gioia e l’animazione di Piazza Navona sono da sempre una vocazione.


Elena Bittante
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